Imola. La Cims (Cooperativa Intersettoriale montana di Sassoleone) ha depositato il 7 ottobre, presso il Tribunale di Bologna, la domanda di accesso al concordato preventivo con riserva di presentare successivamente la proposta, il piano e la relativa documentazione. Lo stesso Tribunale ha concesso alla Cooperativa termine fino all’11 dicembre 2026 per il deposito di tutta la documentazione. Ha poi nominato Commissario giudiziale il prof. dott. Paolo Bastia.
Il tempestivo intervento del Tribunale di Bologna consente alla Cooperativa di proseguire il percorso intrapreso all’interno di un quadro procedurale definito, sotto la vigilanza degli organi della procedura. La nomina del prof. dott. Paolo Bastia, professionista di riconosciuta esperienza e competenza, rappresenta un passaggio significativo in questa nuova fase.
Con decreto del 9 ottobre 2026 il Giudice designato ha inoltre confermato le misure protettive richieste dalla Cooperativa. Per 120 giorni dalla pubblicazione della domanda nel Registro delle imprese, avvenuta il 7 ottobre 2026, i creditori non possono iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio della Cooperativa o sui beni e diritti con i quali viene esercitata l’attività d’impresa. Nello stesso periodo non può essere pronunciata sentenza di apertura della liquidazione giudiziale o dichiarata aperta la procedura di liquidazione coatta amministrativa, fondata sullo stato di insolvenza della Società.
La Cooperativa intende proporre ai propri creditori un concordato preventivo in continuità aziendale diretta, nel quale l’attività d’impresa prosegue in capo alla stessa Cims.
La decisione rappresenta l’evoluzione del percorso di composizione negoziata della crisi (“CNC”), avviato il 12 maggio 2026 con l’assistenza di un esperto indipendente. In questi mesi la Cooperativa ha condotto un intenso confronto con i propri interlocutori finanziari, commerciali e istituzionali e ha intrapreso un rigoroso percorso di risanamento. Tale percorso ha già prodotto concreti miglioramenti operativi e può contare su un portafoglio commesse solido, sebbene razionalizzato, e su prospettive reddituali positive nel medio termine.
Le trattative avviate nella composizione negoziata erano finalizzate alla conclusione di accordi con i creditori. Alla luce dell’evoluzione delle negoziazioni e dei tempi necessari per completarle, la Cooperativa ha ritenuto che il concordato preventivo in continuità offra oggi la cornice più efficace e tutelante per dare stabilità al risanamento. Si tratta di uno strumento giudiziale che consente di regolare in modo unitario la posizione dei creditori, secondo le regole di voto e le maggioranze stabilite dalla legge e sotto la vigilanza del Tribunale.
Per tali ragioni il Consiglio di amministrazione, con deliberazione del 21 settembre 2026, ha deciso di accedere al concordato preventivo in continuità aziendale diretta. La scelta risponde all’obiettivo di preservare il valore dell’impresa e, per questa via, di assicurare il miglior soddisfacimento dei creditori e la salvaguardia dei posti di lavoro. Il nuovo strumento consentirà inoltre di consolidare i risultati del lavoro svolto nel corso della CNC e di portare a compimento il piano di risanamento e di rilancio industriale.
Continuità industriale e linee guida del piano
Il passaggio al concordato preventivo in continuità non modifica l’impostazione industriale del risanamento. Il piano si fonda su un percorso di riorganizzazione e di rifocalizzazione dell’attività, commisurato all’equilibrio finanziario della Cooperativa e alla sua effettiva capacità produttiva, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità di lungo periodo e di valorizzare le competenze storiche di Cims. La proposta e il piano saranno depositati entro il termine fissato dal Tribunale.
Il territorio e i lavoratori
In questo contesto la Cooperativa mantiene un dialogo costante con tutti gli interlocutori del territorio. Dopo numerosi incontri con le organizzazioni sindacali, Cims ha preso parte al tavolo di salvaguardia occupazionale convocato dalla Regione Emilia-Romagna, alla presenza dell’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, della Città metropolitana di Bologna, del sindaco di Borgo Tossignano, dei rappresentanti del Circondario imolese e delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. Nel corso dell’incontro è stato ribadito l’obiettivo condiviso di garantire a Cims un futuro industriale solido, in considerazione del rilievo occupazionale e sociale che la Cooperativa riveste per il territorio.
I rapporti di lavoro proseguono regolarmente.
Parallelamente, la Cooperativa ha avviato con le parti sociali il confronto per l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Si tratta di strumenti destinati ad accompagnare la fase di riorganizzazione e a salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali, in coerenza con il piano industriale. Il confronto con le organizzazioni sindacali proseguirà in modo costante e trasparente in tutte le fasi della procedura.
Cantieri, committenti e fornitori
L’attività operativa della Cooperativa prosegue senza soluzione di continuità e la gestione dell’impresa resta affidata ai suoi organi, sotto la vigilanza del Commissario giudiziale. I cantieri in corso restano presidiati dalle squadre e dalle strutture tecniche di Cims, con l’obiettivo di rispettare i programmi lavori e gli standard di qualità e di sicurezza concordati con i committenti. La Cooperativa ringrazia committenti, clienti, fornitori e partner per la fiducia accordata e conferma la volontà di proseguire con loro una collaborazione fondata sulla trasparenza. Il quadro normativo, rafforzato dalla conferma delle misure protettive, tutela la regolare prosecuzione dei rapporti contrattuali.
Cims fornirà aggiornamenti sui successivi passaggi della procedura, nel rispetto della disciplina applicabile e del ruolo degli organi della procedura.
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