È stato un convegno intenso e ricco di spunti per il territorio dei Castelli Romani, il Premio Lago di Castel Gandolfo 2026, svoltosi nel pomeriggio di venerdì 16 novembre, a Castel Gandolfo, in Piazza della Libertà e terminato, durante la serata, al centro sportivo Saroli Club, organizzato dall’Associazione Lago di Castel Gandolfo.
Fin dal primo pomeriggio, nella cittadina castellana sono convenuti oltre al Sindaco di Castel Gandolfo, Alberto De Angelis, anche i Sindaci di alcuni dei comuni limitrofi Stefano Cecchi, per Marino; Massimo Ferrarini per Albano Laziale; Gianluca Staccoli per Ariccia e il Vicesindaco Massimo Bevilacqua per Genzano di Roma – e quanti coinvolti, tra istituzioni, amministratori e politici regionali e nazionali, nella gestione e tutela del bacino lacustre.
Tanti i protagonisti e le realtà presenti e intervenute nel lungo confronto pubblico
In piazza, oltre a diverse Autorità civili, militari e religiose, anche cittadini e imprenditori locali che hanno a cuore la tutela del Lago Albano e di tutto il territorio circostante. Presente anche il Parroco della Parrocchia cittadina San Tommaso da Villanova, Don Tadeusz Rozmus, al quale è stato consegnato il riconoscimento di “Portavoce di Pace”.
Protagonisti del confronto sul palco, in più momenti dopo l’apertura del Sindaco De Angelis e i pareri sul tema dei Sindaci presenti, a prendere la parola: Fabio Rampelli, Vicepresidente Camera dei Deputati; Daniele Leodori, Consigliere Regione Lazio; Marco Salis, Presidente Acea ATO 2; Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI; Francesco Nazzaro Capo di Gabinetto Città Metropolitana di Roma; Marco Silvestroni; Senatore della Repubblica; Marco Casini Segretario Generale Autorità di bacino distrettuale Appennino centrale; Ivan Boccali, Presidente del Parco regionale dei Castelli Romani, Micol Grasselli, Consigliere regionale del Lazio; Edy Palazzi, Consigliere regionale del Lazio; Maria Spena, Presidente del Comitato One Water Italy; Carlo Villani, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Velletri; Marco Mattei, Capo di Gabinetto del Ministero della Salute; Giovanni Profico, Direttore Generale Asl Roma 6; Tiziano Mariani, Assessore del Comune di Castel Gandolfo.
Un breve fuori programma ha visto la consegna di targhe con una dedica speciale come input per lavorare insieme da parte dell’Assessore Mariani a tutti i Sindaci presenti.
A dare inizio ai lavori, la musica di Luca Guadagnini, cantautore di Genzano di Roma
Ad aprire il sipario della lunga maratona di interventi, è stata la bella esibizione musicale di Luca Guadagnini, cantautore di Genzano di Roma. Poi, a seguire, un vero e proprio momento di confronto sul futuro del Lago Albano e sulla necessità di una salvaguardia urgente delle sue risorse idriche. Il tutto strutturato per dare importanza a un progetto ambizioso quanto urgente: “Verso gli Stati Generali dell’acqua e del territorio”, grazie al lavoro e all’organizzazione che, da tempo, la giornalista e Presidente dell’Associazione Lago di Castel Gandolfo Chiara Rai sta portando avanti.
Un focus istituzionale e scientifico che, oltre a fare il punto sulla situazione attuale, ha segnato tra gli obiettivi quello di essere tutti gli attori legati allo specchio d’acqua castellano parte attiva nella stesura di un documento comune che sia d’aiuto al contrasto del calo del livello idrico dello stesso lago.
Quattro tavole rotonde: Acqua come Vita, Pace, Territorio, e Salute
A susseguirsi ben quattro tavole rotonde istituzionali composte da esperti, politici, amministratori, autorità, aziende idriche come ACEA ATO 2, ANBI, Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma, ASL RM 6, Autorità di bacino distrettuale Appennino centrale. Insieme, le varie realtà hanno guardato al presente ma soprattutto al futuro, confrontandosi sull’aspetto ambientale dell’acqua come risorsa, fonte di vita, valore e necessità della sua tutela, toccando sia gli aspetti economici sia quelli ambientali e strutturali.
I quattro macro temi affrontati durante il confronto pubblico – L’Acqua è Vita; L’Acqua è Pace; L’Acqua è Territorio; l’Acqua è Salute – tutti legati al valore della risorsa idrica come bene primario e diritto universale per la Salute pubblica; l’acqua come fattore di sviluppo economico, agricolo e turistico per tutti i Castelli Romani; l’acqua nell’ottica della sostenibilità ambientale e della transizione ecologica. Non è mancato il punto sul delineamento delle infrastrutture idriche di aiuto all’incessante decremento del livello dell’acqua puntando sull’aiuto e la collaborazione di ACEA ATO 2.
