Al Teatro degli Atti di Rimini si è tenuta venerdì (23 ottobre) la decima edizione di Fattore R – Romagna Economic Forum, che ha riunito istituzioni, imprese e associazioni di categoria attorno al tema della “Romagna, super area economica e urbana”. Sala esaurita per un confronto su infrastrutture, economia, innovazione, giovani, startup e turismo, moderato dal giornalista Rai Gianluca Semprini.
De Pascale: entro dicembre l’intesa con Anas e Rfi
Il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale ha posto le infrastrutture al centro dell’intervento come leva decisiva per la competitività. “Già ora la Romagna può contare su asset strategici come il porto di Ravenna e il sistema aeroportuale, leve importanti per la logistica, il turismo e l’internazionalizzazione. Ma dobbiamo affrontare e sciogliere altri nodi sul fronte dei collegamenti ferroviari e stradali, lavorando con il Governo e chi sovrintende la programmazione degli interventi a livello nazionale, per arrivare a concretizzare i progetti. In particolare stiamo lavorando per arrivare entro dicembre a firmare l’intesa quadro con Anas e RFI per i finanziamenti ai progetti sul tavolo. Così saremo in grado di partire operativamente subito, evitando le dinamiche della campagna elettorale che terranno banco il prossimo anno e che potrebbero rallentare l’operatività”.
Il forum si è aperto con il confronto tra i sindaci delle quattro città della Romagna. Jamil Sadegolvad, sindaco di Rimini, ha puntato sull’integrazione dei sistemi aeroportuali, che ha registrato una crescita dei passeggeri in tutti i territori, oltre che su energia, università e turismo. Enzo Lattuca, sindaco di Cesena, ha indicato nella qualità della vita il principale punto di forza della Romagna, pur segnalando la necessità di sorvegliare la tenuta del tessuto industriale. L’assessora Paola Casara, intervenuta in rappresentanza del sindaco di Forlì Gianluca Zattini, ha sottolineato il ruolo dell’università come volano di crescita e attrattività. Il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni ha messo al centro le infrastrutture – aeroporto, porto e collegamenti stradali – come sistema integrato per rispondere alla crisi energetica che colpisce l’autotrasporto e il sistema produttivo.
Bini Smaghi: “La dimensione d’impresa conta”
L’economista Lorenzo Bini Smaghi, tornato al forum dopo un decennio, ha inquadrato la Romagna nel contesto globale. “Dieci anni fa nel raccontare il tessuto economico della Romagna, sempre a Fattore R, avevo detto che il piccolo è bello era a rischio. A distanza di un decennio dico che invece resiste grazie anche a un tessuto istituzionale che l’ha sostenuto ed a un territorio sano. Sono dell’idea però che la dimensione d’impresa conti al cospetto di una concorrenza globale e all’avvento dell’Intelligenza artificiale che cambierà tutto. Torno dalla Cina dove si parla solo di IA e robotica, e questo ci dice su dove va il mondo”.
L’ex membro del comitato esecutivo della Banca Centrale europea ha poi affrontato il tema dei giovani. “La nostra generazione non può dare sempre la colpa ai giovani. Se guardiamo alle politiche degli ultimi anni si è investito sempre più sugli anziani (due esempi: quota 100 e il bonus 110 che favorisce chi la casa già ce l’ha), mentre la spesa per l’istruzione è scesa. La difficoltà dei giovani è evidente e bisogna aprire gli occhi su quanto sta avvenendo”.
Sullo scenario internazionale ha aggiunto: “L’economia europea è colpita da shock esterni per l’affermarsi di un nuovo ordine internazionale. Basti pensare a quanto avvenuto un anno e mezzo fa: Trump annuncia la lista dei dazi, la Cina risponde con la restrizione sulle terre rare. Due fatti che hanno prodotto un impatto terribile sull’economia mondiale a testimonianza che siamo in una situazione geopolitica completamente mutata”.
Patuelli sui tassi: “Le banche non hanno la pietra della fortuna”
Antonio Patuelli, presidente dell’Abi (Associazione bancaria italiana), ha aperto il suo intervento sulla tassazione delle banche. “Tra Ires, cedolare secca, e addizionali varie per banche e assicurazioni, la somma che pagano gli azionisti delle banche si avvicina al 60% di imposte. Qualcuno mi spiega perché le big tech che vengono da fuori Europa pagano invece pochissimo?”.
