Coi camion fermi, corre la speculazione. I consumatori hanno paura di ritrovarsi di fronte a quanto è (già) avvenuto ai tempi del lockdown. La protesta dei tir contro il caro gasolio ha messo sotto pressione le filiere. Tutte. Specialmente al Sud. I primi segnali, le conseguenze dei blocchi e degli stop, sono nel vuoto che c’è tra gli scaffali del supermercato. Prima il reparto del “fresco”. Poi, chissà. Dalla Sicilia e fino alla Campania, passando per la Puglia e il resto del Sud. Ma il peso, e le mancate consegne, si fanno già sentire anche altrove, in Italia. Prima al Centro, poi al Nord.
Tir fermi, market vuoti
Federdistribuzione, la sigla che raccoglie le imprese della Gdo, lo ha messo nero su bianco in una nota. In cui ha espresso “forte preoccupazione per il blocco dell’autotrasporto che sta interessando diverse aree del Sud Italia, in particolare in Sicilia, Puglia e Campania”. La protesta sta avendo delle conseguenze, serie, sull’intera filiera: “Una mobilitazione motivata dal forte aumento dei prezzi di carburanti ed energia ma che sta generando criticità nella catena degli approvvigionamenti, soprattutto per i prodotti freschi e deperibili, con possibili ripercussioni sulla regolare disponibilità dei prodotti nei punti vendita”. Se non c’è disponibilità regolare, i rischi dell’insorgere della speculazione ci sono tutti.
La paura numero uno
Come temono i consumatori del Codacons. “Da un lato nelle prossime ore potrebbero verificarsi carenze di beni essenziali negli scaffali dei supermercati, con particolare riferimento ai prodotti alimentari. Dall’altro il pericolo è che possano verificarsi speculazioni lungo la filiera che sfruttano l’attuale emergenza in corso per attuare rincari ingiustificati dei prezzi al dettaglio”
I disagi, però, potrebbero presto allargarsi anche ad altri settori merceologici. Come sottolinea il vicepresidente di Confcommercio, presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo. “Preoccupano sempre di più gli effetti dei blocchi dell’autotrasporto che stanno interessando diverse aree del Paese, soprattutto nel Mezzogiorno, e che stanno già provocando difficoltà nei rifornimenti di negozi e supermercati, in particolare per i prodotti alimentari freschi e deperibili, ma anche per altre merci, come elettrodomestici e prodotti di elettronica di consumo”.
Oggi l’appuntamento al Mit
L’appello, quindi, è che tutto rientri il prima possibile: “Auspichiamo che dall’incontro con il ministro Salvini arrivino risposte concrete e immediate alle difficoltà dell’autotrasporto, creando le condizioni per una rapida rimozione dei blocchi e il ripristino della regolare distribuzione delle merci. Occorre evitare che una crisi già pesante per il settore dei trasporti si trasformi in un’emergenza per l’intera filiera commerciale e per i consumatori”. Insomma, tutti i fari son puntati sull’incontro di oggi al Ministero dei Trasporti.
Salvini apre: “Faremo il possibile”
Il vicepremier ha tutte le buone intenzioni a differenza di quelle che nutre nei confronti dei cortei di Milano: “Sono in contatto da giorni con gli autotrasportatori, che hanno problemi contingenti più evidenti rispetto ai cretini che hanno svaligiato Foot Locker. Quella è gente che ha problemi a pagare il mutuo e a portare a casa i soldi a fine mese. Cercheremo di fare tutto il possibile sbloccando fondi già esistenti e rallentati per motivi burocratici e mettendo altri soldi per superare degli ostacoli e delle tasse europee che in questo momento sono insostenibili”.
La cronaca di una giornata di passione
La giornata di ieri ha consegnato alle cronache un lunedì nero. Tra blocchi diffusi, lunghe code e frutta a marcire sui rimorchi mentre, nei supermercati, non c’era quasi più nulla sui banchi. In Campania, dove secondo Confesercenti mancano 48 ore prima che la Gdo si ritrovi senza più nulla da vendere, si son registrati blocchi sull’A30, a Caserta. Pure a Napoli è stata bloccato un varco d’accesso al porto. In Puglia gli autotrasportatori hanno sfilato in corteo. Qui, a protestare, anche la filiera dell’olio. Le immagini dei supermercati di Palermo, praticamente deserti e vuoti, hanno fatto scattare l’allarme mentre in ogni angolo dell’Isola, dal capoluogo e fino a Catania e Messina, si moltiplicavano i presidi.
LEGGI QUI TUTTE LE NEWS DI ECONOMIA
Leggi anche:
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link


