#Finsubito news – quinto della pensione e altro


Chi riceve una pensione in Italia è, per le finanziarie, un cliente con un reddito certo, pagato ogni mese dallo Stato o da una cassa previdenziale. Per questo il mercato del credito ai pensionati è ampio e strutturato: accanto ai normali prestiti personali esiste la cessione del quinto della pensione, un finanziamento in cui la rata viene trattenuta direttamente dall’ente pensionistico prima che l’assegno arrivi sul conto. È la forma di credito più diffusa tra gli over 65 e spesso l’unica accessibile a chi ha già qualche segnalazione in banca dati.

Questa guida spiega le regole della cessione del quinto per i pensionati INPS, i limiti di età applicati dagli intermediari, il ruolo dei tassi soglia antiusura, le alternative quando il quinto non basta e gli errori che portano a un rifiuto. Gli importi degli esempi sono calcolati in euro su condizioni realistiche per il 2026.

La cessione del quinto della pensione in pratica

Con la cessione del quinto il pensionato cede alla banca o alla finanziaria una quota della pensione, al massimo un quinto dell’importo netto mensile. L’INPS, che ha stipulato convenzioni con gli intermediari, trattiene la rata e la versa al finanziatore. La durata massima è di 120 mesi, cioè dieci anni, e il tasso è fisso per tutto il piano. La legge impone una copertura assicurativa sul rischio vita: se il pensionato muore prima della fine del prestito, l’assicurazione estingue il debito residuo e gli eredi non devono pagare nulla.

Non tutte le prestazioni sono cedibili. L’assegno sociale, le prestazioni di invalidità civile e gli assegni di natura assistenziale sono esclusi, e la quota ceduta non può ridurre la pensione al di sotto del trattamento minimo. Possono invece accedere i titolari di pensioni INPS, comprese quelle dell’ex INPDAP, e di altre casse previdenziali che hanno accordi con l’intermediario. IBL Banca, ad esempio, finanzia pensionati INPS ed ex INPDAP con importi da 1.000 a 75.000 euro e rimborsi fino a 120 mesi, precisando che la durata massima dipende anche dall’età.

I tassi massimi fissati dall’INPS

Per le cessioni del quinto con rata trattenuta sulla pensione, l’INPS pubblica ogni trimestre i tassi massimi applicabili dagli intermediari convenzionati, distinti per fasce di età e di importo. Questi tetti sono più bassi della soglia antiusura generale e rendono la cessione della pensione mediamente più economica di un prestito personale per chi ha più di 70 anni. Prima di firmare, confronta il TAEG del preventivo con la tabella in vigore nel trimestre.

Quanto si ottiene: esempi con il quinto

Con una pensione netta di 1.450 euro il quinto cedibile è al massimo di 290 euro al mese. Con un TAN del 7,5 % su 120 mesi si ottiene un capitale di circa 24.400 euro. Una pensionata con 900 euro netti che cede 180 euro su 84 mesi all’8,5 % riceve circa 11.400 euro. Un ex dirigente con 2.000 euro di pensione e una rata di 400 euro al 6 % su dieci anni arriva a circa 36.000 euro. Il capitale effettivamente erogato dipende dall’età, perché il costo dell’assicurazione vita cresce con gli anni e alcuni intermediari accorciano la durata massima dopo gli 80.

Limite di età a fine piano

Non esiste un limite di legge, ma ogni intermediario fissa un’età massima alla scadenza dell’ultima rata, legata alle condizioni della compagnia assicurativa. Nella prassi si trovano limiti intorno agli 85 o 90 anni. Un pensionato di 80 anni può quindi trovare un piano di cinque-sette anni, mentre a 87 la durata si riduce a pochi anni oppure la domanda non è accettata.

Prestito personale per pensionati: quando conviene

Il prestito personale classico resta un’opzione per chi ha una pensione buona, non ha segnalazioni negative e vuole un importo contenuto. La finanziaria valuta il merito creditizio, come prevede il Testo unico bancario, consulta le banche dati e chiede il cedolino della pensione o il modello di certificazione unica. Il vantaggio rispetto alla cessione è la flessibilità: nessuna trattenuta alla fonte e, di solito, nessuna polizza obbligatoria. Lo svantaggio è che dopo i 75 anni molte finanziarie riducono gli importi o rifiutano.

