Il posto fisso offre stabilità, ma non mette necessariamente al riparo dagli imprevisti. Il 77% dei dipendenti pubblici si dichiara soddisfatto della propria qualità della vita; allo stesso tempo, più di uno su quattro non riesce a risparmiare con regolarità. È quanto emerge dall’indagine CQ4U Lab di Compass, condotta da Ipsos Doxa tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 2025 su 405 dipendenti pubblici tra i 18 e i 65 anni.
Ne emerge un equilibrio economico spesso delicato: i dipendenti pubblici sostengono il bilancio della propria casa e, in molti casi, anche quello dei familiari, con margini limitati per assorbire spese inattese.
Il 77% dei dipendenti pubblici è soddisfatto della propria vita, ma il 28% non riesce a risparmiare con regolarità
La soddisfazione per la propria vita è complessivamente elevata: il 16% dei dipendenti pubblici si dice molto soddisfatto e il 61% abbastanza soddisfatto. La quota complessiva raggiunge così il 77% e sale all’84% nel Sud e nelle Isole.
Sul fronte del risparmio, però, il quadro è meno solido. Negli ultimi dodici mesi il 28% degli intervistati non è riuscito ad accantonare denaro con regolarità: per il 22% le entrate sono state assorbite dalle spese, mentre il 6% ha registrato uscite superiori alle entrate.
A confermare la pressione sui bilanci è un altro dato: il 54% afferma che le entrate disponibili consentono di mantenere il tenore di vita desiderato soltanto in parte.
Davanti a una spesa imprevista da 10mila euro, il 31% dei dipendenti pubblici chiederebbe un prestito
L’indagine ha posto agli intervistati una situazione concreta: come affronterebbero una spesa imprevista da 10mila euro? Il 39% attingerebbe ai propri risparmi, il 31% chiederebbe un prestito e il 14% si rivolgerebbe alla famiglia. Il 13%, invece, dichiara che non sarebbe in grado di sostenerla.
Per chi valuta il ricorso al credito, conoscere in anticipo costi, tempi e condizioni può aiutare a compiere una scelta più consapevole. Il prestito online di Compass parte da una simulazione senza impegno, che presenta un esempio rappresentativo con le diverse voci di costo. Prevede inoltre un TAN fisso e una rata costante per l’intera durata del rimborso; in presenza di documentazione completa, l’esito della richiesta viene comunicato generalmente entro il giorno lavorativo successivo.
Il confronto con il settore privato aggiunge un ulteriore elemento di lettura. Nell’indagine gemella CQ4U Lab sui dipendenti privati, realizzata nello stesso periodo e con la stessa metodologia su 402 lavoratori, il 50% dichiara che utilizzerebbe i risparmi per sostenere una spesa imprevista da 10mila euro; la quota di chi non potrebbe affrontarla si ferma invece al 6%.
Nel confronto tra i due campioni, dunque, i dipendenti pubblici mostrano una minore disponibilità di risparmi a cui attingere in caso di necessità.
| Spesa imprevista da 10mila euro: cosa faresti? | Dipendenti pubblici | Dipendenti privati |
| Userei i miei risparmi | 39% | 50% |
| Chiederei un prestito | 31% | 28% |
| Chiederei aiuto alla famiglia | 14% | 16% |
| Non potrei affrontarla | 13% | 6% |
I risultati descrivono differenze tra due campioni e non vanno interpretati come una regola generale: lo scarto più ampio riguarda comunque il ricorso ai risparmi, con una distanza di 11 punti.
Il 94% dei dipendenti pubblici si sente in dovere di aiutare economicamente la famiglia
A incidere sui bilanci non sono soltanto le spese personali. Il 94% degli intervistati ritiene di avere il dovere di sostenere un familiare in difficoltà economica; per il 54% questa responsabilità viene prima di tutto, anche quando comporta sacrifici.
Un impegno che spesso si traduce in un aiuto concreto. Negli ultimi dodici mesi, infatti, il 42% dei dipendenti pubblici ha sostenuto economicamente figli già usciti dal nucleo familiare originale o altri parenti non conviventi. Tra chi è intervenuto, il 29% ha contribuito al pagamento di bollette e spese quotidiane, il 27% ha sostenuto costi per istruzione e formazione e il 26% spese sanitarie.
Questa funzione di sostegno emerge anche dalla percezione del proprio ruolo familiare: il 68% si considera un punto di riferimento economico e il 47% dichiara di essere la persona con il reddito più elevato nella famiglia allargata. Tra gli uomini la quota sale al 60%.
Il 62% dei dipendenti pubblici ha rinunciato o rimandato una spesa importante negli ultimi tre anni
La disponibilità economica condiziona anche i progetti di medio periodo. Negli ultimi tre anni il 62% dei dipendenti pubblici ha rinunciato o rimandato almeno una spesa o un progetto importante per mancanza di denaro. Per il 21% le rinunce sono state più di una.
In cima alla lista compaiono viaggi e vacanze, indicati dal 47% di chi ha dovuto rinunciare a qualcosa. Seguono gli interventi sulla casa, come riparazioni e ristrutturazioni (43%), e l’acquisto di beni durevoli, tra cui auto ed elettrodomestici (40%). Il 21% ha rinviato cure mediche, un dato che segnala quanto ridotti possano diventare i margini di spesa.
Le priorità indicate per i prossimi tre anni riflettono la stessa esigenza di sicurezza: il progetto più citato, dal 49% degli intervistati, è accantonare denaro per far fronte alle spese impreviste.
Con un contratto a tempo determinato nella PA, quali documenti servono per chiedere un prestito personale?
Per supplenti, precari e personale con incarichi a termine, uno dei primi aspetti da chiarire riguarda la documentazione necessaria. Per richiedere un prestito personale a Compass, un lavoratore dipendente a tempo determinato deve presentare un documento di identità valido, il codice fiscale (per il quale è sufficiente la tessera sanitaria) e la busta paga, oltre alla documentazione che attesta la continuità del rapporto di lavoro.
Durante la valutazione della richiesta possono inoltre essere necessari documenti aggiuntivi, che vengono indicati direttamente dal consulente Compass.
Fonti
- CQ4U Lab di Compass, indagine sui dipendenti pubblici, gennaio 2026. Interviste CAWI condotte da Ipsos Doxa tra il 31 ottobre e il 10 novembre 2025 su 405 dipendenti pubblici tra i 18 e i 65 anni, margine di errore massimo di 4,9 punti percentuali con intervallo di confidenza al 95%.
- CQ4U Lab di Compass, indagine sui dipendenti privati, maggio 2026. Interviste CAWI condotte da Ipsos Doxa nello stesso periodo su 402 dipendenti privati tra i 18 e i 65 anni.
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