#Finsubito news – il progetto per il futuro del centro di Brescia


D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, diceva Calvino nelle sue “Città Invisibili”, ma la risposta che dà a una tua domanda. Brescia, che di meraviglie pure ne ha, si trova oggi a dover rispondere a molteplici domande che spingono in direzioni diverse: la vivibilità del centro, la fruibilità dei negozi e delle botteghe che popolano i salotti della città, la gestione pratica delle automobili di chi il centro l’abita e di chi vi lavora, e il bisogno ineludibile di sopravvivere alle estati sempre più calde. 

Per tradurre queste esigenze in un disegno organico, la Giunta punta a ridisegnare via San Faustino, via Gramsci e corso Martiri della Libertà. Le tre grandi direttrici che conducono al centro storico richiedono di affrontare altrettante peculiarità “con una matrice unica, con la logica di una progettualità compiuta e un approccio uniforme agli obiettivi”, spiega l’assessore alle Attività Produttive Andrea Poli. Mitigare le isole di calore estive che desertificano il centro, restituire continuità ai percorsi pedonali e blindare la vitalità economica delle botteghe sono gli imperativi del progetto commissionato dal Comune allo studio ARV, che non a caso esce con un nome che è un’ambizione: Cambiare senso, operando una vera e propria inversione di marcia sul piano ambientale e sociale.

La prima mossa: via San Faustino e via Tosio

Il cantiere pilota prenderà il via a gennaio 2027 su via San Faustino, anticipando un investimento pluriennale che cambierà il volto della direttrice nord e ridisegnerà il modo stesso di camminare nel centro storico. Per i cittadini e per chi frequenta la via, la prima trasformazione visibile sarà la riconquista dei marciapiedi di pregio, oggi occupati dalla sosta: la carreggiata verrà ristretta dagli attuali 8 a 6 metri, lasciando una fascia laterale di 2 metri destinata a venti stalli protetti per i servizi (otto per carico e scarico, cinque per disabili, tre per la Polizia Locale e due per i taxi).

Lungo il percorso la pietra e l’asfalto cederanno il passo a un sistema continuo di ombra e vegetazione. Come illustra l’ingegner Bresciani, “l’obiettivo è incrementare la superficie a verde profondo, che oggi su via San Faustino è di circa 135 metri quadrati, aumentandola di 16 volte con l’inserimento di 200 alberature, superando così i 2.000 metri quadrati complessivi”. Trenta grandi fioriere ed elementi di rain garden trasformeranno la via in una sequenza d’ombra e vegetazione capace di far respirare gli spazi tra le sedi universitarie, le piazze e la zona del Carmine. Per compensare la rimozione dei posti auto, la dotazione per i residenti verrà riorganizzata e potenziata nelle arterie adiacenti, portando complessivamente i posti riservati da 53 a 63: in via Silvio Pellico i 46 stalli a parcometro diventeranno a uso esclusivo di chi abita in zona (aggiungendosi ai 4 già assegnati), mentre in via Marsala – grazie all’eliminazione della corsia preferenziale per la linea 15 – i parcheggi saliranno da 9 a 17 (13 per residenti, 3 per carico-scarico e 1 per disabili), tutelando il corridoio ciclabile. A chiudere il cerchio sarà l’estensione della ZTL su via San Faustino fino a via Porta Pile, con lo spostamento del varco elettronico.

Un render di come potrebbe apparire via San Faustino

Un secondo provvedimento estenderà la ZTL al quadrante orientale – via Tosio, via Fratelli Lombardi e il tratto nord di via Crispi -, spostando il portale di via Mazzini all’altezza di via Trieste e liberando il tratto sud di via Crispi per snellire l’accesso verso corso Magenta. È un tassello di una visione che guarda già alle altre grandi arterie del commercio, come via Gramsci e corso Martiri della Libertà, dove la riorganizzazione delle carreggiate e l’ampliamento dei marciapiedi puntano a restituire respiro all’asse che connette piazza Vittoria al nuovo polmone di sosta dell’ex Croce Rossa. Si tratta, sintetizza il vicesindaco Federico Manzoni, di ripensare il valore stesso dello spazio urbano: “La tutela dello spazio pubblico nei centri storici non è più quella di dieci o quindici anni fa. Le pavimentazioni lapidee, per quanto belle e nobili, se assolutamente spoglie e prive di ombreggiamento, alle nostre latitudini rischiano di essere invivibili per troppi mesi l’anno”.

Il dibattito in Commissione: tra aperture e criticità

La presentazione del piano in Commissione Viabilità ha fatto subito da cassa di risonanza per le tensioni che attraversano la città, portando a galla i timori di chi il centro lo abita e le perplessità di chi vi lavora. Se dunque dalle rappresentanze del Consiglio di Quartiere Centro Storico Nord è arrivata un’apertura di fondo alla riduzione del traffico e alla vivibilità, non sono mancate le note di cautela per residenti, artigiani e categorie che necessitano di accessi agevolati. Di tono ben diverso le perplessità sollevate dai rappresentanti dei residenti di Brescia Antica, che pur condividendo l’idea di liberare i marciapiedi, hanno sollevato preoccupazioni per i varchi non presidiati – come via Gallo e via Gambara – che rischiano di trasformare la ZTL in un “colabrodo” a danno dei posti auto per chi abita la zona, sollevando inoltre dubbi sulla capacità di carico di via Trieste.

