Gianni Rotice torna a muoversi sulla scena politica di Manfredonia. E lo fa senza nascondere possibili ambizioni nazionali, nonostante una stagione amministrativa conclusasi traumaticamente e due procedimenti penali che lo vedono imputato: uno per corruzione elettorale, il cosiddetto voto di scambio, nell’inchiesta “Giù le mani”, l’altro per omicidio colposo per la morte di un lavoratore in un suo cantiere.

La serata che avrebbe dovuto certificare la ricomposizione del centrodestra sipontino attorno al nuovo coordinamento consiliare unitario ha finito così per mostrare soprattutto fratture, assenze e nuovi posizionamenti. Rotice, presente in prima persona all’iniziativa, ha parlato apertamente del proprio futuro. Interpellato su una possibile candidatura alle Politiche del 2027, non ha chiuso la porta: “Sto facendo alcune valutazioni”. Una disponibilità che riporta inevitabilmente al centro della discussione l’opportunità politica di un suo ritorno in prima linea, alla luce delle vicende giudiziarie ancora aperte.

Dalla storica vittoria del 2021 alla caduta dopo meno di due anni

Rotice conquistò Palazzo San Domenico nel novembre 2021, quando il centrodestra riuscì per la prima volta a strappare Manfredonia al centrosinistra. Al ballottaggio superò Gaetano Prencipe con il 56,20% contro il 43,80%. Forza Italia ebbe un ruolo decisivo nella coalizione e risultò il primo partito.

Quell’esperienza, però, si consumò rapidamente. I rapporti tra Rotice e Forza Italia precipitarono fino alla rottura. Nel settembre 2023 i vertici pugliesi degli azzurri, dopo il passaggio politico compiuto dal gruppo locale attraverso il deputato Giandiego Gatta, annunciarono formalmente l’ingresso all’opposizione dell’amministrazione Rotice.

La crisi si concluse definitivamente il 27 ottobre 2023, quando tredici consiglieri si dimisero contemporaneamente determinando lo scioglimento del Consiglio e la caduta dell’amministrazione. l’Immediato raccontò allora una maggioranza ormai profondamente lacerata, dopo il precedente tentativo di sfiducia e la rottura con Forza Italia.

Lo scontro con Gatta divenne poi durissimo. Nel novembre 2023 Rotice sostenne pubblicamente di aver versato 6mila euro in contanti per la sede di Forza Italia. Gatta reagì annunciando una denuncia e definendo le affermazioni “infamanti e diffamatorie”. Secondo la ricostruzione dell’epoca, la frattura era maturata durante la crisi amministrativa ed era diventata insanabile.

Ancora nel febbraio 2024, il commissario regionale di Forza Italia Mauro D’Attis utilizzò parole inequivocabili: “Mai con Rotice”. D’Attis spiegò che le strade dell’ex sindaco e del partito erano separate e che non esisteva alcuna possibilità di ricongiungerle, indicando quella posizione come condivisa anche da Gatta e dai dirigenti locali.

Rotice imputato per corruzione elettorale

Da allora il quadro si è ulteriormente complicato sul fronte giudiziario. Rotice è imputato nell’inchiesta “Giù le mani” con l’accusa di corruzione elettorale.

La contestazione riguarda il ballottaggio delle Comunali del 2021. Il procedimento è attualmente in corso e, naturalmente, le responsabilità dovranno essere accertate definitivamente nelle sedi giudiziarie.

Una vicenda particolarmente delicata proprio perché riguarda la competizione elettorale che nel 2021 portò Rotice alla guida della città.

A processo anche per la morte di un lavoratore

Non è l’unico procedimento penale che coinvolge l’ex sindaco. Rotice è stato rinviato a giudizio anche per omicidio colposo nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Alessandro Rosciano, operaio 47enne di Manfredonia rimasto schiacciato da una lastra di calcestruzzo il 9 agosto 2021 in un cantiere a San Giovanni Rotondo.

Rosciano lavorava per l’azienda dell’imprenditore sipontino. Nel febbraio 2024 il gup dispose il rinvio a giudizio di Rotice e degli altri imputati. Anche in questo caso si tratta di accuse sottoposte al vaglio del processo e vale pienamente la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

È in questo scenario che la volontà di tornare a occupare uno spazio politico di primo piano – fino all’ipotesi di una candidatura parlamentare – è destinata inevitabilmente a sollevare una questione di opportunità politica, distinta naturalmente dall’accertamento delle responsabilità penali.

