#Finsubito news – energia, reciprocità e sovranità alimentare sono le priorità. UE sia più presente


Forum Coldiretti, Prandini: energia, reciprocità e sovranità alimentare sono le priorità. UE sia più presente

“La storia di questa grande organizzazione dimostra che Coldiretti sa mettere in campo proposte e idee, ma anche essere riconoscente nei confronti di chi le ha ascoltate. Non è scontato, nemmeno per le organizzazioni di rappresentanza, creare un dibattito trasversale e sfidante come quello che si sta sviluppando oggi, a livello europeo”, così il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, in chiusura del primo giorno del Forum Coldiretti 2026 in corso di svolgimento a Roma.

Voglio sottolineare che negli ultimi anni non è rimasto tutto fermo. Uno dei temi di maggiore attualità è il caro energia. L’Italia è uno dei pochissimi Paesi che ha continuato a intervenire sul gasolio agricolo attraverso le accise, con un sostegno all’agricoltura che vale un miliardo di euro all’anno. A questo si sono aggiunti il credito d’imposta, per altri 100 milioni di euro, e gli interventi sui fertilizzanti, per 160 milioni. Abbiamo inoltre puntato sullo sviluppo dei pannelli fotovoltaici, che ci hanno permesso di contenere costi che oggi sarebbero diventati assolutamente proibitivi.

Abbiamo risolto tutti i problemi? No. Quello che stiamo vivendo è una situazione geopolitica internazionale che mette in discussione gli equilibri economici e la pace di cui abbiamo goduto per 80 anni. L’aumento dei costi energetici ha avuto conseguenze dirette sulla vita dei nostri agricoltori: il gasolio è passato da 80 centesimi a 1,60 euro.

Da un lato è stato introdotto il credito d’imposta, dall’altro il Governo ha lavorato attraverso il dialogo. Anche Coldiretti ha cercato di coinvolgere direttamente le Regioni: sono già nove quelle che hanno deliberato sulla base di una proposta che dimostra una capacità di interlocuzione politica e di rappresentanza. Le risorse messe a disposizione hanno consentito, nella maggior parte di queste Regioni, di riportare il prezzo sotto un euro.

Non abbiamo risolto tutti i problemi. Dobbiamo continuare a lavorare con costanza, continuità e lungimiranza, favorendo il dialogo per ottenere risposte importanti”.

Dall’emergenza alla programmazione

“Accanto alla gestione delle emergenze dobbiamo mettere in campo la progettualità. Senza programmazione non si risolvono i problemi. Già sette anni fa, attraverso un’interlocuzione diretta con il nostro segretario generale, avevamo posto la questione dei bacini di accumulo idrico, quando ancora non ci trovavamo nella situazione emergenziale che conosciamo oggi.

La realizzazione dei bacini non rappresenta una risposta rivolta soltanto al comparto agricolo. Riguarda anche la gestione dei dati, il raffreddamento dei processori e lo sviluppo dell’energia idroelettrica, che è tra le fonti più sostenibili e a minor costo.

Significa, inoltre, dare una risposta concreta al principio della sovranità agroalimentare, recuperando un milione di ettari di terreno. Portare l’acqua e sviluppare le filiere cerealicole permetterebbe di creare le condizioni per triplicare le rese anche nelle aree del Mezzogiorno.

In questo modo verrebbe meno anche la giustificazione di chi sostiene che dobbiamo importare grano perché non ne produciamo a sufficienza”.

Reciprocità e filiere cerealicole

“Dobbiamo affermare il principio della reciprocità. Ci battiamo per aumentare la capacità produttiva italiana e, sul fronte del Mercosur, siamo riusciti a portare questo principio al centro del dibattito. In Europa, fino a qualche tempo fa, si parlava poco di reciprocità. Oggi è diventato un termine comune nel confronto economico.

Resta però una questione aperta, soprattutto per le filiere cerealicole. È giusto vietare ai nostri agricoltori l’utilizzo del glifosate per l’essiccazione del grano e poi continuare a favorire le importazioni da Paesi come il Canada, dove vengono applicate regole differenti?

Questo non significa essere contrari agli accordi di libero scambio o all’internazionalizzazione. Mai come in questi anni abbiamo sostenuto l’internazionalizzazione come principio di crescita e sviluppo.

La sfida che chiediamo al Governo italiano è continuare a mantenere alta l’attenzione a livello europeo, senza piegarsi alle logiche delle lobby e delle multinazionali. Lo vediamo anche sul tema dei cibi ultraprocessati e ultraformulati, che contribuiscono a globalizzare il modello produttivo e possono provocare danni alla salute dei cittadini”.

