Venerdì 28 agosto, alle ore 21.00, la Cappella di San Sebastiano a Monterosso Grana ospiterà la presentazione di Ondina (Golem Edizioni), il nuovo romanzo storico della scrittrice e giornalista Paola Gula. L’incontro, organizzato dall’Associazione San Sebastiano e San Giacomo, sarà l’occasione per scoprire una storia che intreccia vicende familiari, memoria del territorio e storia industriale, prendendo spunto dai cento anni di Acqua S.Bernardo.
Cento anni di storia industriale, di territorio e di passioni umane racchiusi nelle pagine di un libro. In occasione del centenario aziendale, Paola Gula firma un romanzo storico che, attraverso le vicende di una famiglia, racconta la nascita e la crescita di uno dei marchi italiani più conosciuti nel settore delle acque minerali.
Il romanzo nasce da un’idea di Antonio Biella, direttore generale di Acqua S.Bernardo, che ha voluto celebrare questo storico traguardo andando oltre la semplice cronologia aziendale: «Desideravo qualcosa di diverso da una semplice sequenza di date. Volevo un racconto capace di emozionare, di far vivere cento anni di storia attraverso le persone e i valori che hanno reso grande la nostra azienda. Paola Gula ha la straordinaria capacità di far sentire il lettore parte integrante degli eventi».
Da questa idea prende forma la storia di Ondina, figura femminile che diventa il filo conduttore di un secolo di vicende. «Insieme abbiamo voluto dare voce e storia a quel volto femminile che campeggia nei murales dello stabilimento: una donna, un’operaia, che rappresenta simbolicamente tutti coloro che hanno contribuito a costruire questo secolo di S.Bernardo», spiega Biella.
La narrazione si apre nell’autunno del 1911 sull’Isola di San Mauro, una casa di pietra tra due torrenti dove la giovane Madlina si rifugia per dare alla luce Ondina, una bambina nata fuori dal matrimonio e protetta solo dall’affetto di una burbera lavandaia locale.
Ondina cresce con il rumore dell’acqua nelle orecchie e nel cuore, sviluppando il sogno di lavorare in quella «fabbrica dell’acqua» che sta muovendo i primi passi nel borgo. Attraverso le sue fatiche, i suoi amori e le sue intuizioni commerciali, il lettore attraversa i grandi eventi del Novecento, assistendo anche alla nascita dei primi imbottigliamenti storici del 1926.
La storia di Ondina diventa così anche la storia di Garessio e della nascita di un marchio destinato a diventare iconico. Una vicenda in cui storia industriale e storia personale si intrecciano e nella quale il patrimonio di valori costruito nel corso di un secolo viene trasmesso alle generazioni successive, fino al fratello Mauretto e al nipote Sergio.
La presentazione di Ondina a Monterosso Grana rappresenta quindi un’occasione per incontrare direttamente l’autrice e approfondire, attraverso la letteratura, una storia che parte dal territorio piemontese e si intreccia con la memoria di una realtà industriale diventata nel tempo parte dell’identità locale.
Sinossi: Nell’autunno del 1911, l’Isola di San Mauro – una casa di pietra abbandonata tra i torrenti di Garessio – diventa il rifugio di Madlina, una giovane cacciata di casa e marchiata dal paese perché rimasta incinta di un ufficiale. Lì nasce la piccola Ondina, un nome che evoca le ninfe delle sorgenti e che suona come una premonizione. Cresciuta con il mormorio dei ruscelli, la bambina sviluppa un legame viscerale con quell’acqua montana che la leggenda vuole miracolosa.
Il sogno di Ondina è chiaro fin da piccola: lavorare con l’acqua. Il suo percorso si incrocerà prima con il servizio al Grand Hotel sul Colle San Bernardo, poi con l’apertura del primo chiosco a Villa Gobbi, fino all’ingresso nella neonata e storica «fabbrica dell’acqua». Tra delusioni d’amore, l’esperienza della febbre Spagnola, le prime lotte per l’emancipazione (come il taglio delle gonne lunghe, d’impaccio nel lavoro in linea) e le trasformazioni sociali del Novecento, Ondina traccia una strada. Una vera e propria staffetta generazionale che passerà poi al fratello Mauretto e al nipote Sergio, custodi della memoria di una famiglia e di una terra indomabili.
Il libro: Scritto da Paola Gula in occasione del centenario di Acqua S.Bernardo, Ondina nasce dalla volontà di raccontare la storia dell’azienda e della sua terra d’origine attraverso la narrativa, scegliendo il punto di vista delle persone che ne hanno costruito l’identità giorno dopo giorno.
La protagonista prende ispirazione dal volto femminile raffigurato nei murales dello stabilimento S.Bernardo e diventa il simbolo di tutte le donne e gli uomini che, con il loro lavoro, hanno contribuito alla crescita dell’azienda e del territorio di Garessio.
Più che una cronologia di eventi, il romanzo è un viaggio emotivo attraverso il Novecento, dove la storia industriale si intreccia con quella umana, familiare e comunitaria. Ondina è un’avvolgente saga familiare che intreccia un secolo di grande Storia e leggende locali piemontesi con la nascita e l’evoluzione di un’eccellenza industriale italiana: l’Acqua S.Bernardo. Attraverso lo sguardo fiero e indomabile di tre generazioni, il romanzo dà finalmente un nome, una voce e un’anima alla misteriosa figura femminile che campeggia nei murales dello stabilimento di Garessio.
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La valorizzazione del territorio: Il Cuneese e la Val Tanaro (Garessio) visti non come sfondo passeggero, ma come veri protagonisti.
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Emancipazione e lavoro femminile: Il passaggio da sguattere e lavandaie a operaie orgogliose e determinate all’interno del tessuto industriale del primo Novecento.
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Centesimo anniversario istituzionale: Il libro è il fulcro letterario delle celebrazioni per i 100 anni dello stabilimento di Acqua S.Bernardo (1926-2026).
L’autrice:Paola Gula, nata a Ceva, è una nota giornalista enogastronomica e affermata scrittrice. Volto televisivo della Rai (già esperta a Uno Mattina Verde e giudice a La Prova del Cuoco), ha pubblicato con successo numerosi romanzi per Golem Edizioni, specializzandosi nel dar voce a luoghi incantevoli e storie umane profonde legate alle radici piemontesi.
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Fabio Rubero
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