L’intelligenza artificiale sta cambiando il prezzo della memoria prima ancora che molte imprese abbiano portato i propri progetti AI in produzione. Nel 2026 la spesa mondiale per semiconduttori dovrebbe raggiungere 1.555 miliardi di dollari, il 92% in più rispetto agli 809 miliardi del 2025. Oltre metà di questo mercato, 837 miliardi, sarà costituita da DRAM e NAND flash, in crescita di quasi 4 volte rispetto ai 220 miliardi del 2025.

Le stime diffuse da Gartner il 24 agosto descrivono uno squilibrio che riguarda ormai l’intera domanda tecnologica. I ricavi delle memorie aumenteranno del 280% in un anno e supereranno i mille miliardi di dollari nel 2027. La DRAM crescerà del 247%, la NAND del 372%. A trascinare il mercato sono gli investimenti nei data center AI, la quantità di memoria installata nei nuovi server e la diffusione della High Bandwidth Memory (HBM), utilizzata accanto agli acceleratori grafici.

Per le direzioni IT, questi numeri si traducono in server più costosi, SSD enterprise meno accessibili, rincari sui notebook e maggiore difficoltà nel fissare prezzi e tempi di consegna. La memoria, a lungo considerata una componente soggetta a oscillazioni cicliche e facilmente reperibile, torna a condizionare i piani di investimento IT.

Un mercato da 837 miliardi di dollari

La sproporzione fra memorie e resto del settore dei chip aiuta a comprendere la portata del fenomeno. Secondo Gartner, nel 2025 DRAM e NAND rappresentavano il 27% dei ricavi mondiali dei semiconduttori. Nel 2026 la quota salirà al 54%. Le altre categorie di chip cresceranno del 21,9%, da 589 a 718 miliardi di dollari: un’espansione consistente, lontana però dalla velocità osservata nelle memorie.

«L’industria dei semiconduttori sta entrando in una nuova fase di crescita», afferma Ben Lee, Director Analyst di Gartner. L’analista attribuisce l’accelerazione agli investimenti persistenti nell’infrastruttura AI e a un ciclo dei prezzi della memoria più forte del previsto.

La domanda dei data center AI agisce lungo due direttrici. La prima, come accennato, è l’HBM. La seconda comprende DRAM convenzionale e NAND flash, necessarie per alimentare i server CPU, conservare dataset, gestire checkpoint dei modelli e sostenere i carichi di inferenza.

L’espansione dell’AI agentica, inoltre, accresce il fabbisogno di server general purpose: gli agenti utilizzano modelli e applicazioni aziendali, interrogano database e svolgono molte operazioni simultanee, consumando memoria anche al di fuori dei cluster GPU.

Gartner stima che nel 2026 i server generino il 47% dei ricavi DRAM. I prezzi DRAM sono previsti in crescita del 199% nell’arco dell’anno, secondo il rapporto “Forecast: DRAM Market Statistics, Supply and Demand, Worldwide, 2024-2030”.

La capacità produttiva segue i margini dell’AI

La produzione di memoria non può aumentare con la stessa rapidità della domanda. Una nuova fabbrica richiede investimenti miliardari, tempi lunghi e una successiva fase di messa a punto dei processi. Anche all’interno degli impianti esistenti, trasferire capacità da una tipologia di chip a un’altra comporta vincoli industriali.

I produttori stanno quindi destinando una parte crescente delle risorse a HBM, DRAM per server e SSD enterprise ad alta capacità, prodotti con margini superiori rispetto alle memorie impiegate nei PC e nell’elettronica di consumo. La scelta migliora i conti dei fornitori, ma riduce i volumi disponibili negli altri segmenti.

Gartner prevede per il 2026 una carenza del 7% nella NAND e un aumento dei prezzi del 234%. Un allentamento significativo dell’offerta non è atteso prima della seconda metà del 2027, salvo un rallentamento marcato degli investimenti AI.

Anche TrendForce rileva un mercato ancora teso. Nel terzo trimestre 2026 i prezzi contrattuali della DRAM convenzionale dovrebbero salire del 13-18% rispetto al trimestre precedente; per la NAND l’incremento previsto è del 10-15%. Il ritmo risulta inferiore rispetto ai trimestri precedenti, ma il rallentamento deriva soprattutto dalla debolezza della domanda consumer e da prezzi di partenza già molto elevati. Nel comparto enterprise, i limiti alla disponibilità di DRAM utilizzata nei controller continuano a frenare la produzione di alcuni SSD ad alte prestazioni.

I risultati economici dei produttori confermano lo squilibrio

I bilanci dei principali fornitori mostrano chi sta beneficiando di questa fase. Nel secondo trimestre Samsung Electronics ha registrato ricavi consolidati in crescita del 28%. La divisione Device Solutions, che comprende i semiconduttori, ha aumentato le vendite del 56% rispetto al trimestre precedente. Il business delle memorie ha raggiunto nuovi massimi di fatturato e redditività, sostenuto dalla domanda AI e dall’aumento generalizzato dei prezzi.

Nelle proprie comunicazioni finanziarie, Samsung prevede che il mercato rimanga in deficit di offerta nella seconda metà dell’anno, malgrado una domanda meno dinamica per smartphone e PC. L’azienda continuerà a privilegiare HBM4, DDR5, SOCAMM2 e altri prodotti destinati ai server.

SK hynix ha seguito una traiettoria analoga. Nel secondo trimestre i ricavi sono aumentati del 257% su base annua e l’utile operativo del 557%. La società ha attribuito i risultati alle memorie ad alto valore per server AI e agli enterprise SSD, annunciando accordi di fornitura pluriennali con una decina di clienti strategici.

Il mercato resta inoltre concentrato. Secondo Counterpoint Research, nel secondo trimestre 2026 Samsung controllava il 39% dei ricavi DRAM, SK hynix il 26% e Micron il 25%. Tre aziende rappresentavano dunque circa il 90% del settore.


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Redazione ZeroUno

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