#Finsubito news – bando deserto, spunta l’ipotesi di uno spazio eventi


Niente domande per l’assegnazione degli stalli e il Comune prevede un’altra proroga. Senza richieste, però, si valuterà un cambio della destinazione d’uso

Dovevano esserci i banchi del pesce, della carne e degli altri prodotti alimentari. Le voci dei commercianti, il viavai dei clienti, le attività di un mercato che da secoli scandisce la vita di Ballarò. E invece, come anticipato da La Repubblica Palermo, sotto le coperture della struttura di piazza del Carmine, potrebbe esserci presto spazio per spettacoli, eventi e iniziative culturali.

È l’ultima ipotesi sul futuro dei padiglioni realizzati ormai da anni con fondi europei, ma mai entrati in funzione. Una struttura nata per accogliere le attività commerciali del quartiere che, dopo bandi, sospensioni e polemiche, rischia adesso di cambiare destinazione ancora prima di essere utilizzata.

A riaprire la discussione è il mancato arrivo di domande per l’assegnazione dei 31 posteggi previsti dal bando comunale. Una situazione che solleva nuovi interrogativi sul futuro del mercato e sulle ragioni per cui nessun operatore avrebbe scelto di partecipare.

A contestare duramente le scelte dell’amministrazione sono Fabrizio Brancato e Massimo Castiglia, consiglieri della Prima circoscrizione, che denunciano il fallimento della procedura e chiedono la revoca dell’avviso pubblico.

Il bando senza domande

«La maschera è caduta. La notizia apparsa ieri sulla stampa certifica quello che denunciamo da mesi: il bando per gli stalli del mercato coperto di Ballarò è andato clamorosamente deserto», dichiarano Brancato e Castiglia.

La vicenda si trascina ormai da anni. La struttura, completata nel 2021, non è mai entrata in funzione e nel frattempo è stata interessata da episodi di degrado e vandalismo. Il bando per l’assegnazione degli stalli, pubblicato lo scorso luglio e successivamente sospeso, è stato riproposto a settembre senza modifiche sostanziali ai requisiti di partecipazione.

Il Comune ha motivato la scelta richiamando un parere dell’Avvocatura comunale sulla necessità di rispettare le norme europee in materia di concorrenza e garantire procedure selettive non discriminatorie.

Una decisione che non ha però placato le contestazioni. Secondo Brancato e Castiglia, l’amministrazione avrebbe infatti rinunciato a sostenere proprio quei commercianti per i quali era stato originariamente pensato il mercato coperto.

«L’Amministrazione aveva scientemente aperto il bando a chiunque fosse già dotato di partita IVA, strizzando l’occhio alle catene della grande distribuzione e tagliando fuori i mercatari storici», accusano.

Operatori che, spiegano, avevano già avviato le procedure per emergere dall’irregolarità e aprire una partita Iva, ma che non avrebbero ricevuto il necessario sostegno per completare il percorso.

A questo si aggiungerebbe la scelta di destinare ad altre finalità i 450 mila euro a fondo perduto che erano stati stanziati nell’ambito delle politiche sociali proprio per accompagnare l’avvio delle loro attività.

Ma c’è un altro aspetto che, secondo i consiglieri, spiegherebbe la mancata partecipazione non soltanto dei commercianti storici, ma anche degli operatori economici già in possesso dei requisiti richiesti. «Non ha partecipato nessuno. Nemmeno i grandi marchi privati. Perché? Perché l’avviso pubblico era talmente folle, con prescrizioni fisicamente inattuabili, da risultare irricevibile persino per le aziende più strutturate», dichiarano.

Da qui l’accusa più pesante: il mancato interesse per gli stalli non sarebbe soltanto il risultato di un bando formulato male, ma si inserirebbe, a loro giudizio, in una precisa scelta politica dell’amministrazione, che avrebbe progressivamente abbandonato l’obiettivo di destinare la struttura ai mercatari storici.

Da mercato a spazio per spettacoli

È proprio sul futuro dei padiglioni che si concentra la preoccupazione più grande. «Oggi scopriamo che la miscela di malafede e incompetenza tecnica fa parte di un preciso calcolo politico del sindaco Lagalla», sostengono Brancato e Castiglia.

