Nuove opportunità di formazione e inserimento nel mondo del lavoro per chi desidera acquisire esperienza all’interno della Pubblica Amministrazione. ANCI Lombardia ha pubblicato un nuovo avviso per selezionare 73 tirocinanti da inserire negli uffici e nei servizi degli enti locali, attraverso il programma DoteComune, con un’indennità mensile di 400 oppure 500 euro, in base all’orario settimanale previsto.
Le opportunità riguardano numerosi Comuni della Lombardia e comprendono attività negli uffici amministrativi, nelle biblioteche, nei servizi demografici, negli uffici tributi, nella Polizia Locale, nei servizi sociali, nella cultura e nella comunicazione digitale.
Concorsi e assunzioni sul tuo telefono.
Seguici gratis:
La selezione è rivolta a persone disoccupate, con almeno 18 anni di età, residenti o domiciliate in Lombardia. Non è previsto un limite massimo generale di età e l’avviso non stabilisce un diploma o una laurea obbligatori per tutti i progetti. Il titolo di studio posseduto sarà comunque considerato nella valutazione dei candidati.
I tirocini avranno una durata variabile di 3, 6, 9 oppure 12 mesi, con un impegno di 20 o 25 ore settimanali. Oltre all’esperienza pratica, i partecipanti seguiranno un percorso formativo e potranno ottenere un’attestazione delle competenze acquisite.
Non si tratta di assunzioni a tempo indeterminato, ma di tirocini extracurriculari retribuiti, finalizzati a favorire la formazione e l’inserimento o il reinserimento professionale.
Le domande devono essere presentate entro martedì 3 novembre 2026, seguendo le modalità indicate per il singolo Comune. L’avvio dei progetti è previsto a partire dal 3 dicembre 2026.
DoteComune 2026: 73 opportunità negli enti locali della Lombardia
Il nuovo avviso, identificato dal numero 17/2025 e pubblicato il 20 ottobre 2026, rientra nel programma DoteComune 2024-2025, promosso da Regione Lombardia e ANCI Lombardia in collaborazione con AnciLab e con gli enti locali aderenti.
L’iniziativa nasce per offrire alle persone disoccupate la possibilità di conoscere concretamente il funzionamento della Pubblica Amministrazione, partecipando ad attività formative all’interno degli uffici comunali.
L’obiettivo è duplice: da una parte sostenere l’acquisizione di competenze professionali spendibili nel mercato del lavoro, dall’altra permettere ai partecipanti di contribuire alle attività dei servizi pubblici locali.
Le 73 posizioni disponibili sono distribuite tra Comuni e altri enti locali lombardi, con progetti differenti per settore, durata e impegno settimanale.
Non tutti i percorsi riguardano mansioni amministrative tradizionali. Alcuni prevedono attività nelle biblioteche, altri nei servizi culturali, nel settore sociale, negli uffici tecnici e nei servizi rivolti direttamente ai cittadini.
Ogni candidato potrà scegliere l’esperienza più coerente con i propri interessi e con il proprio percorso formativo, rispettando però una regola fondamentale: è possibile presentare domanda per un solo progetto e presso un solo ente ospitante.
Dove sono disponibili i 73 tirocini: tutte le province interessate
Le opportunità sono distribuite in nove province lombarde, con una maggiore concentrazione nei territori di Brescia, Monza e Brianza, Milano e Como.
Questa è la ripartizione dei progetti indicata nell’avviso ufficiale.
Provincia di Brescia: 19 tirocini
Il territorio bresciano concentra il numero maggiore di opportunità.
Il Comune di Brescia mette a disposizione 13 tirocini, dei quali 12 nell’area amministrativa e uno nell’area culturale.
In particolare, sono previsti otto percorsi di 12 mesi con un impegno di 20 ore settimanali e cinque percorsi della stessa durata con un impegno di 25 ore.
Ulteriori opportunità sono disponibili nei Comuni di Desenzano del Garda, Lumezzane, Nave, Padenghe sul Garda, Saviore dell’Adamello e Toscolano Maderno.
Le attività comprendono servizi culturali, amministrativi, demografici, sociali e tributari.
Provincia di Monza e Brianza: 15 tirocini
Anche la provincia di Monza e Brianza presenta numerose posizioni.
Il Comune di Muggiò offre 7 tirocini, tutti della durata di 12 mesi e con un impegno di 20 ore settimanali.
Le attività riguardano differenti settori comunali, tra cui opere pubbliche, ambiente, servizi demografici, attività economico-finanziarie, cultura, sviluppo sostenibile e segreteria.
Sono inoltre disponibili due posizioni a Carate Brianza e due a Giussano, oltre a un tirocinio ciascuno nei Comuni di Biassono, Bovisio Masciago, Cesano Maderno e Meda.
Tra le opportunità figurano anche esperienze presso biblioteche e uffici della Polizia Locale.
Provincia di Milano: 12 tirocini
Nella provincia di Milano, il Comune con il numero maggiore di posizioni è Cinisello Balsamo, con 5 tirocini.
Quattro percorsi riguardano attività amministrative e uno il settore della comunicazione.
Il Comune di Pregnana Milanese offre invece due possibilità, una nell’ambito culturale e bibliotecario e una nei servizi sociali.
Sono disponibili ulteriori progetti a Basiglio, Busto Garolfo, Cuggiono e San Giuliano Milanese.
A queste opportunità si aggiunge un tirocinio presso l’Unione di Comuni Lombarda Adda Martesana, destinato al settore dei servizi sociali.
Provincia di Como: 11 tirocini
Nel Comasco sono disponibili 3 posizioni a Turate, destinate agli uffici Affari Generali e Protocollo, Biblioteca e Cultura, Segreteria e Polizia Locale.
Il Comune di Rovellasca offre invece due esperienze, una nell’Ufficio Tributi e una nell’area Lavori Pubblici.
Altri tirocini sono previsti ad Appiano Gentile, Capiago Intimiano, Inverigo, San Siro, Senna Comasco e Villa Guardia.
I settori interessati comprendono segreteria, servizi demografici, istruzione, biblioteca, cultura e attività amministrative.
Le altre province interessate
Completano la distribuzione:
- Bergamo: 7 tirocini, nei Comuni di Bolgare, Brembate, Gromo, Mapello, Mozzo, Osio Sopra e Scanzorosciate.
- Cremona: 3 tirocini, a Casalmaggiore, Pandino e Voltido.
- Lecco: 3 tirocini, di cui due a Imbersago e uno a Rogeno.
- Sondrio: 2 tirocini, entrambi presso il Comune di Morbegno.
- Varese: 1 tirocinio presso il Comune di Azzio.
La tabella completa contenuta nell’avviso ufficiale indica per ogni progetto il codice identificativo, la durata, l’orario, l’ufficio interessato e le modalità di presentazione della domanda.
Quali attività svolgeranno i tirocinanti negli uffici comunali
Le mansioni cambiano a seconda del progetto scelto e del settore nel quale il partecipante verrà inserito.
In generale, il programma permette di acquisire familiarità con l’organizzazione della Pubblica Amministrazione e con le attività quotidiane degli enti locali.
Uffici amministrativi, protocollo e segreteria
Una parte significativa dei tirocini riguarda le attività amministrative.
I partecipanti potranno affiancare il personale comunale nella gestione dei documenti, nell’organizzazione degli archivi, nelle comunicazioni e nelle altre attività previste dal progetto formativo.
L’esperienza può rappresentare un primo contatto con il funzionamento degli uffici pubblici, offrendo la possibilità di conoscere procedure e strumenti normalmente utilizzati dalle amministrazioni.
Biblioteche e servizi culturali
Alcuni Comuni prevedono percorsi nelle biblioteche civiche e nei servizi culturali.