Patuelli ha poi spostato il focus sui tassi. “Noi abbiamo il 2,50% del tasso della Bce – ha proseguito -, poco più della metà del tasso americano e del tasso britannico. Da qualche giorno il mercato dei titoli di stato sta dando segni di tensione molto superiore rispetto all’aumento del tasso Bce (0,25%). C’è un motto di Metternich che dice che quando Parigi starnutisce, l’Europa ha l’influenza. Il rendimento dei titoli a dieci anni questa mattina ha aperto a Parigi a 5.06, tasso più alto in Europa, doppio del tasso ufficiale della Bce. Noi Italia siamo al 4.59. Lo spread con i titoli tedeschi è 128 punti base, molto più basso di quelli che ricordiamo drammaticamente. Ma la Germania non ha più tassi vicini a zero, questa mattina era 3,31%. Il Regno Unito è il 5.31%, gli Usa 4.97%’. Quando crescono questi tassi le banche devono per ragioni di prudenza cautelarsi, coprendo eventuali dinamiche potenziali di mercato con ulteriori accantonamenti prudenziali: le banche non sono monadi, non hanno la pietra della fortuna. Sono fatte di persone e vivono in un mercato aperto mondiale'”.
Startup in crescita e il nodo dei talenti
Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna, ha presentato dati positivi sull’innovazione. “A inizio 2026 le start-up innovative nell’area Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna erano 199, in aumento del 9,3% in un anno, a fronte di un calo nazionale dell’1,7% (-201 dal 2025 rispetto ad inizio 2026). E nel 2025 sono state presentate 924 domande di brevetti, l’11,5% in più rispetto all’anno precedente. La spinta all’innovazione c’è ma dobbiamo darle scala: collegare start-up e imprese consolidate, collegare ricerca e mercato, collegare capitale e innovazione, collegare competenze digitali con manifattura, turismo, agricoltura, commercio e servizi”.
Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio Ferrara-Ravenna, ha concentrato l’intervento sul rapporto tra giovani e produttività. “Le stime di Unioncamere dicono che le aziende capaci di attrarre e trattenere talenti under 35 segnano un +7,2% di produttività e le imprese con più giovani corrono più delle altre, registrando una crescita del fatturato e dell’occupazione superiore di 1,5 punti percentuali (Istat). La propensione a fare innovazione di processo cresce fino ai 36 anni di media degli occupati e quella di prodotto fino ai 42, per poi flettere vistosamente. Data la composizione attuale della forza lavoro, il risultato è che il 60% delle imprese italiane ha già superato la soglia anagrafica oltre la quale cala la spinta a innovare. Mettere in campo azioni in grado di invertire la marcia, facendo, ad esempio, tornare in Italia la metà dei giovani che hanno deciso di espatriare, produrrebbe un beneficio enorme, stimato in 12 miliardi di euro, pari a mezzo punto del Pil”.
Export a 13,5 miliardi e la sfida della competitività
Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia Ice, ha illustrato in video il peso dell’export romagnolo. “Questo territorio dà un contributo importante al Made in Italy, una capacità creativa e industriale che ha portato all’affermazione a livello mondiale di marchi e prodotti d’eccellenza. Oggi il valore dell’export romagnolo si attesta a circa 13,5 miliardi di euro su un totale di 640 miliardi a livello nazionale (con una stima finale per il 2026 di 670 miliardi). Sono risultati che arrivano grazie all’attività dei colossi romagnoli, ma anche delle piccole e medie imprese che concorrono alle varie filiere”.
Cecilia Bavera di Bper Banca ha concluso con una valutazione sul potenziale del territorio. “La Romagna ha le caratteristiche per rafforzarsi come una grande area economica integrata. Può contare su una forte cultura d’impresa, su filiere produttive riconosciute e su una vocazione turistica che continua ad evolvere. La sfida è trasformare questi punti di forza in nuova crescita, sostenendo gli investimenti necessari per aumentare competitività, produttività e qualità dell’offerta. I segnali che arrivano dal territorio mostrano una spiccata volontà di investire, con riqualificazione, innovazione, sostenibilità che sono principali direttrici che ci vedono coinvolti”.
Alla tavola rotonda “Competere insieme: le imprese nell’era della Super Area Economica” hanno partecipato Franco Callegati del Comitato tecnico scientifico di PulseR, Otello Cenci presidente di Made Officina Creativa di Rimini, Renata Mantovani presidente della cooperativa sociale Cad di Forlì, Mirella Masi tra i fondatori di Altamarea Beach Village, Aida Morelli presidente dell’ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po, e Ombretta Sequino amministratrice delegata di Mase Generators di Cesena e Gen Set.
Fattore R è promosso dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Camera di commercio della Romagna, dalla Camera di commercio Ferrara-Ravenna e da Cesena Fiera, con il coinvolgimento delle organizzazioni imprenditoriali dell’area della Romagna.
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