Un disavanzo stimato in circa 1,8 milioni di euro, debiti fuori bilancio e passività potenziali per oltre 550 mila euro, oltre a una cassa vincolata che non sarebbe stata reintegrata per sei esercizi consecutivi. Sono i numeri che emergono dal rendiconto di gestione 2025 del Comune di Merì, approvato dalla Giunta municipale con la delibera n. 111 e destinato ora al vaglio del Consiglio comunale. Una fotografia finanziaria che apre interrogativi sul futuro dell’ente, con l’ipotesi di un piano di riequilibrio, e quindi di predissesto, oppure quella del dissesto finanziario, indicata dall’amministrazione come ultima possibilità.
La nuova amministrazione guidata dalla sindaca Giusi Cicciari sostiene di voler affrontare la situazione sulla base dei documenti contabili ufficiali, precisando che il rendiconto riguarda una gestione precedente al suo insediamento. L’obiettivo dichiarato è portare gli atti all’attenzione del Consiglio e avviare un confronto sulle condizioni finanziarie del Comune.
Dal disavanzo di 650 mila euro a quello stimato in 1,8 milioni
Secondo quanto riportato nel comunicato dell’amministrazione, il rendiconto 2024 si era chiuso con un disavanzo superiore a 650 mila euro, mentre quello relativo al 2025 evidenzia un deficit stimato in circa 1,8 milioni. Il piano di rientro triennale approvato nel 2025 dal Consiglio comunale non avrebbe prodotto i risultati attesi: la quota prevista per il primo anno, pari a circa 220 mila euro, non sarebbe stata ripianata. L’amministrazione segnala inoltre un ulteriore aggravio dei conti superiore a 1,2 milioni di euro.
Un altro elemento riguarda la cassa vincolata. Dal 2020, per sei esercizi consecutivi, non sarebbe stata reintegrata per importi compresi tra 405 mila e 685 mila euro l’anno.
Le ricognizioni effettuate nei diversi settori comunali negli ultimi mesi avrebbero inoltre fatto emergere debiti fuori bilancio riferiti ad anni precedenti e altre passività potenziali per oltre 550 mila euro. Si tratta, secondo la nota, di somme legate a sentenze, cartelle esattoriali, fatture e parcelle di professionisti.
Il quadro contabile, sempre stando ai dati richiamati dall’amministrazione, colloca il Comune tra gli enti strutturalmente deficitari, con cinque parametri su otto oltre le soglie previste. Viene citata anche una nota del responsabile del Servizio finanziario, la n. 1488 del 23 febbraio 2023, con cui sarebbero state già segnalate agli organi amministrativi dell’epoca criticità destinate ad avere conseguenze sui bilanci successivi.
Arcoraci: “Non cerchiamo colpevoli, ma i fatti sono fatti”
A intervenire è il vicesindaco con delega al Bilancio, Carmelo Arcoraci, che rivendica la scelta di rendere pubblica la situazione finanziaria senza attribuire responsabilità esclusivamente a una singola amministrazione.
“Siamo stati eletti per amministrare Merì, non per nascondere i problemi. Avremmo preferito partire da un bilancio sano, ma i cittadini ci hanno chiesto serietà e la serietà comincia dalla verità”, afferma Arcoraci, sottolineando che la situazione attuale sarebbe il risultato di diversi anni e di più stagioni amministrative.
Il vicesindaco ricorda anche il proprio ruolo nella precedente Giunta, di cui ha fatto parte fino al febbraio 2024: “Proprio per questo sento ancora di più il dovere di dire le cose come stanno. Cerchiamo soluzioni condivise tra gli amministratori e il Consiglio comunale”.
Arcoraci replica inoltre a chi, negli ultimi mesi, avrebbe descritto i conti dell’ente come in ordine e privi di debiti. “Non è una polemica ma la lettura dei dati certificati dagli uffici. Ognuno è libero di avere la propria opinione, ma non i propri numeri”, dichiara, richiamando il disavanzo, la mancata ricostituzione della cassa vincolata e le passività emerse.
Quanto alle possibili soluzioni, il vicesindaco indica due scenari: “O un piano di riequilibrio e quindi un predissesto finanziario o un vero e proprio dissesto, che verrà preso in considerazione solo come ultima ipotesi”.
L’amministrazione afferma che il percorso da seguire sarà definito in linea con le indicazioni del responsabile del Servizio finanziario, mentre la scelta dovrà essere affrontata nei successivi passaggi istituzionali.
Cicciari: “Preferisco una triste verità a una bella bugia”
La sindaca Giusi Cicciari interviene rivendicando la necessità di fare chiarezza sui conti e di non ignorare le criticità emerse dopo l’insediamento. Il riferimento è al voto del 24 e 25 maggio 2026, quando i cittadini hanno scelto la nuova amministrazione.
“Per correttezza intellettuale, senso di responsabilità e amore per il nostro paese, non posso fare finta di niente. Preferisco una triste verità a una bella bugia”, afferma la prima cittadina, contestando la rappresentazione di una situazione finanziaria favorevole ereditata dalla sua amministrazione.
Cicciari precisa di non voler attribuire colpe alle precedenti amministrazioni, ma di voler concentrare l’azione politica sulle scelte necessarie per il presente e il futuro di Merì. Per questo, spiega, si sono svolti più tavoli tecnici e momenti di confronto con il responsabile del Servizio finanziario, nel tentativo di individuare una strada percorribile.
“Che si tratti di pre-dissesto o di dissesto, qualunque sarà la strada che dovremo percorrere, sono certa che questa amministrazione, nonostante le ristrettezze economiche, con la massima collaborazione dei cittadini, riuscirà a risollevare le sorti del nostro ente”, dichiara la sindaca.
La Giunta invita infine i gruppi consiliari, di maggioranza e opposizione, a confrontarsi sui dati e ad assumersi le rispettive responsabilità davanti alla cittadinanza, evitando polemiche e demagogia. Il rendiconto dovrà ora passare al Consiglio comunale, chiamato a esaminare gli atti e a valutare il quadro finanziario da cui dipenderanno le prossime decisioni per il Comune di Merì.
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