«Il cinico “Piano B” dell’Amministrazione, fatto trapelare sempre ieri a mezzo stampa, è ormai scoperto: sfruttare il flop del bando per cambiare la destinazione d’uso ai padiglioni e trasformare la struttura in uno spazio per “eventi di intrattenimento e spettacoli”».

Un piano che giudicano «suicida». Secondo i due consiglieri, un cambio di destinazione potrebbe infatti entrare in contrasto con i vincoli legati ai finanziamenti europei, esponendo il Comune al rischio di dover restituire le risorse ricevute e a possibili conseguenze sul piano contabile.

La proroga del bando e il futuro ancora incerto

Intanto il Comune conferma una proroga di trenta giorni per la presentazione delle domande. Una soluzione che, però, secondo i due consiglieri non risolverebbe il problema alla base della mancata partecipazione. Concedere un altro mese senza modificare le condizioni dell’avviso, spiegano, significherebbe soltanto rinviare il problema, senza offrire ai commercianti gli strumenti necessari per partecipare: «È solo una mossa disperata per continuare a prendere tempo ed evitare di dover dichiarare ufficialmente chiuso e deserto il bando».

Ma per Brancato e Castiglia il problema non riguarda soltanto le condizioni del bando e l’eventuale cambio di destinazione della struttura. A finire sotto accusa è anche la mancanza di confronto tra l’amministrazione comunale e chi vive e lavora nel quartiere.

L’ultimo tentativo risale all’inizio di ottobre, quando il Consiglio circoscrizionale ha chiesto all’unanimità di organizzare un’assemblea pubblica proprio sotto il capannone di piazza del Carmine. L’obiettivo era quello di spiegare ai commercianti e ai residenti quali tutele offrisse il bando e quali prospettive ci fossero per il futuro della struttura. Ma, secondo quanto denunciano Brancato e Castiglia, gli assessori Giuliano Forzinetti e Maurizio Carta non avrebbero dato seguito neppure a questa richiesta.

Un’assenza che i due consiglieri interpretano come la volontà di sottrarsi al confronto sulle scelte compiute finora e sulle prospettive del mercato. «Non si tratta di semplici assenze, ma di una ritirata», sostengono. E rincarano la dose: «Forzinetti scappa dalle macerie di un bando fallimentare a sua firma – dicono – mentre l’Assessore Carta, il teorico della “Città Aumentata” e dei mercati come hub, fugge dal confronto pubblico perché non sa come giustificare lo svuotamento identitario di Ballarò per consegnare gli spazi del quartiere al marketing degli eventi privati».

Da qui l’appello al sindaco Roberto Lagalla affinché intervenga sulla vicenda. Insieme ai consiglieri comunali di opposizione, Brancato e Castiglia chiedono la revoca immediata in autotutela dell’avviso pubblico e dell’atto che lo precede, con l’obiettivo dichiarato di scongiurare possibili conseguenze economiche per il Comune legate ai finanziamenti europei e riportare al centro del progetto i commercianti storici di Ballarò.

La replica del Comune

Alle contestazioni dei consiglieri risponde l’amministrazione comunale. La proroga del bando fino alla fine di novembre, spiegano dal Comune, ha l’obiettivo di consentire anche ai commercianti che hanno operato finora senza le necessarie autorizzazioni di mettersi in regola.

«Mettersi in regola evidentemente comporta anche che questi soggetti facciano determinati passaggi burocratici non previsti da noi, ma dalla legge», precisano.

Quanto all’ipotesi di cambiare la destinazione d’uso della struttura, dal Comune chiariscono: «Se il bando dovesse andare deserto, è chiaro che bisognerà vedere e ripensare la destinazione di questo spazio, ma questi sono ragionamenti che si faranno a bando chiuso».

L’amministrazione respinge anche le accuse dei due consiglieri e ricorda che il bando era già stato sospeso a fine agosto per richiedere un parere all’Avvocatura comunale. «Adesso stiamo facendo un’ulteriore proroga. Quindi, se davvero ci fossero stati piani diabolici dell’amministrazione sul mercato coperto, come sostengono i due consiglieri di Circoscrizione, non avremmo proceduto a questa ulteriore proroga».




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