Ancora più drastica la posizione del centrodestra. Scettico Massimo Battagliola (Brescia Civica) verso l’idea di “città salotto” promossa dall’amministrazione: Brescia, ricorda, ha una dotazione di auto imponente a fronte di circa tremila parcheggi totali, l’area coperta sotto Piazza Vittoria trova ancora lunghe liste d’attesa da parte dei residenti che chiedono una postazione. In questo contesto, dice, la conversione delle righe blu in gialle non risolve la carenza strutturale di stalli. Anzi, il rischio è che residenti, professionisti e clienti si vedano costretti a lasciare il centro storico: “Brescia – dice – non è pronta, le persone non possono partire ore prima per prendere quattro mezzi diversi per recarsi al lavoro”. Sulle stesse frequenze Giovanni Posio, che ha sollevato diversi interrogativi di merito tecnico ed estetico: il progetto di piantumazione intensiva su via San Faustino reggerà al vaglio della Soprintendenza in un tessuto medievale? E quali saranno le ripercussioni sulla visibilità e sulla sicurezza percepita legata all’illuminazione pubblica?

Alle critiche ha replicato la Giunta. L’assessore Poli ha respinto l’idea di una città chiusa, sottolineando che l’offerta di sosta perimetrale vanta già numeri difficilmente riscontrabili in realtà analoghe: “Credo sia improprio considerare inerme un’amministrazione che adotta soluzioni concrete, come i mille posti che arriveranno dall’ex Freccia Rossa”, ha rimarcato. “Non dobbiamo descrivere una città inaccessibile: la sfida è ampliare il raggio d’azione dell’offerta commerciale oltre il perimetro tradizionale delle solite vie”. Sfida, questa, che richiederà anche che cittadini e lavoratori si fidino dell’intermodalità. “Il parcheggio scambiatore di Prealpino offre in tutte le ore del giorno la possibilità, a chi voglia fare l’interscambio con la metropolitana, di trovare sempre un posto”, ha ricordato Manzoni. Resta da capire quanto la previsione di deroghe per anziani, famiglie con figli e residenti saprà attutire l’impatto pratico della stretta sugli accessi. L’amministrazione promette un passaggio graduale verso il nuovo assetto viabilistico e ambientale per ridurre i disagi. La strada, insomma, è tracciata: la prova del nove si giocherà sulla capacità di bilanciare la città da percorrere e la città da abitare.

Alle critiche ha replicato la Giunta. L’assessore Andrea Poli ha respinto l’idea di una città chiusa, sottolineando che l’offerta di sosta perimetrale vanta numeri difficilmente riscontrabili in realtà analoghe: «Sfido quelle che vengono definite secondary cities ad avere un’offerta paragonabile», rimarcando che l’obiettivo non è «descrivere una città inaccessibile», bensì fare in modo che «l’esigenza del commercio non sia chiudersi in quattro vie, ma partire da quelle quattro vie e ampliarsi per aumentare l’attrattività dell’offerta». Sul fronte della mobilità esterna, il vicesindaco Federico Manzoni ha difeso la tenuta dei parcheggi scambiatori, ricordando che il nuovo multipiano del Prealpino «offre in tutte le ore del giorno la possibilità a chi voglia fare l’interscambio con la metropolitana di trovare sempre un posto». Il piano si completa così con strumenti di flessibilità (permessi per famiglie, residenti e anziani) e un accompagnamento graduale che unisce transizione ecologica e rigenerazione urbana. La strada è tracciata in vista di gennaio 2027: la prova del nove si giocherà sulla capacità di bilanciare la città da vivere e la città da abitare.

Alle critiche ha replicato la Giunta. L’assessore Andrea Poli ha respinto l’idea di una città chiusa, sottolineando che l’offerta di sosta perimetrale vanta numeri difficilmente riscontrabili in realtà analoghe: «Sfido quelle che vengono definite secondary cities ad avere un’offerta paragonabile», rimarcando che l’obiettivo non è «descrivere una città inaccessibile», bensì fare in modo che «l’esigenza del commercio non sia chiudersi in quattro vie, ma partire da quelle quattro vie e ampliarsi per aumentare l’attrattività dell’offerta». Sul fronte della mobilità esterna, il vicesindaco Federico Manzoni ha difeso la tenuta dei parcheggi scambiatori, ricordando che il nuovo multipiano del Prealpino «offre in tutte le ore del giorno la possibilità a chi voglia fare l’interscambio con la metropolitana di trovare sempre un posto». Il piano si completa così con strumenti di flessibilità (permessi per famiglie, residenti e anziani) e un accompagnamento graduale che unisce transizione ecologica e rigenerazione urbana. La strada è tracciata in vista di gennaio 2027: la prova del nove si giocherà sulla capacità di bilanciare la città da vivere e la città da abitare.


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