Le attività potranno comprendere l’affiancamento al personale nella gestione dei servizi agli utenti, nell’organizzazione delle iniziative e nelle attività collegate al patrimonio librario e culturale.
Tra le località interessate figurano Biassono, Meda, Giussano, Inverigo, Desenzano del Garda e altri Comuni indicati nel bando.
Servizi demografici e anagrafe
Sono previste opportunità anche negli uffici che si occupano dei servizi rivolti ai cittadini.
I progetti riguardano, tra gli altri, attività negli uffici anagrafici e demografici, dove i tirocinanti potranno conoscere l’organizzazione dei servizi e le procedure amministrative di competenza comunale.
Servizi sociali e assistenza ai cittadini
Diversi enti ospitanti hanno previsto tirocini nell’ambito dei servizi alla persona.
L’esperienza potrà comprendere attività di supporto organizzativo agli uffici, gestione della corrispondenza, accoglienza e affiancamento nelle procedure amministrative.
Il programma ha carattere formativo e non attribuisce ai partecipanti le competenze riservate a professioni regolamentate come quella dell’assistente sociale.
Polizia Locale, tributi e uffici tecnici
Altri progetti riguardano le attività amministrative di supporto alla Polizia Locale, la gestione documentale dei tributi e i servizi tecnici.
Sono inoltre presenti percorsi collegati alle opere pubbliche, alla manutenzione, al patrimonio, alla tutela ambientale e all’organizzazione del territorio.
Anche in questi casi, i tirocinanti svolgeranno esclusivamente le attività previste dal progetto formativo, senza sostituire personale qualificato o assumere autonomamente funzioni riservate ai dipendenti pubblici.
Chi può partecipare: requisiti per i 73 tirocini
Il programma è rivolto a persone che si trovano in una situazione di disoccupazione e intendono acquisire nuove competenze professionali.
I requisiti generali prevedono:
- Età pari o superiore a 18 anni.
- Residenza oppure domicilio in Lombardia.
- Condizione di disoccupazione, secondo le disposizioni richiamate dall’avviso.
- Disponibilità a partecipare alle attività formative e a frequentare la sede del tirocinio secondo il calendario stabilito.
- Possesso e mantenimento delle condizioni richieste fino all’avvio del progetto.
L’avviso generale non stabilisce un limite massimo di età.
Di conseguenza, le opportunità non sono rivolte soltanto a giovani alla prima esperienza lavorativa, ma possono interessare anche adulti che desiderano rientrare nel mercato del lavoro.
Non possono partecipare le persone titolari di pensione di vecchiaia oppure di pensione anticipata.
Il documento contiene inoltre limitazioni per i soggetti occupati che non siano in condizione di partecipare regolarmente alle attività formative e di garantire la frequenza richiesta.
La verifica dei requisiti deve essere effettuata sulla base dell’avviso e della situazione individuale del candidato.
Serve il diploma oppure è sufficiente la licenza media?
L’avviso DoteComune non prevede un unico titolo di studio obbligatorio per tutti i 73 progetti.
Nell’articolo dedicato ai criteri generali di ammissibilità non viene stabilita una laurea o un diploma quinquennale come requisito comune.
Il titolo di studio assume comunque importanza nella fase di selezione, perché contribuisce al punteggio attribuito ai candidati.
Anche le eventuali specializzazioni, le conoscenze linguistiche e le competenze informatiche possono essere valutate.
È quindi importante distinguere l’ammissione al programma dalla valutazione del curriculum.
Non possedere una laurea non determina automaticamente l’esclusione, ma un candidato con un percorso formativo maggiormente coerente con il progetto può ottenere un punteggio superiore.
Chi possiede soltanto la licenza media può verificare la propria ammissibilità, prestando particolare attenzione alla tipologia di tirocinio prescelta e alle attività previste.
Possono partecipare anche i disoccupati che ricevono NASpI?
Sì. L’avviso ammette anche le persone che percepiscono ammortizzatori sociali, compatibilmente con le disposizioni applicabili.
