Il 5 ottobre 2026 l’Euribor a 12 mesi ha fissato il 3,186%, contro il 2,226% di un anno prima: quasi un punto in più. Il dato che interessa a chi risparmia è un altro, però: il tasso BCE sui depositi è al 2,50% dal 16 settembre, quindi le banche si prestano denaro a un anno a circa 0,69 punti sopra il tasso ufficiale. Tradotto, il mercato si aspetta che la BCE alzi ancora. Per chi ha liquidità vuol dire che i conti deposito vincolati hanno ancora spazio per salire, e che la scelta della durata conta più del solito.
Cos’è l’Euribor e perché lo guardiamo anche noi
L’Euribor è il tasso medio a cui un gruppo di grandi banche europee dichiara di potersi prestare euro tra loro, per durate da una settimana a dodici mesi. Lo calcola ogni giorno lavorativo l’EMMI, l’istituto europeo dei mercati monetari. Di solito se ne parla per i mutui variabili, che lo usano come parametro, ma per un risparmiatore è altrettanto utile: è il costo a cui una banca troverebbe denaro sul mercato invece di raccoglierlo da te. Quando l’Euribor sale, i depositi dei clienti valgono di più e le banche che hanno bisogno di raccolta, soprattutto quelle online senza una rete di sportelli, alzano i tassi per attirarla.
Il meccanismo non è automatico né immediato. I conti correnti tradizionali si muovono poco e tardi, i conti deposito delle banche specializzate reagiscono in poche settimane. Ne abbiamo parlato nella guida su da cosa dipendono i tassi dei conti deposito.
I numeri di questa settimana
Ecco i valori del fixing del 5 ottobre 2026, confrontati con quelli di un anno prima, e il tasso BCE in vigore.
| Scadenza | 5 ottobre 2026 | Un anno prima | Differenza |
|---|---|---|---|
| Euribor 1 mese | 2,432% | 1,920% | +0,51 punti |
| Euribor 3 mesi | 2,597% | 2,026% | +0,57 punti |
| Euribor 6 mesi | 2,986% | 2,103% | +0,88 punti |
| Euribor 12 mesi | 3,186% | 2,226% | +0,96 punti |
| Tasso BCE sui depositi | 2,50% (dal 16 settembre 2026) | 2,00% | +0,50 punti |
La forma della tabella dice più delle singole cifre. A un mese l’Euribor è appena sotto il tasso BCE, come succede quando non ci si aspetta nulla a brevissimo. Man mano che la scadenza si allunga il tasso sale: 2,99% a sei mesi, 3,19% a un anno. Le banche chiedono di più per prestare a dodici mesi perché pensano che, in quei dodici mesi, il costo del denaro salirà ancora. La BCE ha già alzato due volte quest’anno, a giugno e a settembre, di un quarto di punto ciascuna; il mercato ne sta prezzando almeno un’altra.
Cosa significa per chi vincola i risparmi
Quando la curva è inclinata così, i vincoli brevi e quelli a un anno si avvicinano tra loro più di quanto ci si aspetterebbe, perché le banche sanno che fra sei mesi dovranno pagare di più per rinnovare la raccolta. Oggi lo si vede nelle offerte. Il 7 ottobre 2026 Banca Progetto indica sulla home page il 4% lordo a 12 mesi non svincolabile sul Conto Key. Banca Mediolanum offre il 4% lordo per 6 mesi sul Time Deposit del SelfyConto, ma solo ai nuovi clienti che aprono il conto entro il 30 ottobre 2026, attivano il deposito entro il 6 novembre e accreditano lo stipendio entro sette giorni dalla scadenza.
Su 10.000 euro i due casi, al netto della ritenuta del 26% e del bollo dello 0,20% annuo, danno questo:
- 4% per 12 mesi: 400 euro lordi, 296 dopo la ritenuta, 276 euro netti togliendo 20 euro di bollo;
- 4% per 6 mesi: 200 euro lordi, 148 dopo la ritenuta, 138 euro netti togliendo circa 10 euro di bollo. Poi i soldi tornano liberi e vanno reinvestiti al tasso di aprile 2027, che oggi nessuno conosce.
Il ragionamento pratico è questo. Se pensi anche tu, come il mercato, che i tassi saliranno, un vincolo breve ti lascia libero di rinnovare a condizioni migliori. Se invece temi che la BCE si fermi presto, un anno al 4% blocca un rendimento che oggi è già alto. Non c’è una risposta giusta per tutti: dividere la somma su due o tre scadenze diverse riduce il rischio di sbagliare tutto il tempismo in un colpo solo. È lo stesso dilemma di cui parliamo in conviene vincolare ora o aspettare.
E per i conti liberi
I depositi liberi seguono soprattutto l’Euribor a breve e il tasso BCE, che sono vicini al 2,5%. Per questo i liberi migliori pagano meno dei vincoli, e lo scarto tende ad allargarsi quando il mercato si aspetta rialzi. Un conto libero resta il posto giusto per il fondo di emergenza, non per i soldi che non toccherai per un anno. Se il tuo libero paga molto meno del tasso BCE, controlla se la tua banca ha aggiornato le condizioni dopo il rialzo di settembre: non tutte lo fanno, e nessuna te lo comunica con entusiasmo. La classifica dei conti deposito raccoglie le condizioni delle principali banche, durata per durata.
Il rovescio della medaglia: il mutuo variabile
Lo stesso numero che fa piacere a chi deposita pesa su chi ha un mutuo a tasso variabile, quasi sempre legato all’Euribor a 1 o 3 mesi. Un esempio con cifre arrotondate: mutuo di 150.000 euro con 25 anni ancora da pagare e spread dell’1%. Con l’Euribor a 3 mesi di un anno fa (2,026%) la rata era di circa 713 euro; con il valore del 5 ottobre 2026 (2,597%) sale a circa 759 euro, 45 euro in più al mese. Il conto vero dipende dal contratto: la data di rilevazione del parametro, l’eventuale media mensile, la presenza di un tetto massimo. Chi ha sia un mutuo variabile sia dei risparmi sul conto può valutare con la banca un’estinzione parziale, che rende quanto il tasso del mutuo e senza tasse.
Domande frequenti
L’Euribor alto vuol dire che la BCE alzerà i tassi?
Vuol dire che le banche se lo aspettano e lo fanno pagare. Non è una previsione certa: se i dati sull’inflazione cambiano, l’Euribor a 12 mesi può scendere in poche settimane, come è successo più volte in passato.
Il tasso del mio conto deposito è legato all’Euribor?
Quasi mai in modo diretto. I conti deposito italiani hanno tassi fissati dalla banca e scritti nel foglio informativo; l’Euribor influenza le scelte della banca, non il tuo contratto. Un vincolo già aperto resta al tasso concordato fino alla scadenza.
Conviene aspettare la prossima riunione della BCE per vincolare?
Le banche si muovono in anticipo: con l’Euribor a 12 mesi al 3,19% buona parte del rialzo atteso è già nei tassi dei vincoli di oggi. Aspettare ha senso solo se pensi che il rialzo sarà più forte di quanto prevede il mercato.
Fonti e data di verifica
Dati verificati il 7 ottobre 2026.
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