#Finsubito news – Alberi, asfalto e vecchi piani: il verde spacca il Consiglio


Una mozione di Giorgia Lombardi, Roberto Centi e Patrizia Flandoli chiede di rivedere le previsioni urbanistiche non ancora attuate e rafforzare il ruolo dei Comuni nella lotta alla crisi climatica. La maggioranza rivendica gli interventi della giunta Peracchini, ma le opposizioni attaccano: “Solo greenwashing”.

Più verde urbano, meno cemento e la possibilità di rivedere le previsioni urbanistiche non ancora realizzate, se non più compatibili con le esigenze ambientali e climatiche. Questa la richiesta al centro della mozione presentata ieri sera in Consiglio comunale dai consiglieri Giorgia Lombardi, Roberto Centi e Patrizia Flandoli, del gruppo LeAli a Spezia / Alleanza Verdi Sinistra, sul Piano nazionale di ripristino della natura. Una mozione che sarà respinta nel voto finale (11 a 17) in favore di un ordine del giorno votato dalla maggioranza (17 a 10) con la contrarietà delle opposizioni.

Il documento presentato dai consiglieri lealisti puntava a rafforzare il ruolo dei Comuni nelle politiche di tutela del territorio, chiedendo che il ripristino degli ecosistemi diventi un criterio centrale della pianificazione urbanistica. Tra gli obiettivi indicati ci sono la” riduzione del consumo e dell’impermeabilizzazione del suolo, l’incremento della copertura arborea, la rinaturalizzazione delle aree urbane e una maggiore attenzione alla gestione delle acque meteoriche”. Secondo il documento “la crisi climatica rende il verde necessario, una vera infrastruttura capace di contribuire alla riduzione delle isole di calore, alla prevenzione dei rischi legati alle precipitazioni intense e al miglioramento della qualità della vita”. Uno dei punti più rilevanti della mozione riguarda la possibilità per i Comuni di riesaminare le previsioni urbanistiche non ancora attuate, valutandole alla luce delle mutate condizioni ambientali, del rischio territoriale e della disponibilità di aree dismesse o sottoutilizzate. Dove necessario, si chiede di poter superare quelle previsioni ritenute non più coerenti con gli obiettivi di tutela del suolo e della biodiversità. La questione, in sostanza, è come tradurre gli obiettivi europei sul ripristino della natura in scelte concrete per il territorio spezzino, facendo della tutela del verde e del contenimento del consumo di suolo elementi centrali delle future politiche urbanistiche. I consiglieri chiedono che il Comune della Spezia si faccia portavoce di queste istanze presso Anci nazionale e gli altri livelli istituzionali, sollecitando risorse economiche, supporto tecnico e strumenti operativi adeguati per consentire agli enti locali di intervenire concretamente. Tra le misure proposte figurano anche la depavimentazione, la forestazione urbana, il recupero delle aree dismesse e il coinvolgimento di cittadini, associazioni e università”.







La successiva pausa del Consiglio sembrava preconizzare un accordo tra le parti per arrivare alla firma congiunta di un documento condiviso ma alla fine non accadrà e la maggioranza porta in Consiglio il suo ordine del giorno in cui sostanzialmente rivendica il lavoro fatto dalla giunta Peracchini in questi anni: “Da tempo si parla di progetti innovativi per quanto riguarda il verde nei contesti urbani, di fatto è sempre stato un tema per chi governa, sia centralmente che a livello locale – dice Giacomo Peserico -. Le città come la nostra sono nate col verde, penso ai giardini all’italiana che ancora oggi sono al loro posto. E rivendico l’azione a favore del verde da parte della nostra amministrazione, l’abbiamo portata avanti malgrado nella mozione si dica il contrario. Abbiamo visto cosa è stato fatto alla Spezia per il verde: si è anticipato un processo di depavimentazione in Largo Montegrappa, c’è un progetto per Piazza Beverini e uno per la zona del 2 giugno. Un albero per ogni nato, si diceva un tempo. E poi i lavori al Parco della Rimembranza, tornato usufruibile dalla popolazione, così come abbiamo investito oltre un milione per i giardini storici”. Peserico ricorda poi le opere del Parco delle Mura così come a Pagliari i lavori che hanno riguardato il Parco Sabrina: “Si è sempre data questa importanza, certo dev’essere un verde sostenibile: si investe volentieri e abbiamo anche assunto 19 operai che si occupano anche della manutenzione. Di sicuro non è che sia finita qui, dobbiamo continuare, dobbiamo fare sì che ci siano miglioramenti. Di certo, non è banale piantare qualcosa ad angolo cittadino”.




Kristopher Casati


Peserico richiama l’attenzione al passato: “Perché non parlare della deforestazione urbana effettuata tra il 2010 e il 2017: avevamo gli alberi sul viale della stazione, in Piazza Europa sono stati sostituiti con alberi più piccoli, e poi Piazza Verdi, Viale Aldo Ferrari, Piazza Saint Bon. Non è facile entrare in un contesto urbano dove si è molto cementificato, depavimentare e inserire alberature senza dimenticare l’aspetto di sicurezza. Andrea Massalongo non è convinto della bontà dell’azione amministrativa: “Io non vedo una gran cura ma un taglio smisurato di alberi in ogni dove, senza peraltro essere sostituiti. Parlate di 1800 piantumazioni in tre anni, bisognerebbe aggiungere il dato degli alberi morti. Ma basta andare nelle periferie per vedere cosa accade, al di là dei giardini pubblici. Si fanno interventi a spot che non servono esattamente a niente. E’ greenwashing: un Comune che non ha fatto nulla negli ultimi dieci anni per i cambiamenti climatici non credo possa diventare un fautore della città verde: fate cose piccole, non avete veramente a cuore il cambiamento di una città come il futuro ci vuole. Io vedo ancora una Spezia con costruzioni e realizzazioni degli anni ’90”. L’assessore al verde Kristopher Casati elencherà poi i diversi interventi replicando con forza: “Tagliamo gli alberi per incolumità pubblica, non perché ci piace tagliarli. Lo continueremo a fare laddove ce ne sarà la necessità mentre quelli in zona non densamente abitata cercheremo di metterli in sicurezza. Non ci divertiamo a farlo. Abbiamo piantumato 630 alberi nel 2025, ne sono rimasti in vita 230, faremo altrettanto quest’anno”. Giorgia Lombardi mostra fotografie esplicative, cita Via dei Pioppi finita “senza alberi”, prima del voto finale che manda in archivio l’intera seduta: “Il parcheggio del nuovo Conad non è un esempio di cura del verde urbano, è solamente asfalto nero. Lo stesso vale per il deposito dell’Atc e stiamo parlando di quartieri che hanno dei grossi problemi di calore”.


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