Il Gela fa un passo indietro rispetto alla prova offerta contro l’Athletic. Il risultato è però lo stesso. Al ‘Presti’ è maturato il secondo pareggio consecutivo in due partite della nuova era Romano.
In questi due turni casalinghi, i biancazzurri avrebbero dovuto conquistare almeno 4 punti per registrare un ritmo positivo in ottica salvezza. Questo non è accaduto. Sono solo 2 i punti raccolti dalla compagine presieduta da Melfa.
La squadra ha offerto una prova opaca, nonostante il vantaggio di misura mantenuto fino a pochissimi minuti dal termine del match. L’errore di Colace ha propiziato il vantaggio ospite. Ma la responsabilità non è solo del portiere argentino, bensì di un collettivo che non è riuscito a gestire il pallone e a chiudere la partita. Un secondo gol avrebbe consentito ai biancazzurri di gestire diversamente il finale, ma il problema cronico di questa squadra è l’enorme difficoltà a calciare verso la porta degli avversari.
Il gol di Maltese nasce essenzialmente da una sua iniziativa personale. Al netto di questa circostanza, il Gela raramente si è presentato davanti alla porta rossoblù.
Il tecnico Romano paga una costruzione scriteriata della squadra durante il mercato estivo. In questo senso, è difficile riuscire a sopperire agli evidenti limiti non solo tecnici ma anche di leadership e personalità. Per questo motivo, il ds Lo Bianco è chiamato a puntellare la rosa con degli innesti di spessore e carattere.
Il campionato è già arrivato alla 7^ giornata e il quadro comincia ad essere preoccupante. La situazione di classifica non è compromessa, ma il rischio è che se si dovesse continuare con questo passo, il delfino possa sprofondare nella zona rossa.
Il primo tempo è stato caratterizzato da uno sterile possesso palla e, al di là della punizione di Vogiatzis sul finale del primo tempo, è stato il Milazzo la squadra più pericolosa in zona gol.
Tuttavia il Gela nella ripresa è entrato in campo con un piglio diverso e la sblocca dopo pochi minuti. Da lì in poi la partita ha subìto una trasformazione. I biancazzurri sono diventati sempre più passivi alle sortite offensive dei rossoblù. L’errore di Colace su retropassaggio di Scuderi ne è solo una conseguenza.
L’estremo difensore biancazzurro non ha fornito una prestazione negativa, ma chiaramente l’errore incide pesantemente nella valutazione della sua partita. Tuttavia, quell’episodio non altera quello che è il valore del portiere biancazzurro. Colace si è dimostrato negli ultimi anni un portiere affidabile e in costante crescita. Saprà riscattarsi.
Il reparto difensivo è stato un po’ ballerino. Sowe, Camarà, Cannataro e Corso hanno messo più volte in difficoltà la retroguardia gelese. Sottotono la prova di Desiato, ammonito e sostituito all’intervallo. Non entusiasmante anche la prova di capitan Camilleri, andato in difficoltà in diverse occasioni. Simone Giuliano invece ha fornito una prova positiva. Il subentrante Scuderi, autore del retropassaggio incriminato per Colace, ha giocato una partita senza infamia e senza lode.
A centrocampo molto male Vogiatzis. Il centrocampista greco è apparso molto macchinoso, impreciso e poco dinamico rispetto al solito. Anche Ceesay ha fornito una prestazione sottotono, in cui a parte qualche pallone recuperato non ha brillato. Ciò che accomuna le prove dei due centrocampisti, in senso negativo, è la totale mancanza di supporto e accompagnamento alla manovra offensiva. Non appena recuperato il pallone, si sono limitati a giocare la palla all’indietro verso il compagno vicino, oppure quando smistavano in avanti restavano fermi nei pressi del cerchio di centrocampo. Bene Maltese, che grazie ad una propria giocata individuale porta in vantaggio il Gela, aiutato da una deviazione. Impalpabile la prova di Di Stefano: entrato all’inizio del secondo tempo, non ha dato qualità e soluzioni diverse nel palleggio.
Male ancora una volta il reparto offensivo. Dall’inizio del campionato sia Nanapere che Rozzi sono ancora a secco di reti. Nonostante l’apprezzabile lavoro di sacrificio, specialmente di Rozzi, gli attaccanti devono fare gol e il fatto che siano ancora a quota zero è un dato preoccupante. Opaca la prova di Dansokho-Cissokho, meno vivace rispetto all’ultima partita. Tuttavia il gol di Maltese nasce da una sua protezione del pallone, che ha favorito l’inserimento e la progressione del centrocampista palermitano.
È necessario invertire la rotta e tornare alla vittoria. Nel prossimo turno però il Gela affronterà in trasferta la Vibonese, una delle corazzate di questo campionato. Conquistare anche solo 1 punto sarebbe vitale per non affossare definitivamente il morale di tifosi e calciatori. Tuttavia, mettendo in conto una potenziale sconfitta contro la Vibonese, considerando la differenza tecnica tra le due compagini, è assolutamente indispensabile e obbligatorio vincere al ‘Presti’ nel turno del 25 ottobre contro il Licata. Se ciò non dovesse succedere, lo scenario diventerebbe drammatico.
Le pagelle
Colace: Pesante l’errore che propizia il pareggio del Milazzo. 5
Desiato (dal 1’st Scuderi: 6): Prova sottotono, esce all’intervallo dopo l’ammonizione. 5,5
Camilleri: Soffre le avanzate del Milazzo e Sowe in particolare. 5,5
Giuliano: Affidabile e puntuale nelle chiusure. 6
Nardo A.: Un bel tiro nel secondo tempo e poco altro. 5,5
Ceesay: Recupera qualche pallone ma non accompagna le manovre offensive. 5,5
Vogiatzis (dal 1’st Di Stefano: 5,5): Molto male, impreciso e macchinoso. 5
Maltese: Si inventa il gol nonostante non fosse in piena forma. 6,5
Ferrigno A.: Prova a spingere ma spesso non viene servito. 6
Rozzi (dal 19’st Nanapere: 5): Si impegna ma in avanti non crea pericoli. 5,5
Dansokho-Cissokho (dal 23’st Lanza: 5): Prova sottotono, ha però il merito di avviare l’azione del gol. 6
Romano (Allenatore): Per poco non arriva la vittoria, la squadra soffre ma il tecnico non ha colpe. 6
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