Il presidente del Consiglio smonta tutte le fake news di Schlein. Sbarchi dimezzati, mentre il nuovo Regolamento tutela ancora di più l’Italia
La questione del nuovo regolamento sui migranti, emanato il 12 giugno, rappresenta l’ennesimo autogol della sinistra. Che interpreta in maniera maldestra e strumentale la decisione di alcuni Paesi europei(Germania, Austria, Svizzera, Svezia, Finlandia e oggi l’Olanda) di rispedire i richiedenti asilo nel nostro Paese. Dimenticando, ancora una volta, la realtà delle cose, come ha detto bene Giorgia Meloni.
La verità ristabilita da Meloni
Il presidente del Consiglio, sui social, ha fatto il punto sulla situazione, elencando le cifre esatte dal momento del suo insediamento: “Questo governo- ha scritto la Premier- ha contrastato l’applicazione di regole insensatamente penalizzanti per noi e infatti, dal 2023 a oggi l’Italia ha respinto circa 80mila richieste di presa in carico provenienti da altri Stati membri. Ed è grazie alla fermezza di questo governo se l’Italia non si è limitata ad accettare passivamente tutto ciò che gli altri Stati ci chiedevano. Cosa avrebbe fatto un governo di sinistra? Probabilmente avrebbe accolto quelle richieste, aggravando ulteriormente la pressione sul nostro sistema di accoglienza e creando ancora più problemi nella gestione dei flussi migratori”. Parole che chiudono la bocca alle polemiche strumentali.
La positività del nuovo Patto e il boomerang di Schlein
Meloni mette in evidenza come, “proprio il nuovo Patto segni una svolta positiva per l’Italia nella gestione dei Migranti cosiddetti ‘Dublinanti’. Le nuove regole tutelano molto di più gli Stati di primo ingresso in tema di richieste di asilo e, con il rafforzamento del principio di Paese Terzo sicuro voluto dall’Italia, sarà più semplice effettuare rimpatri accelerati”. “La priorità per l’Italia resta, in ogni caso, il contrasto all’immigrazione illegale di massa, non decidere semplicemente come distribuire i Migranti in Europa. E noi continueremo a lavorare per ridurre drasticamente gli arrivi irregolari: attraverso il rafforzamento delle frontiere esterne europee, la cooperazione con i Paesi di origine e transito, il contrasto ai trafficanti e una politica dei rimpatri più efficace. È questa la strada che il Governo continuerà a seguire”. Mentre Elly Schlein, “fa solo propaganda e il suo è un vero e proprio boomerang”, conclude il presidente del Consiglio.
Dublinanti trasferiti con Meloni? Zero
Nel triennio nemmeno un “dublinante” è stato trasferito e rimpatriato in Italia. Con Gentiloni furono oltre seimila. La media dei governi di sinistra era sui 4mila. Un altro dato incontestabile.
I numeri parlano chiaro
I numeri parlano chiaro: dall’inizio del 2026 gli sbarchi in Italia sono diminuiti del 55% rispetto allo stesso periodo del 2025. Dall’inizio della legislatura, invece, il calo arriva all’82%. Un risultato tutt’altro che marginale: significa che la pressione sulla frontiera marittima italiana si è ridotta in maniera netta. Un altro elemento da considerare, poi, è quello relativo alle espulsioni. I rimpatri, secondo i dati emanati dal Viminale, sono arrivati a circa 5.300 nel 2026, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2024 e del 2025.
Sbarchi ancora dimezzati nel 2026
I dati più recenti del Ministero dell’Interno confermano la tendenza in discesa: al 15 agosto 2026, il Viminale ha aggiornato il quadro sugli sbarchi, che arrivano a 18mila, mentre nel 2025 con riferimento allo stesso arco temporale, si attestavano intorno ai 35mila, già in calo rispetto alle annualità precedenti. Numeri, insomma, che fotografano una direzione precisa: meno arrivi irregolari, più rimpatri, più controlli.
