La legge di bilancio vale 23,5 miliardi. Il settore finanziario protesta per la mancata trattativa. Enel rilancia intanto l’offerta contro il caro bollette.
Il governo presenta a banche e assicurazioni un conto da cinque miliardi di euro per finanziare la prossima manovra. La legge di bilancio dovrebbe valere complessivamente 23,5 miliardi, ma per trovare le coperture l’esecutivo ha deciso di chiedere un contributo consistente al settore finanziario. Una scelta che ha sorpreso gli istituti di credito, convinti che prima di stabilire l’importo sarebbe stato necessario aprire una trattativa.
Le cifre compaiono nel Documento programmatico di bilancio. Mancano ancora, però, i dettagli sulle modalità del prelievo e su alcune misure fiscali destinate a famiglie e imprese.
Banche e assicurazioni scoprono il maxi contributo
La richiesta del Tesoro ammonta a cinque miliardi nel primo esercizio e raggiungerebbe 10,5 miliardi nell’arco del triennio.
Gli istituti bancari sostengono di non essere stati consultati prima della decisione. Anche le compagnie assicurative attendono chiarimenti, mentre dal settore del credito arriva il richiamo alle parole del presidente dell’Abi Antonio Patuelli, secondo il quale le banche «hanno già dato».
Patuelli aveva ricordato l’esistenza di un accordo triennale, considerato dagli istituti un riferimento per i rapporti con il governo.
Nelle tabelle del Documento programmatico di bilancio approvato dal governo sono indicati gli importi richiesti, ma non ancora gli strumenti fiscali attraverso i quali saranno raccolte le risorse.
La novità promette quindi di aprire un confronto serrato tra il Tesoro e il settore finanziario. Il governo, intanto, deve trovare le altre coperture necessarie a completare la manovra.
Una legge di bilancio da 23,5 miliardi con poche risorse libere
Per finanziare gli interventi previsti, l’esecutivo conta su circa 14,3 miliardi di flessibilità europea collegata alla difesa e alla sicurezza energetica.
Al di fuori di questi margini rimangono meno di dieci miliardi. Una disponibilità limitata rispetto alle richieste dei ministeri e agli impegni annunciati dai partiti della maggioranza.
La difficile trattativa sul deficit e sulle regole europee condiziona soprattutto le misure contro il caro energia, per le quali il governo attende ancora indicazioni definitive da Bruxelles.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha già spiegato che servirà probabilmente più tempo per definire tutti gli interventi. Prima di scrivere le singole disposizioni bisognerà conoscere con precisione quali spese potranno beneficiare della flessibilità comunitaria.
Nelle tabelle, comunque, le priorità cominciano a prendere forma. E la parte più impegnativa riguarda proprio gli aiuti alle famiglie.
Flat tax, Irpef e bollo auto: gli interventi ancora da finanziare
Per famiglie e stato sociale sono previsti cinque miliardi. È la voce di spesa più consistente, sulla quale il governo conta anche per indirizzare il contributo chiesto alle banche.
Matteo Salvini vorrebbe utilizzare parte delle risorse per estendere la flat tax delle partite Iva fino a 100mila euro di ricavi. La misura richiederebbe però il via libera europeo.
Più complicata appare la riduzione dell’Irpef per i redditi fino a 60mila euro. Portare al 33% l’aliquota applicata ad altri tre milioni di contribuenti costerebbe circa 2,7 miliardi, una somma che al momento non trova spazio sufficiente nelle coperture.
Rimangono in discussione anche la detassazione degli aumenti contrattuali, dal costo stimato di due miliardi, e la stabilizzazione dell’esenzione dal bollo auto, per la quale servirebbero altri 2,4 miliardi.
Sono interventi che proseguono il confronto sulle misure fiscali già contenute nella precedente manovra. Per trasformarli in disposizioni definitive, però, il Tesoro dovrà prima verificare quante risorse resteranno effettivamente disponibili.
Prelievi sui giochi, tagli ai ministeri e nuovi stanziamenti
Un’altra parte delle entrate dovrebbe arrivare dai concessionari del gioco pubblico.
Il Documento programmatico indica importi iniziali da 700 milioni di euro, distribuiti sui prossimi esercizi, senza precisare ancora come verrà applicato il prelievo.
Ai ministeri viene invece chiesto un ulteriore risparmio di 1,2 miliardi, dopo i tagli già effettuati. Si aggiungono circa tre miliardi di altre coperture e 500 milioni di entrate straordinarie.
Sul versante della spesa sono previsti 4,5 miliardi per la difesa, 3,4 miliardi per sostenere la competitività delle imprese e gli interventi sulle bollette, oltre a 2,4 miliardi per la sanità. Alle infrastrutture andrebbero otto miliardi distribuiti su tre anni.
Il governo segue intanto l’andamento delle entrate fiscali. Nei primi otto mesi sono stati incassati 391,2 miliardi, mentre il debito pubblico è sceso a 3.200,8 miliardi, secondo le ultime rilevazioni della Banca d’Italia.
I conti della manovra continuano dunque a dipendere anche dalla crisi energetica, che pesa sulle famiglie e sulle aziende. E proprio sul fronte delle bollette arrivano nuove offerte commerciali.
Enel rilancia Digital Luce e promette il prezzo fisso per tre anni
Il gruppo elettrico rinnova Enel Digital Luce, la proposta destinata ai nuovi clienti che sottoscrivono il contratto online.
L’offerta prevede un prezzo fisso della componente energia pari a 108 euro per Megawattora, contro un valore dell’elettricità all’ingrosso superiore ai 230 euro.
La differenza supera il 50%, ma riguarda esclusivamente la componente energia. Il costo finale della bolletta comprende infatti altre voci, che non rientrano nello sconto annunciato.
Secondo Enel, il contratto consente di mantenere il prezzo concordato per tre anni, proteggendo i clienti dalle eventuali oscillazioni dei mercati.
Il gruppo considera la formula particolarmente adatta alle famiglie con consumi annui non superiori a 2,1 Megawattora.
È una proposta che punta a intercettare la crescente attenzione degli italiani verso le tariffe fisse, scelte per conoscere in anticipo almeno una parte del costo della fornitura.
Fino a 200 euro di risparmio, ma va controllata tutta la bolletta
Enel stima un possibile vantaggio fino a 200 euro annui rispetto agli attuali prezzi all’ingrosso, utilizzando come riferimento il profilo di consumo previsto dall’offerta.
Il risparmio effettivo dipende però anche dalle quote fisse, dalle altre condizioni contrattuali e dalla quantità di elettricità utilizzata.
Per confrontare le proposte disponibili, i consumatori possono consultare il Portale Offerte dell’ARERA, che permette di valutare la spesa annua stimata nel mercato libero.
Secondo Enel, oltre la metà delle famiglie che hanno scelto il mercato libero utilizza già una tariffa a prezzo fisso. Tra i clienti del gruppo la percentuale raggiungerebbe l’85%.
La società precisa anche che l’elettricità fornita attraverso Digital Luce proviene interamente da fonti rinnovabili, con certificazione del Gestore dei servizi energetici.
Mentre il governo cerca le risorse per finanziare gli aiuti contro il caro energia, gli operatori provano quindi a conquistare i clienti promettendo maggiore stabilità. Per chi deve scegliere una nuova tariffa, la convenienza passerà soprattutto dal confronto tra la spesa complessiva delle diverse offerte.
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