Un approfondimento a tutto campo sugli Accordi di ristrutturazione dei debiti (Adr) definito “coraggioso” da Massimo Ferro, presidente della prima sezione di Cassazione. È quello proposto nel convegno ‘Gli accordi di ristrutturazione dei debiti: prospettive tra codice della crisi e diritto unionale’ organizzato da Centro studi di Diritto Commerciale Perusia e dall’Osservatorio sulle crisi d’impresa ospitato nella prestigiosa cornice del Centro convegni di Assisi Il Colle del Paradiso, venerdì 23 e sabato 24 ottobre. “Credo che gli accordi di ristrutturazione dei debiti, pur non essendo ancora pienamente valorizzati e utilizzati, in prospettiva possano rappresentare uno degli strumenti più dinamici e centrali per il risanamento aziendale, in specie nella formula a efficacia estesa” ha sottolineato l’avvocato Ivano Briganti, presidente del Centro studi di Diritto Commerciale Perusia a margine dell’incontro aperto dai saluti istituzionali, oltre che del dottor Ferro, di Enrico Guarducci, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Perugia, e Carlo Orlando, presidente dell’Ordine degli avvocati di Perugia. A portare il saluto del Sacro Convento di Assisi è stato, poi, Fra Giulio. L’obiettivo dell’evento, organizzato con il patrocinio di Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (Ondcec), Odcec provinciale di Perugia, Ordine degli avvocati di Perugia e Università degli Studi di Perugia, è stato quello di esaminare lo stato dell’arte degli Adr alla luce del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e del loro costante confronto con i principi del diritto dell’Unione Europea. Tra i presenti all’evento anche Teresa Giardino, presidente del Tribunale di Perugia, e Cristina Bertinelli, consigliere nazionale di Cndcec. Due giornate di studio che hanno consentito un dibattito tra illustri accademici, magistrati e professionisti che si sono confrontati sulle principali criticità applicative, sulle opportunità offerte dalle recenti riforme legislative e sugli orientamenti giurisprudenziali più recenti. Quello degli Adr come ha spiegato il dottor Ferro “è un istituto particolarmente scarno dal punto di vista normativo, sono poche le disposizioni che lo disciplinano, però ha numerosi punti di contatto con altri istituti, sia nel diritto della concorsualità della crisi, dell’insolvenza, sia con il diritto civile”. “L’accordo – ha aggiunto Ferro – presuppone da parte del debitore la capacità di stringere patti con i creditori o perlomeno con maggioranze qualificate di creditori idonei a farlo uscire dalla crisi o a regolare la propria insolvenza in modo alternativo rispetto alle comuni procedure. È un istituto importante, molto fruito da parte dei professionisti, non del tutto confidente rispetto agli imprenditori questo giustifica una scelta coraggiosa, quella che ci ospita ad Assisi, di tematizzare a tutto campo gli Adr a cui generalmente si riserva uno spazio all’interno di altri convegni”. Durante il convegno è stato spiegato come gli accordi di ristrutturazione dei debiti, presenti nel nostro ordinamento concorsuale da circa venti anni, sono stati rivitalizzati nel Codice della crisi d’impresa del 2022. “Gli Adr – ha aggiunto Bertinelli – costituiscono uno strumento molto importante per aiutare l’impresa in difficoltà e quindi favorire un recupero di efficienza e di equilibrio economico finanziario. Come commercialisti crediamo di poter rivestire, la legge ce lo riconosce, un ruolo centrale perché siamo in grando di assistere l’imprenditore ma anche attestare e dare un contributo sotto il profilo giuridico sull’analisi dei dati che vengono proposti per il recupero della continuità”. “Come commercialisti – ha spiegato il presidente Guarducci – assumiamo quattro vesti differenziate: inizialmente come consulenti d’impresa dobbiamo individuare se ci sono fattori di crisi, poi come advisor dobbiamo predisporre un piano di risanamento, successivamente dovremo mettere anche il cappello del negoziatore che dovrà interagire con i creditori della società e infine siamo anche attestatori indipendenti che devono andare a certificare che il piano è sostenibile. Siamo determinanti anche per il monitoraggio delle successive azioni per verificare se effettivamente quello che è previsto nel piano si stia realizzando”. “La ristrutturazione dei debiti – ha aggiunto Briganti – si presenta come uno strumento più flessibile rispetto al concordato preventivo, può esser definito in tempi più brevi e ha generalmente costi inferiori. Lascia la governance aziendale nelle mani dell’imprenditore e ha sicuramente un minor impatto reputazionale per l’impresa rispetto ad altre procedure concorsuali”. Nel corso dell’incontro è stato ribadito anche come una “utile indagine vada estesa ai rapporti con categorie particolari di creditori qualificati, come gli enti pubblici e i finanziatori bancari, ai quali il legislatore dedica apposite disposizioni, così ponendo all’interprete e alla pratica applicativa nuove questioni, di continuo raccordo e intreccio con altre soluzioni concorsuali”. La presidente Giardino ha ricordato come quello degli Adr sia “uno strumento relativamente recente che sta avendo uno sviluppo soprattutto negli ultimi periodi per consentire ai debitori di riottimizzare la propria posizione debitoria attraverso strumenti di tipo negoziale più che giudiziale con dei contratti con i creditori sottoposti al controllo del Tribunale”. “Sta prendendo sempre più piede – ha concluso Giardino –, anche se, come tutti gli strumenti sufficientemente nuovi, necessità di approfondimenti perché è in grado di coprire attraverso la sua struttura tutti i tipi di insolvenza. Ovviamente i problemi sono diversi e quindi anche sotto il profilo giuridico man mano che si verificano nuovi casi anche noi riusciamo ad affinare le soluzioni”.
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