Monza. Siamo ormai nel pieno dell’autunno e stiamo per entrare nella stagione più fredda dell’anno. A preoccupare, però, non sono le temperature o le minori ore di luce, ma i costi elevati dell’energia elettrica e del gas in un periodo dell’anno in cui è prevedibile un aumento del loro consumo. E se le tensioni geopolitiche legate alla guerra tra Russia ed Ucraina e all’annoso conflitto in Medio-Oriente sono l’ormai nota colpa principale dell’attuale scenario, che penalizza fortemente anche il sistema produttivo, con effetti diretti sulla competitività, sui costi di produzione e sui margini delle imprese, le soluzioni concrete scarseggiano. A breve e, probabilmente ancor di più, a lungo termine.
Tra queste le Comunità energetiche rinnovabili (Cer) come la So.Cer, una realtà promossa da Confartigianato insieme ad alcuni partner tecnici ed istituzionali, che è già attiva nelle province di Sondrio, Lecco, Como, Milano, Monza-Brianza e Mantova e si sta rivelando un ottimo esempio del mettere insieme l’investimento economico, il risparmio, l’attenzione alle esigenze del territorio, il benessere sociale e la sostenibilità energetica e ambientale.
Sembra passato tanto tempo dal 2022, quando è scoppiato il conflitto tra Russia e Ucraina che ha provocato un primo pesante caro energia. In quattro anni, invece, la situazione, dopo un parziale e momentaneo miglioramento, è peggiorata quest’anno con la chiusura dello stretto di Hormuz nel Golfo Persico, divenuto il centro di nuove tensioni con nefaste conseguenze sulle dinamiche dei prezzi di energia elettrica e gas. Che continuano a salire in una crescita costante e apparentemente ingestibile.
“L’Italia su questo fronte è più vulnerabile di altri Paesi perché importiamo il 75% dell’energia, soprattutto petrolio e gas, contro una media europea del 58%, frutto del mix energetico tra nucleare e fonti rinnovabili” afferma il senatore Antonio Misiani del Partito Democratico, già viceministro dell’economia e della finanza, nel corso dell’appuntamento di Apa Confartigianato Imprese condotto dal giornalista Roberto Poletti.
Tutto questo si riverbera inevitabilmente soprattutto sul tessuto delle piccole e medie imprese. “L’origine del problema del caro energia è il Green Deal europeo (il piano dell’Unione Europea, lanciato nel 2019 dalla Commissione Von der Leyen, per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030, Ndr) – afferma l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Mariateresa Vivaldini – è troppo ideologico, incentrato sull’elettrico e tiene conto solo della sostenibilità ambientale e non di quella economica e sociale”.
Al di là delle motivazioni scatenanti della difficile situazione attuale, il problema principale è cosa fare per affrontarla. Anche perché, come afferma Enrico Brambilla, Segretario Generale APA Confartigianato Imprese, in apertura dell’incontro organizzato nell’ambito della Settimana per l’Energia e la Sostenibilità di Confartigianato, “la crescita dei prezzi di energia elettrica e gas non sembra controvertibile a breve e il peso sui bilanci delle aziende di un po’ tutti i settori artigiani è notevole, dall’industria pesante e metalmeccanica al singolo fornaio o panettiere”.
E allora mentre i tempi della transizione ambientale e l’incremento delle fonti rinnovabili a discapito di quelle fossili, fino ad ora ancora imperanti, sono inevitabilmente lunghi e da programmare in maniera adeguata, tra l’altro con costi economici e sociali da non sottovalutare, è necessario sin da subito trovare risposte immediate all’emergenza in modo da salvaguardare la sopravvivenza delle imprese e, di conseguenza, del benessere sociale.
“Come associazione di imprese abbiamo cercato, attraverso il Consorzio C.En.P.i. (Confartigianato Energia Per le Imprese), di dare un supporto concreto, come testimoniano i 100mila punti fornitura disponibili per imprese, famiglie, enti e associazioni, gli oltre 500 milioni di kilowattora di energia elettrica e i 25 milioni di metri cubi di gas forniti” spiega Brambilla. Numeri sicuramente importanti, ma purtroppo non sufficienti per far fronte al caro energia.