Alla serata anche Libera Scirpoli

A rendere ancora più delicata la fotografia dell’iniziativa politica dell’altra sera c’è la presenza, tra il pubblico, della compagna di Rotice Libera Scirpoli.

Scirpoli è sorella di Francesco Scirpoli, detto “il lungo”, indicato nelle inchieste antimafia come uomo di vertice del clan garganico Lombardi-Scirpoli-La Torre. Nell’aprile scorso Francesco Scirpoli è stato condannato in primo grado a 12 anni e 6 mesi nel processo “Omnia Nostra”; resta inoltre imputato in un altro procedimento per il duplice omicidio di Nicola Ferrelli e Antonio Petrella e ha già un definitivo per l’assalto a un portavalori.

La parentela, è bene sottolinearlo, non comporta ovviamente alcuna responsabilità personale di Libera Scirpoli. Ma il suo rapporto con Rotice è già entrato in atti e vicende amministrative riguardanti l’imprenditore. Gli Scirpoli finirono anche nella relazione di scioglimento per mafia del Comune di Mattinata.

Il nodo Forza Italia: Galli sempre più vicino a Rotice?

Ma la partita più interessante potrebbe giocarsi dentro Forza Italia. Alla presentazione del coordinamento era assente la consigliera comunale Liliana Rinaldi, mentre era presente il collega di partito, Ugo Galli, che negli ultimi tempi appare sempre più frequentemente al fianco di Rotice.

Foto e occasioni pubbliche che li ritraggono insieme, sorridenti durante serate ed eventi, stanno alimentando negli ambienti politici sipontini interrogativi su un possibile riposizionamento di Galli.

Il punto è soprattutto politico: Galli è esponente di quel partito che nel 2023 contribuì alla fine dell’esperienza Rotice e che pochi mesi dopo certificò pubblicamente la separazione dall’ex sindaco. Ancora oggi Galli interviene come consigliere di opposizione ed esponente di Forza Italia contro l’amministrazione guidata da Domenico La Marca.

L’avvicinamento a Rotice, qualora assumesse una consistenza politica e non fosse soltanto frutto di frequentazioni personali e occasioni pubbliche, porrebbe inevitabilmente il tema dei rapporti con Giandiego Gatta, storico riferimento degli azzurri a Manfredonia.

Rotice-Gatta, una ferita mai realmente rimarginata

La storia recente rende difficile considerare secondario il problema. Fu proprio Forza Italia, attraverso Gatta e i vertici regionali, a togliere il sostegno a Rotice nel momento più drammatico della sua amministrazione. E nel 2024 il partito arrivò a escludere categoricamente qualsiasi nuova alleanza con lui.

Adesso qualcosa potrebbe essersi mosso almeno a livello locale. Il nuovo coordinamento nasce con l’obiettivo dichiarato di costruire una voce comune del centrodestra contro La Marca. Ma la presenza di Rotice e il protagonismo di Galli rischiano paradossalmente di aprire un’altra faglia prima ancora di ricomporre quelle vecchie.

E l’assenza di Rinaldi, riferimento diretto di Gatta, non è passata inosservata.

Rotice, dal canto suo, prova a presentarsi come uomo libero dalle appartenenze: sostiene di voler dialogare con tutti e, interrogato sulla possibilità di candidarsi alle Politiche, lascia aperto uno spiraglio. Si parla, come scritto giorni fa, di una possibile discesa in campo con “Noi Moderati” di Maurizio Lupi. Una candidatura che trasformerebbe inevitabilmente il confronto con Gatta da questione locale a partita assai più ampia.

A quasi tre anni dalla caduta della sua amministrazione, dunque, Gianni Rotice è nuovamente in campo. Ma porta con sé un’eredità politica pesante, una rottura mai realmente ricomposta con una parte di Forza Italia e due processi in corso. Elementi che rendono il suo ritorno tutt’altro che neutro per un centrodestra che, almeno nelle intenzioni, vorrebbe presentarsi nuovamente unito.

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Francesco Pesante

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