Caratteristica Cessione del quinto della pensione Prestito personale
Rimborso Trattenuta INPS sulla pensione Addebito sul conto corrente
Rata massima Un quinto della pensione netta Secondo la valutazione del reddito
Durata Fino a 120 mesi In genere da 12 a 84 mesi
Assicurazione Vita obbligatoria per legge Facoltativa
Segnalazioni CRIF Spesso accettate Di norma motivo di rifiuto
Tasso Entro i massimi INPS e la soglia d’usura Entro la soglia d’usura

Tre situazioni reali di pensionati

Giuseppe, 71 anni, Bari. Pensione netta 1.600 euro, nessun altro debito. Vuole 10.000 euro per aiutare il nipote. Con un prestito personale all’8,9 % su 36 mesi paga circa 318 euro al mese e 1.430 euro di interessi complessivi. Sceglie questa soluzione perché preferisce non vincolare la pensione per anni.

Maria, 76 anni, Torino. Pensione di reversibilità di 1.100 euro e una vecchia segnalazione per una carta revolving pagata in ritardo. La banca rifiuta il prestito personale. Con la cessione del quinto ottiene una rata di 220 euro su 72 mesi, perché l’intermediario guarda soprattutto alla trattenuta INPS e alla copertura assicurativa.

Franco, 68 anni, Bologna. Ha già una cessione in corso con 40 rate residue e vuole liquidità aggiuntiva. Il rinnovo è possibile dopo il pagamento di almeno due quinti della durata originaria: la nuova cessione estingue la vecchia e prolunga il piano. Conviene solo se il nuovo TAEG non è più alto del precedente.

Perché la domanda viene respinta

  • La pensione è di natura assistenziale, come l’assegno sociale, e quindi non cedibile.
  • L’età a fine piano supera il limite della compagnia assicurativa scelta dall’intermediario.
  • Esistono già pignoramenti o trattenute che, sommate, superano i limiti di legge.
  • Per il prestito personale: segnalazioni recenti in CRIF, Experian o CTC, oppure in Centrale dei Rischi.
  • Documenti mancanti, come il cedolino aggiornato o la certificazione della quota cedibile rilasciata dall’INPS.

Come richiedere il prestito con la pensione

  1. Scarica dal sito INPS il cedolino della pensione e verifica l’importo netto e le eventuali trattenute.
  2. Calcola il quinto disponibile e decidi l’importo che ti serve davvero, senza arrotondare per eccesso.
  3. Richiedi almeno due preventivi con il modulo SECCI e confronta TAEG, durata e costi accessori.
  4. Controlla che l’intermediario sia iscritto agli albi della Banca d’Italia e convenzionato con l’INPS.
  5. Firma solo dopo aver letto le condizioni della polizza e i costi in caso di estinzione anticipata.
  6. Ricorda che hai 14 giorni per recedere dal contratto senza penali.

Alternative per chi è in difficoltà

Se la pensione non copre più le spese e i debiti si accumulano, un nuovo prestito non è la risposta. Il Fondo per la prevenzione dell’usura gestito da Adiconsum garantisce presso le banche finanziamenti a tasso minimo fino a 75.000 euro, da restituire entro 120 mesi e prima dei 75 anni, per famiglie che non riescono più ad accedere al credito ordinario. Le fondazioni antiusura coordinate dalla Consulta Nazionale Antiusura offrono ascolto e accompagnamento. Per debiti non più sostenibili esiste la ristrutturazione dei debiti del consumatore prevista dal Codice della crisi, da avviare con un Organismo di composizione della crisi. Per chi è proprietario di casa e ha più di 60 anni, il prestito vitalizio ipotecario permette di ottenere liquidità senza rate.

Attenzione alle offerte troppo facili

Diffida di chi chiede anticipi in contanti per «sbloccare» la pratica, di agenti che non mostrano il numero di iscrizione all’OAM e di proposte che arrivano per telefono senza documenti scritti. In caso di contestazioni con banca o finanziaria è possibile ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario.

Domande frequenti dei pensionati

A 82 anni posso ancora fare la cessione del quinto? Sì, presso gli intermediari che accettano un’età a fine piano di 85 o 90 anni. La durata sarà più breve e il costo della polizza più alto, quindi l’importo ottenibile si riduce.

Gli eredi pagano il debito residuo? Nella cessione del quinto no: l’assicurazione vita obbligatoria estingue il debito. Per un prestito personale senza polizza il debito entra invece nell’eredità.

Posso avere la cessione con una segnalazione in CRIF? Spesso sì, perché la trattenuta alla fonte riduce il rischio. Non è però un diritto: ogni intermediario decide secondo le proprie politiche.

Quanto costa estinguere prima la cessione del quinto? Hai diritto a estinguere in anticipo con riduzione degli interessi e dei costi legati alla durata residua. L’eventuale indennizzo è limitato dalla legge.

La pensione di reversibilità è cedibile? Sì, la reversibilità è una pensione previdenziale e può essere oggetto di cessione, entro gli stessi limiti del quinto e del trattamento minimo.

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