#Finsubito news – Affitti brevi, la Puglia approva la legge: i Comuni potranno limitare le locazioni turistiche


Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato a maggioranza, con 29 voti favorevoli, la legge sugli affitti brevi, al termine di oltre due ore di dibattito in Aula. Il provvedimento riguarda 39 Comuni ad alta densità turistica e i capoluoghi di provincia, consentendo alle amministrazioni di individuare aree in cui introdurre criteri e limiti per l’avvio di nuove attività di locazione turistica. Le decisioni dovranno tenere conto della popolazione residente, della disponibilità di abitazioni e delle caratteristiche del territorio. La norma uniforma inoltre le procedure amministrative, prevedendo la Scia per le attività imprenditoriali e la comunicazione di inizio attività (Cia) per quelle non imprenditoriali, oltre a una disciplina transitoria per le attività già esistenti.

Il presidente della Regione, Antonio Decaro, ha chiarito che l’obiettivo non è contrastare il turismo, che contribuisce per il 17% al Pil regionale, né cancellare gli affitti brevi, ma riequilibrare le aree interessate da fenomeni di overtourism e tutelare il diritto alla casa di residenti, studenti e famiglie. Decaro ha richiamato i numeri dell’offerta ricettiva pugliese: circa 100mila posti letto nelle strutture alberghiere, 180mila nei B&B e 280mila nelle locazioni brevi. «Non vogliamo eliminarli, ma dare ai Comuni gli strumenti per governare il fenomeno», è la linea sostenuta dal governatore.

Per il capogruppo del Pd, Stefano Minerva, «il turismo è stato uno straordinario motore di crescita per la Puglia, ma il compito della politica è governare lo sviluppo tenendo insieme le opportunità economiche e i diritti delle persone». La legge, ha aggiunto, «non impone divieti, ma dà ai Comuni gli strumenti per pianificare, tutelare la residenzialità e preservare l’identità dei territori». Sulla stessa linea la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Maria La Ghezza, secondo cui la norma offre alle amministrazioni interessate da significativi flussi turistici la possibilità di governare le trasformazioni in base alle caratteristiche e alle esigenze locali. Anche la presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone, ha sottolineato la necessità di proteggere insieme turismo e diritto all’abitare, valorizzando il ruolo dei sindaci e il confronto con residenti, operatori e associazioni.

Di segno opposto le reazioni delle opposizioni. Fratelli d’Italia, che ha votato contro, considera la legge lesiva dei principi costituzionali a tutela della proprietà privata e della libertà di iniziativa economica, richiamando gli articoli 3 e 41 della Carta. Per il gruppo, la norma è «dirigista, punitiva e ideologica»: rischierebbe di limitare l’ingresso di nuove attività e di penalizzare soprattutto i piccoli proprietari, senza risolvere la carenza di alloggi per studenti e famiglie. I consiglieri contestano inoltre il possibile ricorso a tetti, obblighi e procedure amministrative complesse da parte dei Comuni.

Durissimo anche il giudizio di Marcello Lanotte, consigliere regionale di Forza Italia, che definisce il provvedimento «una legge di ispirazione sovietica». Secondo Lanotte, con il pretesto di affrontare l’emergenza abitativa si finirebbe per punire la proprietà privata, penalizzando anche pensionati, giovani coppie e piccoli proprietari. La norma, sostiene, potrebbe favorire gli operatori già presenti sul mercato e comprimere la libertà economica. Per il centrodestra, la risposta alla crisi abitativa dovrebbe passare soprattutto da investimenti nell’edilizia pubblica e sociale, da nuove politiche per l’affitto tradizionale e dalla semplificazione burocratica.

A favore della legge si sono espressi sindacati e associazioni studentesche, che chiedono ora ai Comuni di applicarla, a partire da Bari. Fillea Cgil Puglia ha evidenziato che lo sviluppo turistico non può avvenire a scapito di lavoratori, giovani e famiglie, sollecitando interventi anche su edilizia sociale, recupero del patrimonio immobiliare e salari. Sulla stessa linea Rete Puglia, Unione degli universitari di Bari e Zona Franka, che considerano la casa un diritto fondamentale e chiedono di affiancare alla regolamentazione degli affitti brevi misure per aumentare l’offerta di alloggi pubblici e posti letto universitari. La partita si sposta ora sui Comuni, chiamati a tradurre la nuova cornice regionale in regole concrete per i rispettivi territori.

Anche il sindaco di Bari, Vito Leccese, esprime soddisfazione per l’approvazione della legge regionale che introduce nuove disposizioni per la regolamentazione degli affitti brevi, mettendo a disposizione delle amministrazioni locali nuovi strumenti per governare il fenomeno. «L’approvazione della legge regionale sugli affitti brevi . dice – rappresenta un passo avanti fondamentale per affrontare il tema dell’abitare. Finalmente le amministrazioni locali avranno a disposizione un primo strumento normativo per governare un fenomeno che, soprattutto nelle città a maggiore vocazione turistica, sta producendo effetti sempre più evidenti sul mercato abitativo». «Ringrazio il presidente Antonio Decaro, che ha mantenuto l’impegno assunto con la comunità pugliese e con quanti – sottolinea – credono nella necessità di intervenire per governare il fenomeno degli affitti brevi, contrastare le distorsioni del mercato immobiliare e tutelare il diritto alla casa. Pochi giorni fa, incontrando gli studenti che manifestavano, avevo assunto l’impegno di lavorare immediatamente per rendere operative anche a Bari le novità introdotte dalla legge. È quello che faremo, nella convinzione che il turismo debba continuare a rappresentare un’opportunità di crescita per la nostra città, senza compromettere il diritto dei cittadini ad abitarla». «Sappiamo, però, che questo – conclude – è soltanto un primo passo. Occorre intervenire anche attraverso la realizzazione di nuove residenze, il contrasto all’abusivismo e politiche pubbliche capaci di ampliare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili. Su questo ci aspettiamo un impegno concreto anche da parte del Governo. Le dinamiche speculative che interessano il mercato immobiliare non conoscono confini amministrativi e richiedono regole e interventi anche a livello nazionale».


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