I Sindaci presenti, uno ad uno, dopo avere intonato insieme al pubblico presente l’Inno Nazionale, hanno spiegato i vari punti di vista e d’incontro per meglio agire, è iniziato così il cammino “Verso gli Stati Generali dell’acqua e del territorio”, per risolvere la pesante crisi idrica che ogni anno diventa più marcata e pericolosa, come in tanti hanno più volte rimarcato con uno stesso filo comune: non sprecare tempo prezioso e iniziare ad agire il prima possibile.
A una regia comune e a un’azione tempestiva, invitano anche le parole del Vicesindaco della Camera dei deputati Fabio Rampelli: “Questo ed altri laghi potrebbero presto scomparire. C’è una crisi idrica che morde i polpacci, figlia probabilmente anche delle alterazioni climatiche, ma non solo, è figlia della dispersione delle acque, di una scadente manutenzione degli acquedotti e di una disorganizzazione generale da un punto di vista urbanistico nella gestione e nell’utilizzo delle risorse…”.
“Ci deve essere uno sforzo collettivo, va bene che negli ultimi anni anche grazie all’associazionismo diffuso questo sforzo si sia manifestato, ma è bastevole? Non credo! Ci sono strumenti pratici anche economico-finanziari che sono scesi in campo e va bene, però, talvolta tutte tutti questi aspetti che vengono toccati stanno facendo rinascere quella cultura che si era dispersa, ma non riescono con tempestività ad essere messi a fondo. C’è bisogno di una cabina di regia unica e di un’azione immediata!”.
Il Senatore della Repubblica Marco Silvestroni ha ricordato l’impegno che ACEA sta portando avanti per dare il suo contributo al progetto: “Spesso le mie sollecitazioni sono rivolte contro la Acea, colpevole di mettere in crisi la vita di questo nostro bellissimo lago Albano, ma ora devo dire che Acea sta portando avanti con grande serietà e senso di responsabilità il voler comunque contribuire a salvare il lago, perché ha già ricevuto 25 milioni e ha già chiuso, su 11 pozzi aperti che si era impegnata a chiudere, quattro e nel 2029, mi sembra, dovrà arrivare tutti gli altri pozzi…”.
Anche il Consigliere Regione Lazio Daniele Leodori ha sottolineato l’importanza di essere presente a questo tavolo come “un momento di confronto importante, la situazione è a rischio ma oggi c’è la consapevolezza della sua gravità e nel più breve tempo possibile dobbiamo cercare di utilizzare le risorse messe a disposizione, ora abbiamo questa consapevolezza e abbiamo iniziato una strada che si prevede virtuosa, questo è l’augurio che faccio per il futuro!”.
Intervento mirato a spiegare il lavoro svolto e gli obiettivi futuri del gestore, quello di Marco Salis, Presidente ACEA ATO 2, il quale ha così delineato: “Il gestore già dal 2003 ha attuato una serie di interventi che, ovviamente, negli anni della sua gestione hanno portato a limitare quelli che erano dapprima le criticità di erogazione dell’acqua su questi territori, criticità di erogazione di acqua e, soprattutto, hanno generato quella che è una resilienza del sistema in special modo per l’estate. Grazie alla sfida del PNRR, dal 2023 si ha avuta la possibilità di mettere in opera acquedotti che hanno permesso di sostituire quelle che sono le fonti in essere”.
“Nel 2005, proprio sotto il coordinamento del professor Casini, si è creato un tavolo tecnico, poi con gli interventi che sono stati individuati attraverso un’analisi razionale, abbiamo individuato 16 pozzi, li abbiamo incominciati a ricollegare con le reti e li abbiamo spenti. Abbiamo individuato 400 litri che devono essere dismessi, cioè non devono essere più presi e nell’ambito del cronoprogramma ne dovevamo spegnere 50 litri nel 2029, beh, noi siamo già arrivati a 37 litri nel 2026. Le opere ovviamente vengono poste in essere ma non bastano…!”.
L’iniziativa “Verso gli Stati Generali dell’acqua e del territorio” rappresenta, così, il cuore pulsante del progetto di azione comune. Un percorso pragmatico nato dall’urgenza di affrontare la crisi idrica ma rivolto pure a delineare una strategia di salvaguardia per l’intero ecosistema di tutti i Castelli Romani, creando una sinergia tra più forze: Comuni, Regione Lazio, Enti scientifici, superando quella frammentazione del passato per creare un piano unico.
Al termine delle tavole rotonde, poi le consegne del Premio, presso il Saroli Club sul lungolago, a personalità e istituzioni che si sono distinte per un impegno costante e concreto per la tutela e valorizzazione dell’ambiente e della comunità del territorio.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link





