L’ospedale risponde della morte del paziente per l’erronea assegnazione del codice di urgenza in Pronto Soccorso. Per approfondire questa materia, consigliamo il volume Manuale pratico operativo della responsabilità medica, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.

Tribunale di Napoli – sentenza n. 5140 del 26-03-2026

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1. Dolori al petto, codice verde e ritardo nella presa in carico


Un signore già affetto da cardiopatia si recava presso un ospedale napoletano in quanto affetto da forti dolori al petto, ma il personale sanitario, dopo aver compilato la scheda di triage, assegnava al paziente il codice di urgenza di colore verde, invitandolo ad attendere il proprio turno per essere sottoposto all’osservazione medica. Il codice di urgenza di colore verde prevedeva un’attesa massima del paziente, prima di essere visitato, pari a 120 minuti.
Pertanto, il paziente rimaneva presso la sala d’attesa dell’ospedale per diverso tempo, sino a quando veniva colto da sincope ed entrava in arresto cardiorespiratorio.
In considerazione delle modificate condizioni di salute del paziente, i sanitari dell’Ospedale rimontavano la gravità dell’urgenza e modificavano il codice da verde a rosso, ricoverato immediatamente il paziente. Tuttavia, in considerazione delle capacità strumentali dell’ospedale, il paziente veniva trasferito mediante ambulanza rianimatoria presso altro ospedale del Comune al fine di effettuare una coronarografia.
Giunto presso la seconda struttura sanitaria, il paziente veniva sottoposto all’esame coronografico ed anche ad un’angioplastica coronarica, attraverso la quale veniva intentato il paziente in doppio stentano.
Nonostante i suddetti interventi, però, dopo qualche ora si verificavano due episodi di fibrillazione ventricolare con arresto cardiopolmonare e il paziente decedeva a causa di un infarto miocardico acuto.
La coniuge e la figlia del paziente deceduto si rivolgevano quindi al tribunale di Napoli al fine di far condannare la prima struttura sanitaria al risarcimento dei danni subiti, sia in via diretta per la perdita del rapporto parentale che in via ereditaria per la morte del proprio congiunto, in quanto ritenevano erronea la condotta del personale sanitario della convenuta per non aver correttamente assegnato il codice di urgenza al proprio parente ed avendo così ritardato le terapie mediche che avrebbero evitato il decesso del paziente. Per approfondire questa materia, consigliamo il volume Manuale pratico operativo della responsabilità medica, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.

Manuale pratico operativo della responsabilità medica

La quinta edizione del Manuale pratico operativo della responsabilità medica offre una guida aggiornata e sistematica per orientarsi nelle questioni più attuali della malpractice sanitaria, alla luce dell’entrata in vigore della Tabella Unica Nazionale per il risarcimento del danno non patrimoniale da macrolesioni e del decreto attuativo dell’art. 10 della Legge Gelli-Bianco sui requisiti minimi delle coperture assicurative.Il volume affronta con taglio pratico-operativo i principali profili civilistici, processuali, assicurativi, penali e contabili della responsabilità medica, fornendo al professionista un quadro completo per gestire correttamente casi complessi, controversie risarcitorie e questioni applicative legate alla prova, al nesso di causalità, alla perdita di chance e alla liquidazione dei danni.Particolare attenzione è dedicata alle novità normative e giurisprudenziali più recenti, con approfondimenti su consenso informato, autodeterminazione del paziente, mediazione, tentativo obbligatorio di conciliazione, azione diretta, responsabilità dello specializzando e danno erariale nel comparto sanitario.
Punti di forza

Analisi aggiornata alla Tabella Unica Nazionale introdotta dal d.P.R. n. 12/2025 per il risarcimento dei danni da macrolesioni.
Approfondimento sul decreto attuativo della Legge Gelli-Bianco in materia di requisiti minimi delle polizze assicurative per strutture sanitarie e professionisti.
Trattazione completa delle principali questioni della malpractice medica: consenso informato, nesso causale, perdita di chance, danni risarcibili e onere della prova.
Focus operativo sugli aspetti processuali, sulla mediazione e sul tentativo obbligatorio di conciliazione ex art. 696-bis c.p.c.
Esame dei profili penali della responsabilità sanitaria, delle linee guida, della colpa medica e delle più recenti questioni giurisprudenziali.
Approfondimento su responsabilità dello specializzando e danno erariale nel comparto sanitario.
Struttura chiara e sistematica, pensata per supportare il professionista nella valutazione dei casi e nella gestione del contenzioso.