Mense pubbliche e qualità del cibo

“Nella prossima legge di Bilancio chiederemo anche una norma semplice e a costo zero sulle mense pubbliche. In primo luogo, vogliamo che la competenza torni al Ministero dell’Agricoltura, perché oggi è attribuita al Ministero dell’Ambiente. Inoltre, dobbiamo passare da un sistema che privilegia il cibo al minor costo a un’offerta che ne valorizzi la qualità.

Si tratta di una risposta anche sul piano sociale, rivolta alle famiglie che non possono permettersi pasti di qualità per i propri figli. L’intervento pubblico può generare risparmi per il sistema sanitario, ma soprattutto rappresenta una questione di giustizia sociale: ogni bambino deve avere a disposizione almeno un pasto di qualità al giorno”.

Europa, politica e tutela dei settori produttivi

“Ci auguriamo che l’Europa recuperi il ruolo politico e la capacità di compiere scelte che ha smesso di esercitare da oltre 15 anni. Le decisioni politiche sono state progressivamente sostituite dalla visione delle lobby economiche, assecondate dalla tecnocrazia. È un lusso che non possiamo permetterci, perché così vengono meno le risposte alle esigenze dei cittadini.

Oggi abbiamo bisogno di un’Europa che abbia il coraggio di ricorrere a un debito comune a sostegno dei settori produttivi, anziché limitarsi a consentire ai singoli Stati deroghe al Patto di stabilità che finiscono per incidere sui rispettivi debiti pubblici.

Se non favoriamo politiche comparabili tra gli Stati membri, a partire dall’agricoltura, e non portiamo l’Europa a competere a livello globale, rischiamo di alimentare una concorrenza interna ai confini europei che finirebbe per indebolirci. I cittadini europei non lo meritano.

Coldiretti è fortemente europeista e continuerà a battersi per un’Europa diversa da quella conosciuta in questi anni, che ha favorito anche la delocalizzazione. Oggi siamo in difficoltà sulle filiere energetiche perché abbiamo preferito acquistare altrove ciò che potevamo produrre in Europa.

Pensiamo ai fertilizzanti: non è vero che non li producessimo. Abbiamo scelto di acquistarli da altri Paesi perché costavano meno, mentre le aziende europee chiudevano. Il risultato è che, in una situazione di incertezza politica, il costo di acquisto dei fertilizzanti è aumentato del 100% e non abbiamo neppure la certezza della disponibilità del prodotto.

Lo stesso è accaduto con le raffinerie e con altri sistemi produttivi. Un ulteriore errore è stato quello commesso nella filiera dell’automotive.

Dobbiamo recuperare una visione strategica e una nuova prospettiva politica, investendo nei settori che possono generare valore aggiunto. Tra questi c’è il tema degli stoccaggi: possiamo accettare che l’Europa non riesca a mettere in campo una politica in questo ambito, utile anche a risolvere le criticità delle filiere cerealicole?

Quando il prezzo scende, si può ritirare il prodotto dal mercato; quando torna a crescere, lo si può reimmettere. È un meccanismo che altri Paesi hanno già sviluppato. La Cina, per esempio, produce il 18% dei cereali a livello globale, ma ne detiene il 60% delle scorte.

Continuo a ribadire che l’arma più potente a nostra disposizione è il cibo. Realizzare una politica europea degli stoccaggi ci consentirebbe di favorire il dialogo con i Paesi in via di sviluppo, che oggi si rivolgono ad altri interlocutori globali e non considerano pienamente le opportunità offerte dall’Europa. Potremmo contribuire alla loro stabilità sociale e, allo stesso tempo, creare occasioni di crescita economica per noi”.

Origine dei prodotti e identità alimentare

“Serve grande coraggio per garantire la trasparenza sull’origine dei prodotti agroalimentari. L’Italia ha saputo dimostrarlo introducendo l’obbligo di indicazione dell’origine su diverse categorie di prodotti.

Dobbiamo proseguire su questa strada. L’Europa vorrebbe introdurre un obbligo di origine valido per tutti gli Stati membri, ma è una cosa diversa rispetto alla possibilità di indicare l’origine specifica per ciascun Paese.

Il cibo non è un semplice prodotto economico. Questo può valere per alcune produzioni industriali, ma il cibo è cultura, identità e il risultato di un percorso che dura da millenni. Non accettiamo che venga standardizzata o ridotta l’identità del nostro popolo.

Ripartendo dall’obbligo di indicazione dell’origine possiamo contrastare gli interessi economici che cercano di condizionarci e imporre una standardizzazione derivante da un modello di globalizzazione che, anziché consentire ai singoli Paesi di esprimersi, finisce per schiacciarli.

Sono convinto che il cibo possa rappresentare il punto di ripartenza in termini di democrazia, identità e visione. Proprio per questo ritengo che Coldiretti sia oggi un soggetto credibile nel contesto europeo per promuovere queste politiche, perché ha saputo intuirle prima di chiunque altro”.





#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม