#Finsubito news – BCE, ventuno governi scelgono chi succederà a Schnabel


Un membro del Comitato esecutivo prepara le decisioni e partecipa alla loro attuazione. Nel Consiglio direttivo porta un voto che non ruota. Quel voto entra nelle scelte sui tassi e sugli strumenti che regolano la circolazione monetaria dell’area euro, con ricadute sulle condizioni del credito per famiglie e imprese.

Il posto in esame: la procedura riguarda uno dei quattro membri ordinari del Comitato esecutivo, accanto alla presidente e al vicepresidente.

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Una finestra di venti giorni fra Lussemburgo e Bruxelles

L’Eurogruppo ha aperto la procedura l’8 ottobre nella riunione di Lussemburgo. La scadenza concessa alle capitali arriva venti giorni più tardi; da quel momento al confronto successivo passano appena dodici giorni. I governi devono muoversi con candidati già capaci di raccogliere appoggi oltre i propri confini, perché lo spazio per correggere una candidatura debole è molto stretto.

Gli esiti pubblicati dal Consiglio dell’Unione europea usano una formula misurata: i ministri torneranno sulla questione nella seduta di novembre. L’accordo in quella giornata dipenderà dal consenso costruito prima dell’incontro; il calendario fissa l’esame politico e lascia aperta la durata del confronto.

La catena istituzionale che conduce alla nomina

Ciascun governo dell’area euro ha facoltà di presentare un nome al presidente dell’Eurogruppo. I ministri individuano il candidato; il Consiglio dell’Unione adotta poi la raccomandazione formale. Parlamento europeo e Consiglio direttivo della BCE esprimono i rispettivi pareri. La decisione conclusiva appartiene al Consiglio europeo.

L’ultimo voto richiede una maggioranza qualificata rafforzata: almeno sedici dei ventuno Paesi e almeno il 65% della popolazione dell’area euro. Il doppio requisito obbliga a un’alleanza larga. Un gruppo numeroso di Stati piccoli rischierebbe di fermarsi sotto la soglia demografica; un’intesa fra poche capitali grandi non raggiungerebbe il numero minimo di governi.

Otto anni interi per chi verrà scelto

I mesi residui dell’incarico di Schnabel si chiudono con le sue dimissioni. Il successore comincerà un mandato autonomo di otto anni non rinnovabili, come stabilisce l’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea pubblicato su EUR-Lex.

Il precedente di Piero Cipollone mostra come si applica la regola. Entrò nel Comitato esecutivo nel novembre 2023 dopo l’uscita anticipata di Fabio Panetta e ricevette un incarico pieno fino all’ottobre 2031. La durata svincola il membro dalla ricerca di una riconferma politica; il Trattato richiede riconosciuta autorevolezza ed esperienza maturata in materia monetaria o bancaria.

Il peso di un voto che non ruota

I sei componenti del Comitato esecutivo votano in ogni riunione del Consiglio direttivo. I ventuno governatori delle banche centrali nazionali condividono invece quindici voti attraverso una rotazione mensile. Chi prenderà il posto di Schnabel avrà una presenza deliberativa continua anche nei mesi in cui alcuni governatori nazionali resteranno privi del diritto di voto.

Il Consiglio direttivo stabilisce i tassi e gli altri strumenti monetari. Il Comitato esecutivo prepara le riunioni e attua le decisioni. Gestisce anche l’attività quotidiana della BCE. Il nuovo componente entrerà nel gruppo che accompagna una scelta dalla sala del Consiglio fino alle operazioni dell’Eurosistema.

Il seggio e i portafogli interni seguono due decisioni separate

Schnabel segue oggi le operazioni di mercato e l’area che riunisce ricerca e statistica. Il successore non le riceverà per effetto della nomina. La distribuzione dei dossier appartiene al Comitato esecutivo e verrà decisa all’interno della BCE dopo la nomina.

La banca centrale ha già previsto la possibilità di affidare temporaneamente le responsabilità di Schnabel agli altri membri dopo la sua partenza. Attribuire fin d’ora al futuro componente la gestione dei mercati anticiperebbe una scelta diversa da quella affidata ai governi: l’Eurogruppo seleziona la persona mentre Francoforte assegna i dipartimenti.

La partenza anticipata verso Washington

Il mandato di Schnabel era iniziato il 1° gennaio 2020 e sarebbe terminato il 31 dicembre 2027. L’uscita arriva quasi dodici mesi prima, alla vigilia del suo ingresso come Financial Counsellor e direttrice del Monetary and Capital Markets Department del Fondo monetario internazionale.

La BCE ha deciso che non occorre un periodo di raffreddamento. Il Comitato etico ha escluso ostacoli legati al nuovo incarico e Schnabel non tratterà fascicoli collegati al FMI fino al 3 gennaio. Il Fondo monetario internazionale le affiderà dal 4 gennaio il dipartimento che segue i mercati monetari e dei capitali.

Metà del Comitato esecutivo verrà rinnovato nel 2027

Philip Lane concluderà il proprio mandato il 31 maggio 2027; Christine Lagarde arriverà alla scadenza il 31 ottobre. Le tre procedure sono atti giuridici autonomi. La loro vicinanza temporale allarga però il negoziato politico, perché ogni capitale guarderà alla provenienza dei candidati. Il rango delle cariche peserà insieme alle competenze richieste.

Reuters ha descritto la selezione di Schnabel come l’avvio di un riassetto più vasto ai vertici della banca centrale. La concentrazione delle scadenze rende plausibile un accordo capace di collegare più nomine, anche se ciascuna dovrà attraversare separatamente i passaggi previsti dai Trattati.

La Germania prepara la propria mossa

La Germania ha occupato un posto nel Comitato esecutivo per quasi tutta la storia della BCE. La sequenza comprende Otmar Issing, Jürgen Stark, Jörg Asmussen, Sabine Lautenschläger e Isabel Schnabel, con brevi intervalli fra alcune nomine. Quella continuità non crea un diritto giuridico al seggio.

Il ministro delle Finanze Lars Klingbeil ha già rivendicato per Berlino una presenza influente e ha rimandato al governo federale la definizione dell’eventuale candidatura. La dichiarazione pronunciata a Lussemburgo e documentata da ANSA espone la linea tedesca: il nome dovrà comunque conquistare consensi nello stesso meccanismo richiesto a tutti gli altri Paesi.


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