“Non sono bastati gli aiuti economici per alcuni settori produttivi e gli sconti carburanti, anche perché rischiamo di andare incontro ad un autunno-inverno caratterizzato anche da un problema di stoccaggio del gas in Europa – sostiene Misiani – nell’immediato, come fatto nel 2022, è necessario investire qualche centinaio di milioni di euro, finanziati anche tassando gli extraprofitti delle società energetiche, per mettere in campo bonus sociali luce e gas, contributi per il costo dei carburanti, voucher per il trasporto pubblico, aiuti per i comparti economici più colpiti”.
“A medio e lungo termine, inoltre, bisogna incentivare l’installazione di impianti per fonti rinnovabili, in particolare eolico e fotovoltaico – aggiunge il senatore del Partito Democratico – ma anche sganciare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas diffondendo l’uso di contratti di acquisto di lungo periodo che mettano al riparo da variazioni di prezzo”. “L’urgenza è intervenire sospendendo gli Ets (Emissions Trading System), un meccanismo studiato per tassare il carbonio e fondato sullo scambio di quote di emissioni inquinanti che entro la fine del 2026 dovrebbe essere esteso ad altri settori e, invece, non ha più senso di fronte a prezzi dell’energia così alti” afferma Chicco Testa, Presidente Assoambiente, ex parlamentare e dirigente d’azienda.
LE COMUNITA’ ENERGETICHE
Tra le risposte al caro energia, di cui si è maggiormente parlato all’appuntamento presso la sede di Monza di Apa Confartigianato Imprese che più possono avere una ricaduta positiva immediata sul tessuto economico e sociale, ci sono sicuramente le Comunità energetiche rinnovabili (Cer). Una realtà, capace di generare benefici economici, ambientali e sociali ai suoi membri e al territorio interessato, con costi di approvvigionamento dell’energia più stabili nel tempo e la valorizzazione degli impianti fotovoltaici, che in Italia ha avuto uno sbocco legislativo alla fine del 2021 con il Decreto Legislativo 199 che nel nostro Paese ha recepito la Direttiva europea Red II del 2018 sullo sviluppo delle fonti rinnovabili.
“Le Cer sono una risposta pragmatica, concreta e vicina ai territori alla necessità impellente di produrre energia rinnovabile e risparmiare sui costi dell’energia elettrica – spiega Vivaldini – si tratta di un alleato strategico di coesione sociale che garantisce stabilità ai bilanci delle aziende e anche delle casse comunali”. Un esempio concreto nel nostro territorio, che si sta rivelando un’aggregazione di utenti finali di energia elettrica in crescita e dalle grandi capacità di sviluppo, è la So.CER, progetto promosso da Confartigianato con partner quali WeProject, Acinque Innovazione e Innova21, partito come associazione l’11 novembre 2024 a Sondrio ed ormai diffuso, grazie all’adesione di quasi 30 Comuni, in gran parte della Lombardia.
“Chiunque si può iscrivere gratuitamente alla nostra Comunità energetica rinnovabile, che nonostante le difficoltà iniziali abbiamo testardamente portato avanti – spiega Gionni Gritti, Presidente di So.CER – l’obiettivo è creare una piccola realtà di produzione energetica che permetta di risparmiare, anche sui costi di trasporto dell’energia, ad aziende, enti e cittadini, ma anche di aumentare la consapevolezza sull’adottare modalità di consumo più utili alla sostenibilità ambientale“.
Tra coloro che più recentemente hanno ufficialmente aderito alla So.CER di Apa Confartigianato Imprese, che è riconosciuta da Regione Lombardia e accreditata presso il Gse (Gestore servizi energetici), società per azioni pubblica, interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, incaricata di gestire gli incentivi per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica e sostenere la transizione energetica nazionale, c’è il Comune di Monza.
“Abbiamo voluto valutare attentamente anche il nostro ruolo in questo contesto prima di aderire – chiarisce Carlo Abbà, assessore comunale alle Attività produttive, all’Energia e alle Reti – pensiamo che la So.CER possa essere uno strumento per l’educazione al consumo consapevole dell’energia, per incrementare l’installazione di generatori di energia e far nascere una comunità di servizi in grado di far crescere l’economia locale”. “L’energia è uno dei costi principali per un’azienda, anche per quelle artigiane – è la chiosa finale Giovanni Mantegazza, Presidente di APA Confartigianato Imprese, all’incontro organizzato nell’ambito della Settimana per l’Energia e la Sostenibilità – siamo vicini con senso di responsabilità ai nostri imprenditori e insieme agli amministratori possiamo e dobbiamo essere aggregatori per formare una rete che sia il prima e più possibile di beneficio a tutti i soggetti del territorio“.
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