Il documento richiama espressamente i beneficiari della NASpI e di altre indennità.
Sono inoltre contemplati, nelle condizioni previste dalla disciplina del programma, i beneficiari dell’Assegno di Inclusione e del Supporto per la Formazione e il Lavoro.
La partecipazione a DoteComune rientra infatti nelle iniziative di politica attiva finalizzate alla formazione e al reinserimento professionale.
Per i candidati selezionati è prevista la necessità di effettuare la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID) entro l’avvio del tirocinio, utilizzando i servizi del Ministero del Lavoro oppure rivolgendosi a un Centro per l’Impiego.
Lo stato di disoccupazione deve essere mantenuto fino all’inizio del percorso.
Per alcune categorie di beneficiari di sostegni economici sono inoltre previsti gli adempimenti relativi al Patto di Servizio Personalizzato, secondo le indicazioni contenute nel bando.
Prima di aderire, chi percepisce un’indennità dovrebbe verificare con il proprio Centro per l’Impiego l’applicazione delle regole alla situazione individuale.
Indennità mensile: 400 oppure 500 euro
Il programma prevede il riconoscimento di un’indennità economica, il cui importo dipende dall’impegno settimanale.
In particolare:
- 20 ore settimanali: 400 euro mensili.
- 25 ore settimanali: 500 euro mensili.
La scelta dell’orario non è libera, perché ciascun Comune ha già stabilito nella propria scheda il numero di ore previsto per il progetto.
L’indennità ha carattere forfettario ed è corrisposta mensilmente durante lo svolgimento del tirocinio, secondo le regole dell’accordo di regolamentazione.
Il documento specifica che le somme sono considerate reddito assimilato a quello di lavoro dipendente ai fini fiscali.
Non devono quindi essere confuse con uno stipendio contrattuale oppure con una retribuzione da lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato.
L’importo indicato dall’avviso è quello dell’indennità prevista, senza che sia possibile attribuire automaticamente a tutti i partecipanti un importo netto differente da quello risultante dal trattamento fiscale applicabile.
Quanto dura il tirocinio DoteComune
Le esperienze formative hanno una durata variabile, stabilita in anticipo dal Comune ospitante.
Il nuovo avviso prevede progetti di:
- 3 mesi.
- 6 mesi.
- 9 mesi.
- 12 mesi.
Per esempio, il Comune di Lumezzane offre un percorso di tre mesi nei servizi alla persona, mentre il Comune di Brescia prevede esperienze di dodici mesi.
Altri enti propongono percorsi semestrali oppure della durata di nove mesi.
I progetti di tre, sei e nove mesi possono essere prorogati, su richiesta motivata dell’ente ospitante e con il consenso scritto del partecipante, fino a un massimo di 12 mesi continuativi.
La proroga non è automatica e deve rispettare le condizioni previste dal programma.
Il tirocinio comprende sia attività pratiche presso l’ente locale sia momenti di formazione organizzata.
Formazione e certificazione delle competenze
DoteComune non consiste soltanto nello svolgimento di attività negli uffici pubblici.
Il programma prevede anche un percorso formativo strutturato, realizzato con il supporto di AnciLab, soggetto accreditato ai servizi di formazione e lavoro della Regione Lombardia.
L’obiettivo è permettere ai tirocinanti di acquisire competenze riconoscibili e utilizzabili anche in future esperienze professionali.
La formazione comprende contenuti collegati al funzionamento degli enti pubblici, alla sicurezza sul lavoro, all’innovazione, alla digitalizzazione e allo sviluppo sostenibile.
Per mantenere i benefici del programma è necessario frequentare almeno il 75% delle ore complessive di formazione d’aula previste, salvo le eccezioni giustificate contemplate dall’avviso.
È inoltre previsto il rilascio di un’attestazione di svolgimento del tirocinio per chi partecipa ad almeno il 70% della durata indicata nel progetto formativo individuale.
