#Finsubito news – Rifugio di Miki Pig, il santuario di animali liberi della Sardegna: la storia di Alessia Corbu, da Sassari a Telti per amore


Telti Nel Rifugio di Miki Pig l’aria ha il profumo della libertà. È l’odore della terra e del fieno che si mescolano alla macchia mediterranea. È quello di Miki, Sam, Ornella, Rocco, Angie, Maddy e degli altri animali che vivono tra i sei ettari di campagna gallurese. Oltre il cancello d’ingresso hanno ritrovato qualcosa che avevano perduto: il diritto di esistere senza essere più considerati un bene, un prodotto o uno strumento. Benvenuti al Rifugio di Miki Pig, a Telti, l’unico santuario di animali liberi della Sardegna. Un luogo che prova a dare alla parola “santuario” il suo significato più autentico: uno spazio in cui la vita degli animali è considerata sacra, inviolabile, da proteggere. Chi arriva dopo un maltrattamento, un abbandono o un sequestro disposto dall’autorità giudiziaria non trova un ricovero temporaneo in attesa di una nuova sistemazione. Trova una casa per sempre. «Gli animali che entrano qui non verranno mai più venduti, ceduti o trasferiti. Smettono di essere cose e tornano a essere individui», spiega Alessia Corbu, che ha creato e gestisce il rifugio.

La scelta di Alessia: vendere casa e costruire un santuario

Il rapporto di Alessia con gli animali comincia molto prima dell’apertura del rifugio, sei anni fa. Attivista della Lav dal 2016, per anni responsabile della sede di Sassari e oggi volontaria dell’associazione, ha raccolto nel tempo decine di segnalazioni di animali in difficoltà. Cavalli, asini, maiali, capre. Animali sottratti a situazioni di maltrattamento o recuperati dopo essere stati abbandonati. Il problema, però, tornava sempre: una volta salvati, spesso mancava un luogo dove accoglierli. Da quella consapevolezza nasce la scelta che cambia la sua vita. Alessia vende la sua casa, acquista sei ettari di terreno nella campagna gallurese, a Telti, e nel 2019 comincia a costruire quello che oggi definisce il suo progetto di vita. Il santuario viene inaugurato nel 2020 e da allora diventa un approdo sicuro per animali che difficilmente troverebbero un’altra collocazione.

Le giornate tra lavoro e rifugio

Quarantasette anni, sales specialist per un’azienda di dispositivi medici negli ospedali del nord Sardegna, Alessia divide le sue giornate tra il lavoro e il rifugio. La mattina si comincia presto. Prima di uscire passa tra i recinti, distribuisce acqua e cibo, prepara il latte per i più piccoli, controlla gli animali che seguono una terapia. Un’ora per rispettare una tabella di marcia affinata nel tempo. Nel fine settimana arrivano i lavori più impegnativi: manutenzione, organizzazione degli eventi, raccolte fondi, gestione della comunicazione sui social. «C’è tanto sacrificio, ma sono profondamente convinta della mia scelta».

Nessun giudizio, nessun pregiudizio

Dal 2024 il Rifugio di Miki Pig fa parte della Rete dei Santuari italiani e ne condivide la Carta dei valori. L’accoglienza degli animali è solo una parte della missione. L’altra è provare a cambiare lo sguardo delle persone. Non attraverso il giudizio, ma attraverso la conoscenza. «Non organizziamo eventi solo per vegetariani o vegani. Vogliamo incontrare soprattutto chi è curioso, chi vuole conoscere questa realtà. Senza giudizi, senza pregiudizi».

Miki, Maddy, Angie e gli altri abitanti del rifugio

Tra gli abitanti del santuario il più famoso è Michele Pig, per tutti Miki. Un enorme maiale che trascorre le giornate tra lunghe soste al sole e bagni di fango, seguendo semplicemente la sua natura. È la mascotte del rifugio. Nel gennaio del 2020 era riuscito a fuggire da un allevamento abusivo. È stato il primo animale accolto da Alessia.

Poi c’è Maddy, la cinghialetta arrivata da La Maddalena attraverso un affidamento Lav-Regione Sardegna. Era stata salvata dopo il ferimento di una zampa che l’ha resa zoppa. Per due anni ha vissuto in una gabbia nel Centro di Bonassai. Al rifugio ha riconquistato la libertà.

C’è Angie, un’agnellina recuperata lungo la statale 131 quando era ormai quasi morta. Ci sono le caprette Rocco e Ornella, dolcissime e mansuete. E Sam, un bue di circa nove quintali con la tendenza ad abbattere le recinzioni per andare incontro alle persone. E ancora cavalli, pony, pecore, capre, conigli, galline, tartarughe. Mentre Alessia continua il suo giro tra i recinti, Miki torna a sdraiarsi nel fango. Gli altri animali si muovono tranquilli tra gli alberi. Il vento porta ancora il profumo della campagna gallurese. E della libertà.

Nessun finanziamento pubblico, solo aiuti del cuore 

Mandare avanti un santuario significa affrontare ogni giorno anche una sfida economica. A differenza di altre strutture che ospitano animali, queste realtà non ricevono finanziamenti o sovvenzioni pubbliche. Il sostegno arriva dall’autofinanziamento: visite, raccolte fondi, aperitivi e cene solidali, gadget e adozioni a distanza. Per contribuire al mantenimento del progetto Alessia Corbu ha scelto di aprire anche un B&B all’interno del rifugio. Chi soggiorna può così vivere il santuario dall’interno e, allo stesso tempo, contribuire alle sue attività. Tra gli obiettivi più vicini c’è il completamento del nuovo fienile, che consentirà di conservare le scorte di fieno all’asciutto per mesi. Per raccogliere i fondi necessari è stato realizzato anche un fumetto dedicato alla cinghialetta Maddy.

Ma c’è una necessità che diventa sempre più urgente con la crescita del santuario: assistere gli animali durante la vecchiaia e curare le malattie che emergono con il passare degli anni. Per questo Alessia cerca un professionista veterinario disposto a collaborare con il Rifugio, garantendo agli ospiti cure basate sul rispetto e sull’etica professionale. Nel futuro c’è anche la valorizzazione della parte boschiva del rifugio e la creazione di un percorso esperienziale destinato alle scuole, con attività dedicate all’educazione civica e alla sensibilizzazione.

Aperitivi e visite con gli animali

I profili Instagram e Facebook del Rifugio vengono aggiornati quotidianamente. Attraverso i reel di Alessia è possibile seguire il lavoro quotidiano, conoscere gli animali ospitati, rimanere aggiornati sulle raccolte fondi e sugli eventi. Sono diversi i modi per sostenere il santuario: dalle donazioni di un euro attraverso Teaming alle adozioni a distanza, fino alla partecipazione agli aperitivi e ai pranzi solidali. 




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