#Finsubito news – L’autotrasporto protesta in sei regioni


Dal porto di Gioia Tauro al molo Santa Lucia di Palermo, dai caselli dell’A30 alla Fondovalle Tappino, la protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio del 16 ottobre 2026 ha attraversato sei regioni del Mezzogiorno: Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata, Campania e Molise. Fermi volontari, presidi a bordo strada e, in alcuni punti, blocchi veri e propri hanno rallentato la circolazione delle merci, mentre in serata il Governo ha provato ad accelerare il confronto con la categoria. Poco dopo le 20.00 fonti del ministero dei Trasporti hanno detto che il ministro potrebbe anticipare a martedì 20 ottobre, nella Prefettura di Milano, il tavolo con le associazioni dell’autotrasporto precedentemente convocato per il 27 ottobre a Roma. Il 20 ottobre è anche il giorno in cui termineranno i fermi proclamati in Calabria e in Sicilia.

Sul tavolo il ministro dei Trasporti avrebbe messo una richiesta al ministero dell’Economia di almeno 80 milioni di euro da rendere disponibili subito, che a suo giudizio porterebbero “una maggior serenità”, e lo sblocco dei 590 milioni già stanziati a bilancio per il rinnovo del parco veicolare, finora non arrivati alle imprese. Il ministero cerca inoltre risorse aggiuntive per il fondo autotrasporto e per il Marebonus 2026 (il contributo al combinato strada-mare), la copertura degli interventi contro il caro gasolio per l’intero anno e l’estensione del credito d’imposta al 2027.

Durante la giornata, Unatras ha chiesto di anticipare l’incontro per ottenere risposte concrete sul gasolio, mentre Assotir ha imputato l’allargamento della protesta alla latitanza di istituzioni e Governo. Le mobilitazioni restano comunque territoriali, promosse da organizzazioni regionali e comitati spontanei spesso affiancati dagli agricoltori. Al rincaro del carburante, gli autotrasportatori aggiungono come motivi della protesta l’aumento dei costi di gestione e tariffe giudicate insufficienti e in Sicilia anche il peso dell’Ets marittimo.

Per gli autotrasportatori calabresi, il 16 ottobre è stato il primo dei cinque giorni di mobilitazione proclamati da Fedralog, che ha organizzato diciassette presidi in tutta la regione. Nella maggior parte dei casi i camion si sono disposti ai margini della carreggiata sotto il controllo delle Forze dell’ordine. A Lamezia Terme una trentina di veicoli industriali ha occupato il bordo della SS280, vicino alla rotatoria per l’aeroporto, lasciando aperta la circolazione ma creando rallentamenti. Il presidente di Fedralog, Domenico Notaro, ha partecipato al presidio di San Floro, nel Catanzarese, con una decina tra autotrasportatori e agricoltori. Nel Cosentino sono stati segnalati camion fermi e code sulla Statale SS18 a Santa Maria del Cedro e alla rotatoria di San Lucido, mentre a Settimo di Rende e al bivio Montalto Uffugo-Rose una decina di camion in sosta non ha creato problemi al traffico. Sulla costa jonica gli studenti hanno raggiunto in corteo i presidi di Trebisacce e di Corigliano-Rossano, dove gli agricoltori occupavano da tre giorni la rotatoria di contrada Santa Lucia sulla SS106.

Alcuni presidi sono avvenuti negli accessi autostradali e portuali. Nelle prime ore del mattino lo svincolo dell’autostrada A2 di Falerna è stato chiuso e presidiato dalla Polizia stradale e a Gioia Tauro il presidio ai varchi del porto ha impedito l’ingresso e l’uscita dei camion, senza comunque fermare le operazioni nave e di piazzale del terminal, che rappresentano la maggior parte delle attività del terminal container. Sul raccordo tra le Statali SS682 Jonio-Tirreno e la SS106, a Grotteria Mare, i camion sono aumentati da una ventina a circa cinquanta nel corso della mattinata, rallentando entrambi gli innesti. A Vazzano, nel Vibonese, un manifestante è stato urtato da un furgone che, stando alle prime ricostruzioni, avrebbe tentato di superare il presidio.

Un altro blocco temporaneo è avvenuto a Sant’Onofrio, dove sulla strada di accesso allo svincolo A2 i manifestanti hanno fermato la circolazione per circa due ore, con code di centinaia di metri, fino all’intervento del questore di Vibo Valentia, Rodolfo Ruperti. Poi i camion sono stati spostati ai bordi della carreggiata e il traffico è ripreso. Per quanto riguarda i rifornimenti, in giornata sono riprese le consegne dei carburanti dai depositi di Vibo Valentia e sta tornando normale il traffico delle autobotti nella raffineria Eni di Taranto, che era stato fermato dai presidi degli operai dell’ex Ilva. Per il 17 ottobre, Fedralog annuncia nuove manifestazioni, con l’obiettivo di raggiungere il 90% di adesioni.