Perché acquistarloIn un contesto in rapida evoluzione, segnato dall’applicazione della Tabella Unica Nazionale e dall’adeguamento delle coperture assicurative sanitarie, disporre di un quadro aggiornato è essenziale per evitare errori interpretativi e affrontare con sicurezza le controversie in materia di responsabilità medica.Questo volume consente di accedere in un’unica opera a normativa, orientamenti giurisprudenziali e soluzioni operative, offrendo un supporto immediatamente utilizzabile nello studio, nella consulenza e nel contenzioso.
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Francesco Angelini, Francesco Barucco, Bruno Tassone | Maggioli Editore 2026

2. Perdita di chance di sopravvivenza e danno da perdita del rapporto parentale


Il Tribunale di Napoli ha evidenziato come il danno da perdita del rapporto parentale sia risarcibile direttamente a favore dei congiunti del paziente danneggiato, anche nel caso in cui la condotta della struttura sanitaria non determini la morte del paziente medesimo ma sia causalmente collegata alla perdita di chances di maggiore sopravvivenza del congiunto.
In tali casi, però, secondo il giudice partenopeo, la liquidazione del danno deve essere effettuata riducendo l’importo da riconoscere a favore dei congiunti in misura pari alla percentuale di chances di maggiore sopravvivenza perdute dal paziente a causa della condotta dei sanitari.
Inoltre, sempre per quanto concerne la liquidazione del danno da perdita del rapporto parentale, questo deve essere liquidato seguendo una tabella basata sul sistema a punti. In particolare, detto sistema prende in esame e da rilievo ad una serie di circostanze di fatto quali: l’età del paziente deceduto, l’età superstite congiunto che chiede il risarcimento, il grado di parentela fra detti soggetti e l’eventuale loro convivenza. Infine, sul punteggio calcolato tenendo conto delle suddette circostanze, il giudice può applicare dei correttivi in aumento o in diminuzione in considerazione della particolarità del caso concreto.

3. Errore nel triage: il codice corretto avrebbe aumentato le chance di sopravvivenza


Nel caso di specie, il giudice ha fatto propri i risultati emersi all’esito della consulenza tecnica d’ufficio espletata del giudizio. In particolare, secondo i periti nominati dal tribunale, l’infermiere addetto al processo di triage ha errato nella attribuzione del codice di urgenza e tale errore ha reso inadeguata la tempistica della presa in carico del paziente.
Secondo i periti, l’assegnazione del corretto codice di urgenza avrebbe indotto i sanitari dell’ospedale ad eseguire un monitoraggio dei parametri vitali e clinici del paziente molto più rapido e pertinente rispetto alla gravità delle sue condizioni di salute. Infatti, se paziente fosse stato attribuito correttamente il codice giallo, il personale sanitario avrebbe potuto rilevare una serie di alterazioni cliniche e di parametri strumentali che avrebbero consentito di applicare delle misure terapeutiche in tempi più rapidi, con conseguenti maggiori chances di sopravvivenza del paziente stimabili nella misura del 35%.
In considerazione di quanto accertato dai consulenti, il giudice ha ritenuto che la suddetta condotta erronea posta in essere dal personale della struttura sanitaria ha comportato una perdita di chances di sopravvivenza del paziente pari al 35%.
Per quanto concerne la liquidazione del danno da perdita del rapporto parentale subito dall’attrice, il tribunale di Napoli, considerando l’età di 48 anni del paziente deceduto e l’età di 43 anni della coniuge e quella delle figlie di 14 anni e 19 anni, nonché la presunta convivenza tra il paziente e le attrici, ha quantificato un importo pari ad € 285.503,00 a favore della moglie e pari ad € 246.393,00 a favore di ciascuna delle due figlie. Dopodiché, il giudice ha ridotto i suddetti importi al 35%, in quanto percentuale corrispondente alle chances perdute dal paziente e conseguentemente ha liquidato a favore della moglie l’importo di € 99.926,00, mentre a favore di ciascuno delle figlie importo di € 108.139,00 (l’ultimo proposito, si segnala che vi è stato un evidente errore di calcolo da parte del giudice nella liquidazione dell’importo riconosciuto a favore delle figlie: in quanto, il 35% di € 246.393,00 è pari ad €. 86.237,55).
Infine, il giudice non ha riconosciuto la sussistenza di un danno tanatologico a favore del paziente deceduto, in quanto ha ritenuto che non vi sia stato un tempo di lucidità durante il quale quest’ultimo possa aver avuto comprensione dell’imminente morte e quindi di una sofferenza interiore.

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Muia’ Pier Paolo

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