#Finsubito news – Concordato preventivo biennale 2026-2027: novità e vantaggi


La nuova brochure dell’Agenzia delle Entrate pubblicata ad inizio ottobre 2026, illustra in modo sintetico le regole del Concordato preventivo biennale (il Cpb 2026-2027), il meccanismo che consente ai contribuenti soggetti agli Isa di concordare preventivamente con il Fisco il reddito e il valore della produzione netta su cui calcolare le imposte per i due anni successivi.

La proposta viene elaborata dall’Amministrazione sulla base dei dati dichiarati dal contribuente e degli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA). Per il biennio 2026-2027, l’adesione, l’eventuale modifica e la revoca potranno essere effettuate entro il 2 novembre 2026, mediante invio telematico del modello dedicato.

L’obiettivo dello strumento è favorire un rapporto più trasparente tra contribuente e Amministrazione finanziaria, riducendo le possibili controversie e offrendo maggiore certezza nella pianificazione fiscale.

I benefici per i contribuenti

Tra i principali vantaggi illustrati nella pubblicazione figurano la maggiore certezza sul carico fiscale relativo al biennio, l’accesso al regime premiale Isa e l’applicazione di una tassazione agevolata sul maggior reddito concordato, attraverso un’imposta sostitutiva con aliquote ridotte.

Particolare attenzione è riservata anche ai contribuenti che scelgono di rinnovare il Concordato per un secondo biennio. Per questi soggetti sono previste ulteriori agevolazioni, tra cui limiti più elevati per compensazioni e rimborsi, la riduzione dei termini di accertamento e la possibilità di accedere a uno speciale regime di ravvedimento per le annualità dal 2020 al 2023.

La brochure offre così un quadro sintetico delle regole e delle opportunità che imprese e professionisti possono valutare in vista dell’adesione al meccanismo.

De Nuccio: il Cpb 2026-2027 favorisce la pianificazione fiscale

Le opportunità del Cpb sono state approfondite anche nel corso del webinar “Il Concordato Preventivo Biennale 2026: nuove adesioni, rinnovi dell’opzione e dichiarazione degli imponibili concordati”, organizzato dalla Fondazione nazionale dei commercialisti (Fnc).

All’incontro hanno partecipato, con 3.500 professionisti collegati da tutta Italia, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone e il vicepresidente del Consiglio nazionale dei commercialisti con delega alla fiscalità Vincenzo Moretta.

In apertura dei lavori, il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio, ha sottolineato il ruolo del Concordato nella pianificazione fiscale di imprese e professionisti e nella programmazione delle entrate pubbliche.

De Nuccio ha definito il Cpb uno strumento che può produrre effetti positivi sia per i titolari di partita Iva, gli imprenditori e i professionisti, sia per l’Erario. Il meccanismo, secondo il presidente, consente ai commercialisti di concentrare maggiormente l’attività sulla produzione del reddito, riducendo la preoccupazione legata al pagamento delle imposte, e permette all’Agenzia di effettuare una pianificazione più corretta e una quantificazione più certa delle entrate.

Più flessibilità dopo il restyling

Nel suo intervento, De Nuccio ha evidenziato le modifiche introdotte rispetto alla prima applicazione dello strumento, definendole interventi di restyling destinati a migliorarne e ampliarne l’efficacia.

Tra gli interventi più apprezzati figurano, da un lato, le misure che riducono i timori legati all’impianto sanzionatorio della norma e, dall’altro, la maggiore flessibilità relativa alle cause di esclusione, decadenza e cessazione dal Concordato. Questi interventi, secondo De Nuccio, rendono lo strumento particolarmente interessante in una prospettiva di maggiore serenità per i titolari di partita Iva nel rapporto con l’Amministrazione finanziaria.

Il presidente ha, inoltre, richiamato il ruolo dei commercialisti nel promuovere la legalità e la collaborazione istituzionale, con l’obiettivo di superare la contrapposizione tra Fisco e contribuente e favorire un contesto nel quale la fiscalità possa essere considerata anche uno strumento di crescita e di evoluzione del sistema economico.

Leo: certezza del diritto e semplificazione nel rapporto tra Fisco e contribuente

Nel corso del webinar, anche il viceministro dell’Economia – Maurizio Leo – ha richiamato l’importanza di un nuovo rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuente, fondato su certezza del diritto, semplificazione e lotta all’evasione. Con riferimento al Concordato preventivo biennale, Leo ha sottolineato che gli interventi realizzati consentono una determinazione forfettaria sulla base della quale il contribuente può valutare l’adesione all’istituto.

Il viceministro ha evidenziato che l’opportunità riguarda sia chi aderirà per la prima volta al CPB per il biennio 2026-2027, sia chi rinnoverà il Concordato, grazie alle misure premiali previste. Tra gli aspetti da valutare con attenzione da parte dei professionisti, Leo ha richiamato in particolare i benefici relativi al visto di conformità.

Gli aspetti da valutare

La nuova brochure dell’Agenzia delle Entrate e gli interventi dei rappresentanti istituzionali e della categoria professionale delineano un quadro delle opportunità connesse al Concordato preventivo biennale.

Per imprese e professionisti, gli elementi centrali sono la scadenza del 2 novembre 2026 per l’adesione, la modifica o la revoca, la maggiore certezza sul carico fiscale del biennio e i benefici previsti per chi rinnova l’opzione.

Sul piano del rapporto tra Fisco e contribuente, il CPB viene presentato come uno strumento di pianificazione preventiva e trasparenza, con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra Amministrazione finanziaria, professionisti e sistema produttivo.


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