In Sicilia, il 16 ottobre è iniziato anche il fermo proclamato dal Comitato Trasporto Siciliano, che durerà fino alla mezzanotte del 20 ottobre. Il coordinatore dell’associazione, Salvatore Bella, rivendica un’adesione totale e sostiene che sull’isola non ha viaggiato un solo veicolo industriale. Al porto di Palermo si registra la situazione più difficile: all’ingresso del molo Santa Lucia i manifestanti hanno impedito l’uscita dei camion, con ripercussioni sullo scarico e sull’inoltro delle merci. A Gela il presidio degli agricoltori, attivo dal 28 settembre sulla Statale SS117 bis verso Catania all’altezza del Castelluccio e all’ingresso della città davanti al Tribunale, è stato raggiunto da decine di camion. Ne è nato un blocco stradale poi rimosso e la protesta è proseguita senza intoppi alla circolazione. Nel resto dell’isola ci sono decine di camion fermi nei piazzali delle aziende e nei porti. Sul versante istituzionale, il vicepresidente della Regione Siciliana, Luca Sammartino, ha incontrato il ministro dei Trasporti per discutere della vertenza e degli incentivi destinati all’isola.

In Puglia, dopo diversi giorni di proteste di autotrasportatori e agricoltori, a Brindisi circa 500 veicoli industriali si sono radunati nell’area di Costa Morena, vicino al porto, e hanno percorso in corteo la SS379 in direzione Bari; un avviso del Comune indicava una possibile sosta a Specchiolla, mentre un ulteriore sit-in era annunciato nel pomeriggio in una stazione di servizio della SS16. Nel Barese la mobilitazione è ripresa alle 6.00 a Corato, sulla Provinciale SP1 verso Toritto, con agricoltori e mezzi agricoli, causando rallentamenti alla circolazione. Sulla Statale SS96 Bari-Altamura la situazione ha richiesto l’intervento della Polizia Stradale e nel Foggiano la protesta è arrivata al sesto giorno, con un corteo di camion e trattori a Cerignola.

Ad Andria, dopo il blocco degli autotrasportatori sulla tangenziale, la giunta comunale ha istituito un tavolo di crisi permanente, al termine del quale è stato deciso lo smantellamento dei presidi di autotrasportatori e olivicoltori. È rientrato l’allarme sulla disponibilità di carburante negli aeroporti di Bari e Brindisi, che secondo Aeroporti di Puglia hanno sempre operato regolarmente. A Taranto i blocchi sulla SS106 davanti alla raffineria Eni e sulla Statale SS7 vicino allo stabilimento siderurgico, sorti dalla vertenza degli ex lavoratori Ilva, sono stati rimossi nel corso della giornata.

Anche nella vicina Basilicata le cronache registrano presidi il 16 ottobre. All’incrocio tra la Statale SS106 Jonica e la Fondovalle dell’Agri, a Scanzano Jonico, erano presenti nella notte circa cento veicoli industriali, che hanno fermato il traffico pesante. Presidi sono stati segnalati anche all’innesto della Statale SS653 Sinnica, nell’area tra Rotondella e Policoro, e sulla Bradanica, nel Vulture-Melfese, dove camion e trattori hanno occupato le corsie laterali. La protesta di autotrasportatori e agricoltori non è stata fermata dall’annuncio della Regione dello stanziamento di 17 milioni di euro, dieci per l’agricoltura e sette per autotrasporto e logistica, non ha fermato i presidi.

In Campania i presidi si sono concentrati sulla rete autostradale delle province di Napoli e Caserta, con ripercussioni nel Salernitano. Dai primi minuti di venerdì gli autotrasportatori hanno presidiato il casello di Caianello, sull’autostrada A1 e quello di Caserta Sud. Sull’autostrada A30 Caserta-Salerno, l’uscita di Nola è stata chiusa la mattina in entrambe le direzioni per circa un’ora e quella di Nocera-Pagani, chiusa nel pomeriggio, è tornata percorribile alle 19.26. Sulla provinciale all’altezza di Maddaloni il presidio è stato visitato da Giuseppe Conte.

La protesta ha raggiunto anche il Molise, dove al bivio di Pietracatella e sulla Statale SS645 Fondovalle Tappino, in provincia di Campobasso vicino al confine con il Foggiano, sono apparsi, già il 15 ottobre, presidi con i camion disposti ai margini della strada e senza blocchi totali. Venerdì il presidente della Regione, Francesco Roberti, ha incontrato i manifestanti.

P.R.

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