Al termine del percorso sarà possibile sostenere un esame per ottenere un’attestazione delle competenze eventualmente acquisite, secondo il Quadro Regionale degli Standard Professionali della Lombardia.
Il programma garantisce anche le coperture assicurative previste, comprese la tutela INAIL e la responsabilità civile verso terzi.
Come funziona la selezione: valutazione dei titoli e colloquio
Non è previsto un tradizionale concorso pubblico con prove scritte su diritto amministrativo, diritto costituzionale o ordinamento degli enti locali.
La selezione si svolgerà attraverso la valutazione del curriculum e un colloquio individuale, organizzato direttamente dall’ente ospitante.
Il punteggio massimo complessivo previsto è di 70 punti, distribuiti in questo modo:
- Titoli di studio: fino a 9 punti.
- Master, dottorati e specializzazioni post-laurea: fino a 3 punti.
- Conoscenze linguistiche e informatiche: fino a 8 punti.
- Colloquio individuale: fino a 50 punti.
Il colloquio rappresenta quindi la componente più importante della valutazione.
La Commissione prenderà in considerazione diversi elementi, tra cui le precedenti esperienze eventualmente utili, l’adeguatezza del candidato alle attività previste e l’interesse a partecipare.
Saranno inoltre valutate la conoscenza degli obiettivi del progetto, la motivazione ad acquisire nuove competenze e la capacità di adattarsi alle esigenze organizzative.
Per ciascuno di questi ambiti il bando prevede un massimo di 10 punti.
La mancata presentazione al colloquio comporterà la rinuncia alla selezione.
Cosa succede se arrivano troppe candidature?
Il bando disciplina anche le situazioni nelle quali il numero delle domande risulta particolarmente elevato.
Se per un determinato ente ospitante vengono presentate più di 10 candidature per ogni posto disponibile, oppure se arrivano almeno 100 domande, l’amministrazione potrà limitare il numero dei candidati convocati al colloquio.
In questi casi sarà possibile effettuare una prima selezione sulla base del curriculum e dei titoli dichiarati.
Il numero degli ammessi al colloquio dovrà comunque essere almeno pari a un quinto del totale delle candidature, secondo le condizioni stabilite nell’avviso.
La procedura mira a consentire una gestione organizzata delle selezioni senza eliminare la valutazione individuale dei candidati convocati.
Dove e quando inizieranno i tirocini
I progetti potranno essere attivati a partire dal 3 dicembre 2026, secondo la programmazione e le esigenze dei singoli enti ospitanti.
Le attività si svolgeranno prevalentemente nelle sedi comunali indicate nella tabella allegata al bando.
Non si tratta di un programma di lavoro interamente da remoto, anche se alcuni progetti possono comprendere attività informatiche, comunicazione digitale o gestione documentale.
I partecipanti dovranno frequentare le strutture individuate e rispettare gli orari concordati nell’ambito del progetto formativo.
L’organizzazione dei percorsi, comprese le attività e i momenti di formazione, sarà definita dall’ente ospitante in collaborazione con il soggetto promotore.
Come presentare domanda entro il 3 novembre 2026
Le candidature devono pervenire entro martedì 3 novembre 2026, utilizzando le modalità previste dal Comune o dall’ente locale prescelto.
Non esiste un’unica procedura online valida per tutti i 73 progetti.
L’avviso stabilisce infatti che ogni ente ospitante può individuare le proprie modalità di ricezione delle domande.
In base alla tabella ufficiale, le candidature possono essere presentate, a seconda dell’ente:
- Presso l’Ufficio Protocollo indicato nella scheda.
- Attraverso posta elettronica ordinaria, quando espressamente ammessa.
- Tramite PEC, secondo le condizioni riportate per il singolo Comune.
- Attraverso apposite piattaforme digitali, quando previste dall’amministrazione.
Per il Comune di Brescia, ad esempio, è prevista una procedura telematica dedicata, accessibile attraverso il sito istituzionale.
Per altri Comuni il bando indica l’indirizzo e-mail oppure la PEC dell’ufficio competente.
