#Finsubito news – Frosinone – Crisi al Comune, una conta da lascia o raddoppia


«Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni, notte di sogni, di coppe e di campioni. Notte di lacrime e preghiere». Una notte prima degli esami quella appena trascorsa. Con le parole e la musica della celebre canzone di Antonello Venditti che hanno risuonato forte. E oggi è il giorno più lungo per il sindaco Riccardo Mastrangeli, ma anche per partiti, liste civiche e gruppi. Alle 18.30 l’aula di Palazzo Munari si riunisce in seconda convocazione. All’ordine del giorno un solo punto: elezione del presidente del consiglio, di due vicepresidenti e di due segretari consiglieri. Ieri tutti hanno incontrato tutti. I confini normativi e numerici della resa dei conti sono chiari: voto a scrutinio segreto e necessità di raggiungere quota 17. Ma ai blocchi di partenza i numeri non ci sono. La maggioranza parte, nella migliore della ipotesi, da 14 su 17.

Il nome per la presidenza è quello di Gianpiero Fabrizi (Lista Ottaviani). In aula non ci saranno i 2 esponenti di Fratelli d’Italia. Il parlamentare e coordinatore regionale Paolo Trancassini lo ha ribadito in maniera netta. La posizione di FdI ha una dimensione nazionale. Dirimente e non trattabile. Poi c’è Andrea Turriziani (Polo Civico), il quale continua a ripetere che lui non voterà. Per il resto, gli spazi sono stretti. Una eventuale convergenza istituzionale con Domenico Marzi e Carlo Gagliardi è assai complicata, dopo che la volta scorsa, l’opzione Gagliardi si è fermata a 12. Senza i voti della Lista per Frosinone (4) e di Mani Libere, che in quel momento aveva 2 esponenti. Nella notte tra le “mission” per salvare gli ultimi otto mesi di consiliatura c’era pure il tentativo di convincere la Lista per Frosinone, Marco Ferrara (ora in Noi Moderati) e Sergio Crescenzi (Mani Libere) a votare per Gagliardi. Magari nel segreto dell’urna. Vincenzo Iacovissi (Psi) riproporrà il “consigliere anziano” Angelo Pizzutelli (Pd). Ieri si è ventilato tale scenario, che peraltro è stato ad un passo dal concretizzarsi a luglio.

Però l’intera questione ha assunto un profilo politico enorme. Al point che i vertici regionali Dem potrebbero perfino dare l’indicazione ai 3 consiglieri (gli altri 2 sono Fabrizio Cristofari e Norberto Venturi) di non ritirare la scheda. Come del resto ha fatto Forza Italia. Il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone è stato chiarissimo: gli “azzurri” non ritireranno la scheda. Gli esponenti di FI sono 2: Pasquale Cirillo e Maurizio Scaccia. Per la verità il nome di Pasquale Cirillo come possibile candidato alla presidenza in alternativa a Gianpiero Fabrizi circolava ieri. In ambienti delle opposizioni e dei “dissidenti”. Pure in tal caso, però, il contesto politico appare prevalente. Paolo Fanelli potrebbe non partecipare alla seduta. L’ex sindaco, che fa ancora parte del gruppo di FdI, da mesi è lontanissimo dalla maggioranza. Ci sono quindi Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella, Giovanni Bortone (Un’Altra Frosinone), ma anche Giovambattista Martino e Teresa Petricca (FutuRa). Negli ultimi anni, insieme pure a Pd e Forza Italia, hanno condiviso iniziative e prese di posizione. Potrebbero optare, tutti, per un’astensione che sarebbe una sorta di “conta”.

L’alternativa è la scheda bianca. Oppure la diversificazione del voto su 3 nomi diversi. Per quanto concerne la Lista per Frosinone, che esprime 2 assessori (tra i quali il vicesindaco) e 4 consiglieri, finora ha scelto la linea del silenzio. Ma una cosa è certa: il riferimento a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci è chiaro e non verrà messo in discussione. Capitolo Lega. A livello nazionale la contrapposizione con il partito dell’ex generale è frontale. E nei giorni scorsi Claudio Durigon, sottosegretario di Stato e fedelissimo di Matteo Salvini, ha affermato: «Condivido le parole dell’onorevole Paolo Trancassini. La situazione è di carattere nazionale e si pone un problema per il quale la formazione di Vannacci non può stare al governo con il centrodestra. Quindi se la posizione è nazionale, non vedo perché il comune di Frosinone debba rimanere fuori da quello che è un contesto nazionale». Al Carroccio fanno riferimento sia il sindaco Riccardo Mastrangeli che Nicola Ottaviani, parlamentare e coordinatore provinciale del partito.

Il quale ha spiegato a Ciociaria Oggi: «Bisogna separare i due aspetti, istituzionale e politico. Va ripristinato il completo e corretto funzionamento dell’aula, come chiede del resto la Prefettura. L’aspetto politico e delle alleanze può essere affrontato successivamente. Prima è necessario eleggere il presidente». Capiremo successivamente come verranno declinate le dinamiche all’interno della Lega. Anche relativamente alla questione del Comune di Frosinone. Intanto però il centrodestra nel capoluogo ciociaro è lacerato. Va chiarito un aspetto di carattere normativo. Le dimissioni da sindaco di Riccardo Mastrangeli diventeranno irrevocabili alla scadenza dei venti giorni, vale a dire il 26 ottobre. Certamente la mancata elezione del presidente del consiglio comunale (per otto volte consecutive) assumerebbe i contorni di una Caporetto sul piano politico. Ma in teoria i tempi per provare a salvare la consiliatura ci sarebbero. Parliamo di ulteriori 12 giorni. Peraltro, il fatto che la situazione del Comune di Frosinone sia attenzionata dai vertici nazionali e regionali dei partiti non è un elemento di secondo piano. Perché influirà sulle candidature a sindaco e sulle alleanze delle prossime comunali, che si terranno a maggio-giugno 2027. Non solo: potrebbero esserci effetti altresì sulle candidature alla Camera e al Senato. Vero che, almeno in teoria, nel segreto dell’urna può succedere di tutto. Ma va considerato il particolare momento politico. Paolo Trancassini e Claudio Fazzone hanno esplicitato la linea di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Impossibile smarcarsi. Trancassini lo ha ripetuto in ogni occasione: «È un punto dirimente per Fratelli d’Italia. Non possiamo e non vogliamo governare con Vannacci». Il sentiero non è stretto. Non esiste.

Infine il Pd. Sono giorni decisivi per la ricomposizione del centrosinistra a Frosinone: il segretario regionale Daniele Leodori in questa fase non può considerare operazioni trasversali. La sensazione è che (quasi) tutti siano già proiettati alla campagna elettorale. Perfino Riccardo Mastrangeli. Il clima che si respira è a metà tra la rassegnazione e il sogno di un ribaltone dell’ultimo minuto. Nel film “Il giorno più lungo” il tenente colonnello Benjamin Vandervoort (interpretato da John Wayne) pronuncia questa frase: «Reggerete finché non vi sostituiranno». È il giorno più lungo della consiliatura. E di Riccardo Mastrangeli sindaco. I numeri non ci sono. L’unità politica neppure. “Butta la palla avanti e prega” direbbe Fabio Caressa. La seduta inizia alle 18.30. Prima succederà di tutto. Durante e dopo… anche.


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