Buonguerrieri: l’obiettivo della Commissione resta «fare chiarezza su uno dei periodi più tristi e opachi della storia della Repubblica. Gli italiani hanno il diritto di sapere come sono stati spesi i loro soldi mentre venivano rinchiusi in casa a suon di Dpcm comunicati la sera per la mattina successiva

Altro che «plotone d’esecuzione» (come dice Conte). Ma quale persecuzione ad personam: la Commissione d’inchiesta sul Covid e la gestione della pandemia va avanti a passi spediti per restituire verità e trasparenza agli italiani. Da Gatteo a Mare (Forlì-Cesena), durante la tappa del tour estivo di Fratelli d’Italia Bar Italia, i deputati Galeazzo Bignami e Alice Buonguerrieri hanno tracciato la linea del partito, smontando pezzo per pezzo la narrazione vittimistica di Giuseppe Conte e della sinistra.

Il tour ideato da Fratelli d’Italia con la rassegna estiva in cui i protagonisti della politica nazionale incontrano i cittadini per parlare di attualità e dei temi più caldi nell’agenda del governo, fa tappa nella cittadina romagnola. E riparte da dove l’inchiesta sul Covid ha fermato i motori per la pausa estiva. Perché la ricerca della verità dovuta agli elettori non va in vacanza: e Galeazzo Bignami – capogruppo FdI alla Camera – lo ha ribadito ancora una volta oggi. E a chiare lettere.

Covid, Bignami: Conte è l’unico italiano che rimpiange quel periodo perché faceva ciò che voleva

Non usando, per esempio, mezzi termini o perifrasi diplomatiche per dipingere l’atteggiamento del leader pentastellato: «Conte è l’unico italiano che rimpiange il periodo Covid perché faceva quello che voleva. Faceva Dpcm senza passare dal Parlamento. Ha una grande nostalgia per quel periodo… Eppure molte cose sono state gestite male». Non a caso, aggiunge a stretto giro Bignami, «scava scava abbiamo scoperto cose incredibili. E siamo solo alla metà del lavoro».

«Giusto convocare Draghi: perché ha cambiato Arcuri se andava tutto bene?»

Non solo. Bignami ha poi toccato il nodo delle responsabilità istituzionali e giudiziarie, chiedendo l’audizione dell’ex premier Mario Draghi: «Credo sia giusto convocare Draghi in commissione Covid. Vorrei fargli una domanda: perché appena arrivato ha cambiato Arcuri se andava tutto così bene?».

Covid, Bignami su Conte: «Quello che sta emergendo merita 20-30 fascicoli, la Procura dovrebbe fare la sua parte»

E ancora: di fronte ai contorni sempre più opachi emersi dalle audizioni, il deputato FdI ha chiamato in causa anche la magistratura: «Chi sbaglia deve pagare, ma la commissione Covid non è un tribunale. Per me quello che sta emergendo avrebbe meritato l’apertura non di 1-2 ma di 10-20-30 fascicoli. Sono un po’ sorpreso che in Procura di Roma nessuno abbia detto “voglio vederci bene dentro questa roba”. Per noi chi sbaglia paga. Ma anche qualcun altro dovrebbe fare la sua parte».

Buonguerrieri: «FdI va avanti in commissione per la verità»

E a fare eco alle parole di Bignami – rincarando la dose sui singoli scandali emersi nel corso dei lavori – nella tappa romagnola di Bar Italia è intervenuta anche Alice Buonguerrieri, capogruppo di FdI in Commissione d’inchiesta. L’obiettivo – ha ribadito la deputata – resta quello di «fare chiarezza su uno dei periodi più tristi e opachi della storia della Repubblica italiana. Gli italiani hanno il diritto di sapere come sono stati spesi i loro soldi mentre venivano rinchiusi in casa a suon di Dpcm comunicati la sera per la mattina successiva».

Andare in fondo in nome del «rispetto degli impegni assunti con gli italiani»

Pertanto, rispedendo «al mittente qualsiasi ricostruzione strumentale o tentativo di delegittimare un lavoro doveroso, definito impropriamente da Giuseppe Conte come un “plotone d’esecuzione” o una persecuzione personale, ha proseguito Buonguerrieri. Aggiungendo subito dopo: «La commissione ha audìto finora decine e decine di persone e molte altre verranno audìte nei prossimi mesi, compreso l’ex ministro della Salute Roberto Speranza. Perché l’obiettivo non è perseguire una persona. Ma accertare la verità nell’interesse di tutti i cittadini».

Covid, non solo Conte: le tappe dell’inchiesta

Non solo. Buonguerrieri ha elencato le principali tappe dell’inchiesta: dal maxi appalto da oltre 1,2 miliardi per le mascherine cinesi rivelatesi inutili o persino pericolose, fino alle presunte percentuali milionarie sollecitate da uomini vicini all’allora premier. Senza dimenticare l’imminente audizione dell’ex ministro Roberto Speranza. Elencando in fila, uno per uno, i punti al centro dell’inchiesta che, ha ribadito, «toccano veri e propri scandali emersi dai lavori. A partire dal maxi appalto delle mascherine acquistate da consorzi cinesi sconosciuti dal governo Conte per 1 miliardo e 251 milioni di euro: il più grande appalto della storia della Repubblica», ha rimarcato .

E tornando sulle «forniture che si sono rivelate pericolose per la salute, e sono finite nelle mani di medici, infermieri e operatori sanitari, esposti al contagio senza adeguata protezione. Mentre nel frattempo venivano annullati contratti con imprese italiane idonee, che oggi dobbiamo risarcire con i soldi di tutti noi. A questo si aggiungono i gravi fatti che vedono coinvolti colleghi dell’allora premier Conte che, spendendo il suo nome, chiedevano percentuali milionarie sulle commesse delle mascherine affidate dalla struttura commissariale, delineando da quanto emerso un sistema in cui chi pagava otteneva contratti. E chi non pagava subiva controlli e sequestri».

Il ruolo di speranza, il protocollo della “Tachipirina e vigile attesa”

Infine, ha concluso il suo intervento Buonguerrieri, «vanno inoltre chiariti i motivi per cui l’ex ministro Speranza ha raccomandato il protocollo della “Tachipirina e vigile attesa”, dal momento che una perizia disposta dalla commissione ha evidenziato che non solo non curava. Ma potrebbe aver aumentato i casi di contagio e di decesso. Così come occorre fare luce sulla gestione degli effetti avversi da vaccino, noti ai tempi dell’obbligo vaccinale, ma minimizzati o taciuti. Mentre chiunque sollevasse dubbi veniva perseguitato come un pericolo per la salute pubblica».

La Commissione andrà fino in fondo

Alla luce di tutto questo, allora, la conclusione di Fratelli d’Italia è una sola: la Commissione andrà fino in fondo. Nessun complotto. Nessuna ritorsione politica. Ma solo il rispetto degli impegni presi con i cittadini. Che detto con le parole di Buonguerrieri è: «Fratelli d’Italia ha assunto un impegno chiaro con gli italiani e lo onorerà fino alla fine: fare piena luce sulla gestione pandemica. Senza sconti. E nell’esclusivo interesse della verità».


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Lorenza Mariani

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