È fondamentale utilizzare soltanto il canale autorizzato dall’ente prescelto.
Nei casi in cui sia prevista la consegna a mano, bisogna rispettare gli orari di apertura degli uffici. Per le domande inviate tramite servizio postale, il bando fa riferimento alla data di acquisizione al protocollo dell’ente destinatario.
Non è quindi prudente attendere l’ultimo giorno senza aver verificato la modalità di ricezione.
Documenti necessari per partecipare
Per candidarsi occorre utilizzare l’Allegato 2 – Domanda di partecipazione, disponibile nelle pagine finali dell’avviso ufficiale.
Il modulo deve essere compilato indicando il progetto prescelto e i dati richiesti.
Alla domanda bisogna allegare:
- Curriculum vitae in formato europeo, firmato in originale.
- Copia di un documento d’identità valido.
- Copia del codice fiscale.
- Per i cittadini extra-UE, la documentazione relativa al soggiorno prevista dal bando.
- Per i titoli di studio conseguiti all’estero, la dichiarazione di valore del livello di scolarità raggiunto.
- Eventuali certificazioni relative a titoli e competenze che il candidato intende far valutare.
È necessario specificare correttamente il Comune ospitante e la durata del tirocinio scelto.
Il documento ufficiale ribadisce che si può partecipare a un solo progetto presso un solo ente. La presentazione di più domande comporta l’esclusione dalla procedura.
L’avviso non indica una tassa di concorso da pagare.
Bando ufficiale e link per candidarsi
La procedura è pubblicata da DoteComune e ANCI Lombardia con il riferimento:
Avviso pubblico n. 17/2025 del 20 ottobre 2026 – Selezione di 73 tirocinanti.
Per leggere tutte le disposizioni e scaricare il modello di domanda sono disponibili i seguenti collegamenti ufficiali.
Consulta l’avviso ufficiale DoteComune e scarica il bando con la domanda di partecipazione
Leggi la comunicazione ufficiale di ANCI Lombardia
Consulta tutti gli avvisi DoteComune per i cittadini
Per ulteriori informazioni è possibile contattare gli uffici DoteComune al numero 02 72629640.
Prima di inviare la domanda è consigliabile consultare la Tabella A, presente nelle pagine da 4 a 19 del PDF, nella quale sono elencati tutti gli enti aderenti con le informazioni specifiche per ogni progetto.
Il termine per la presentazione delle candidature è fissato al 3 novembre 2026. Non viene indicato un orario di chiusura unico per tutti gli enti: occorre rispettare le modalità e gli eventuali orari stabiliti dalla sede prescelta.
Un’esperienza formativa negli enti pubblici, non un posto fisso
Il nuovo avviso DoteComune costituisce un’opportunità per chi desidera conoscere da vicino il funzionamento degli enti locali, acquisire competenze amministrative, organizzative e digitali e arricchire il proprio curriculum.
La presenza di 73 progetti distribuiti in numerosi Comuni lombardi, la possibilità di partecipare a partire dai 18 anni e l’indennità mensile fino a 500 euro rendono il programma interessante anche per chi vuole reinserirsi nel mondo del lavoro dopo un periodo di disoccupazione.
Il percorso può inoltre consentire di acquisire competenze utili per future candidature professionali, attraverso esperienze svolte concretamente all’interno degli uffici pubblici.
È però importante ribadire che la conclusione del tirocinio non garantisce un’assunzione presso il Comune, né comporta automaticamente il diritto a un posto a tempo indeterminato.
La selezione è finalizzata esclusivamente alla partecipazione ai progetti formativi previsti dall’avviso.
Chi possiede i requisiti richiesti e desidera partecipare deve scegliere un solo progetto, compilare l’Allegato 2 e inviare la documentazione al Comune prescelto entro il 3 novembre 2026.
Ultima modifica il 22 Ottobre 2026 da Giuseppe Arlotta
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
















