C’è chi è arrivato per cercare idee per ristrutturare casa, chi per scoprire nuovi materiali e chi, semplicemente, per lasciarsi incuriosire dalle ultime tendenze del design. Alla fine sono stati oltre 24mila i visitatori che, dall’8 all’11 ottobre, hanno attraversato gli spazi dell’Oval del Lingotto Fiere di Torino per la prima edizione di Casàlia, la manifestazione dedicata al mondo della casa e dell’abitare organizzata da GL events Italia. Un debutto che si chiude con numeri importanti: 60 workshop e conferenze, oltre 2mila partecipanti agli incontri e più di 350 consulenze individuali con gli interior designer.
A salutare la manifestazione, domenica mattina, è stato il 10AM Morning Club, un appuntamento tra musica, caffè e conversazioni informali che ha riunito centinaia di persone. Un modo diverso di concludere una fiera che, fin dall’inizio, ha cercato di andare oltre la semplice esposizione di mobili e complementi d’arredo, trasformando il Lingotto in un luogo di incontro tra imprese, progettisti, artigiani e appassionati.
«Un anno fa Casàlia era una scommessa. Oggi è un luogo dove aziende, professionisti, artigiani e creativi si incontrano, si confrontano e danno vita a nuove opportunità», ha dichiarato Gàbor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia. E lo sguardo è già rivolto alla prossima edizione, quella del 2027.
Dal divano di Chieri ai tappeti torinesi: le novità presentate a Casàlia
Tra gli stand, il pubblico ha potuto scoprire come sta cambiando il modo di progettare e vivere gli ambienti domestici. Luce, colore, materiali naturali e personalizzazione sono stati alcuni dei temi più ricorrenti, con una particolare attenzione alla qualità artigianale e alle produzioni italiane.
A rappresentare il territorio torinese c’erano diverse realtà. Scaglia Arredo, azienda di Chieri, ha scelto Casàlia per presentare in esclusiva un nuovo divano firmato LeComfort, mentre Color Designers, attraverso Federico Picone, ha approfondito il rapporto tra luce e colore, spiegando come questi elementi possano modificare la percezione degli spazi.
Spazio anche a Il Bordatore, azienda torinese specializzata nella personalizzazione di tappeti e moquette, capace di trasformare superfici e materiali in elementi d’arredo su misura.
Dal resto d’Italia sono arrivate altre interpretazioni dell’abitare contemporaneo: Rizzo Marmi, dalla provincia di Salerno, ha mostrato le possibilità creative di marmo e pietra, mentre Riflessi, azienda abruzzese di Ortona, ha puntato su arredi personalizzabili, finiture ricercate e manifattura Made in Italy.
Il ritorno dell’artigianato: legno recuperato, resina e materiali sostenibili
Uno degli spazi più caratteristici della manifestazione è stato il Creative District, dedicato agli artigiani indipendenti. Qui il design ha incontrato il recupero dei materiali, dando vita a oggetti che raccontano storie diverse da quelle della produzione industriale.
Tra i protagonisti anche il Laboratorio La Gufa di San Secondo di Pinerolo, che ha presentato pellicole ecologiche e riutilizzabili per conservare gli alimenti. Dall’Emilia è arrivata LR Luxart, con lampade, taglieri e oggetti realizzati recuperando il legno, mentre FluidoLab, dalla provincia di Livorno, ha esposto decorazioni e complementi ispirati al mare, realizzati con resina, legno e travertino.
Non è mancata Tonatto, realtà torinese specializzata in profumi per la persona e per gli ambienti, a dimostrazione di come il concetto di casa coinvolga non soltanto l’arredamento, ma anche le sensazioni e l’atmosfera degli spazi quotidiani.
Workshop esauriti e 350 consulenze: i visitatori diventano protagonisti
A fare la differenza non sono stati soltanto gli espositori. Tutti esauriti i posti disponibili per i 60 workshop e incontri formativi, che hanno richiamato complessivamente oltre 2mila persone. In alcuni casi il pubblico ha seguito gli interventi anche in piedi, pur di non perdere gli appuntamenti.
Particolarmente partecipato l’incontro con Aurora Cavallo, conosciuta come Cooker Girl, e Gianluca Bocchetta, che hanno raccontato il progetto Cooker Loft, mostrando come un’abitazione possa diventare espressione della personalità e delle passioni di chi la vive.
Grande interesse anche per SOS Interior, il servizio che ha permesso ai visitatori di confrontarsi direttamente con 14 professionisti tra architetti e interior designer. Oltre 350 incontri individuali per parlare di ristrutturazioni, scelta dei materiali, colori, sostenibilità e soluzioni pratiche per migliorare gli spazi domestici.
La manifestazione è stata inoltre l’occasione per lanciare il Design Contest internazionale “Villaggio Narrante”, alla presenza del committente Andrea Farinetti. Il concorso, aperto a professionisti e studenti di tutto il mondo, riguarda il restyling degli interni del Centro Congressi della Tenuta Fontanafredda di Serralunga d’Alba, nelle Langhe.
Dietro la fiera 1.200 persone, anche gli studenti del Boselli
Dietro i quattro giorni di Casàlia c’è stato un lavoro organizzativo che ha coinvolto circa 1.200 persone. Una squadra composta da organizzatori, tecnici, fornitori, personale delle aziende espositrici e addetti ai servizi, impegnata nella realizzazione di un progetto preparato nell’arco di un anno.
Tra loro anche 30 studenti delle classi quarte e quinte dell’Istituto Boselli di Torino, coordinati dal professor Franco Cascina, che hanno partecipato alle attività di accoglienza e orientamento dei visitatori, vivendo un’esperienza di formazione direttamente sul campo.
Il bilancio della prima edizione consegna così a Torino una nuova manifestazione dedicata al settore dell’abitare. Oltre 24mila ingressi in quattro giorni, appuntamenti formativi esauriti e centinaia di incontri tra pubblico e professionisti rappresentano il punto di partenza su cui gli organizzatori intendono costruire Casàlia 2027.
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