Con la sinistra 50mila rimpatri e 500mila irregolari
Ma sempre i numeri inchiodano i governi di sinistra, da quello Renzi a quello Gentiloni, passando per Conte e la grande coalizione guidata da Mario Draghi Dal 2018 al 2022 si contano circa 18mila ri-trasferimenti in Italia, in 50 mila dal 2014. Quattro governi di centrosinistra grazie ai quali il ritorno di queste persone è stato reso possibile. A questi si aggiungono, soprattutto, ben 500mila irregolari entrati in otto anni in Italia.
La conferma arriva dall’Olanda
La conferma di come si strumentalizzi il nuovo regolamento europeo arriva proprio oggi dall’Aja. I Paesi Passi procederanno con i trasferimenti verso l’Italia dei migranti nel rispetto delle regole del Patto sulla migrazione, entrato in vigore lo scorso 12 giugno. Chi è entrato prima di quella data, però, non rientrerà nella misura. Lo riportano i media olandesi citando una portavoce del ministro per l’Asilo Bart van den Brink. “Stiamo ripartendo da zero”, ha affermato il ministro secondo la testata AD. Van den Brink in settimana ha visto il ministro Matteo Piantedosi.
Quello che la sinistra non dice sul nuovo Regolamento
Il nuovo Regolamento europeo viene interpretato artatamente dalla sinistra come una misura che porterà a un esodo di massa verso l’Italia. Che diventerebbe una sorta di maxi Ceuta. Ma la realtà è completamente diversa. Per la prima volta, la responsabilità non ricade solo sui Paesi di primo approdo come l’Italia, come accadeva prima.
Il governo Meloni ha ottenuto il principio della solidarietà obbligatoria. Gli altri Stati membri non possono più voltarsi dall’altra parte. Se non vogliono accogliere i migranti, sono costretti a pagare un contributo finanziario (circa 20.000 euro per ogni migrante non ricollocato) o a finanziare attrezzature e personale per il controllo delle frontiere esterne.
Il nuovo regolamento sposa la linea della destra italiana: la vera solidarietà si fa difendendo i confini esterni dell’Unione Europea. Le procedure rapide alla frontiera (screening e procedure d’asilo accelerate per chi ha basse possibilità di accoglimento) permetteranno respingimenti più veloci direttamente ai confini della Ue.
Le operazioni in mare
Le operazioni di salvataggio in mare non possono gravare solo sulle coste italiane. Nel testo del regolamento viene finalmente riconosciuta la specificità degli arrivi tramite operazioni di ricerca e soccorso (SAR). Questo è un successo politico per FdI, poiché certifica che l’immigrazione via mare non è un problema locale italiano, ma una questione di sicurezza europea che richiede risposte collettive.
La deadline del 12 giugno
Un altro tassello fondamentale è quello del 12 giugno, data dell’ entrata in vigore del Regolamento. Come correttamente ricordato proprio oggi dall’Olanda, solo i richiedenti asilo presenti sul territorio europeo in quella data saranno rimpatriati. Non c’è retroattività. Non ci saranno orde che passeranno da Ventimiglia e dalle altre frontiere.
L’Europa ha sposato il Piano Mattei
L’Europa ha sposato in pieno il Piano Mattei. I partenariati strategici voluti da Giorgia Meloni (come l’accordo con la Tunisia, l’Egitto e il Piano Mattei per l’Africa) sono ora il pilastro ufficiale della politica migratoria europea. L’UE riconosce che l’unico modo per fermare l’immigrazione clandestina è collaborare e investire in Africa per stroncare le reti di trafficanti prima che i barconi partano. Un altro successo su un tema così delicato e complesso.
La sinistra ha regolarizzato 800mila migranti
I governi sostenuti da partiti di centrosinistra e di sinistra in Italia hanno regolarizzato in totale circa 780.000 migranti attraverso quattro principali provvedimenti straordinari ( le cosiddette sanatorie).
Se si include nel conteggio anche l’allargamento dell’Unione Europea a Est del 2007 (Governo Prodi II), che ha legalizzato automaticamente circa 350.000 cittadini rumeni e bulgari prima irregolari, la cifra complessiva supera il milione di persone. Serve aggiungere altro?
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Mario Campanella
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