“Ho letto le precisazioni del Sindaco Aniello Crocamo in merito alla revoca del mio incarico di Vicesindaco e delle deleghe amministrative. Ritengo doveroso intervenire nuovamente, non per alimentare polemiche personali, ma per rispetto dei cittadini di Ceraso e di quanti, in questi cinque anni, hanno condiviso con me un percorso di impegno e di lavoro.
Parto da un dato politico che non può essere ignorato: cinque anni fa, con circa il 30% dei consensi, il Sindaco Crocamo ha probabilmente pensato di aver vinto un CONCORSO a premi per fare il Sindaco, dimenticando che amministrare un Comune non significa esercitare un potere personale. Significa rappresentare una comunità, ascoltarla, coinvolgerla, lavorare ogni giorno per il suo futuro e sopratutto viverla.
In questi cinque anni ho svolto con dedizione e senso di responsabilità le deleghe che mi erano state affidate, in particolare quelle ai Lavori Pubblici e alle Politiche Sociali.”
Lo scrive in una nota l’ex Vice Sindaco, oggi Consigliere Comunale di Ceraso, Antonio Cerullo.
Abbiamo lavorato per il recupero e la valorizzazione delle palestre, delle scuole, del campo sportivo, dell’asilo nido, dell’ex Municipio, dove stiamo per inaugurare i lavori e la prima foresteria comunale, insieme a spazi strategici destinati alla formazione al lavoro con 500.000€ d investimento e ad aree dignitose per lo studio e lo smart working. Abbiamo seguito interventi determinanti sulla viabilità: dalla strada Costa delle Monache, che conduce al Monte Gelbison, fino alla “Via di Parmenide”, il collegamento verso il mare realizzato in sinergia con il Comune di Ascea.
Il nostro impegno ha riguardato anche la progettazione e l’intercettazione di risorse sovracomunali, come il finanziamento da 4 milioni di euro con la Fondazione con il Sud, sviluppato insieme ad altri comuni della rete, tra cui Ascea, Novi Velia e San Mauro. Ricordo ancora quando, in occasione della visita ufficiale del Presidente a Ceraso — momento cruciale per allineare le nostre comunità ai parametri del bando nel Mezzogiorno d’Italia —, il Sindaco decise di allontanarsi, lasciando me, i sindaci partner e le associazioni a gestire la giornata. Per non parlare dell’itinerario culturale europeo: mi sono recato in Turchia completamente a mie spese per far aderire il Comune di Ceraso a un protocollo internazionale che lo inserirà negli itinerari mondiali della cultura. E quando la Sindaca di Foça, accompagnata da delegazioni straniere, è venuta in visita nel nostro paese, il Sindaco era completamente assente, impegnato ad una festa.
Accanto alle grandi opere, c’è stato un lavoro quotidiano, spesso silenzioso, focalizzato sulle politiche sociali: iniziative concrete per sostenere gli anziani soli, le persone fragili e le famiglie in difficoltà. Perché amministrare significa, prima di tutto, non lasciare indietro nessuno.
Tutto questo non è stato il frutto di un’azione isolata, ma di un cammino condiviso con tanti cittadini, associazioni e dipendenti comunali. Un patrimonio di lavoro che rivendico con orgoglio.
E allora una domanda, mossa dal massimo rispetto ma con altrettanta fermezza, desidero porre: da quando parlare con i cittadini, ascoltarli e costruire un’alternativa politica è diventata una colpa?
La mia lettura è chiara: a pochi mesi dalla conclusione del mandato, il Sindaco ha individuato in me non più un amministratore con cui collaborare, ma un potenziale antagonista politico. Una scelta che rispetto sul piano formale, ma che considero profondamente miope sul piano umano e istituzionale.
Sulla questione delle indennità
Il Sindaco richiama nel suo comunicato la questione delle indennità. Voglio sgombrare il campo da ogni equivoco: la mia indennità da Vicesindaco era pari a circa 168 euro mensili. Ero perfettamente consapevole che non rappresentasse un peso significativo per il bilancio comunale, ma ho sempre considerato quella somma uno strumento da destinare al territorio.
Dalla Squadra del Territorio alle attività per la comunità, dall’illuminazione del campanile di Ceraso — l’unico rimasto spento in tutto il paese — fino alla presenza costante nelle iniziative culturali e scolastiche, non ho mai vissuto il mio ruolo come un privilegio, ma come un servizio. Al di là delle ricostruzioni polemiche sulle tempistiche della rinuncia, credo che il vero confronto debba concentrarsi sulla sostanza dell’impegno amministrativo e sul contributo reale dato alla nostra comunità.
C’è poi un tema che considero cruciale e sul quale è necessario aprire una riflessione seria: il ruolo di Ceraso nei contesti istituzionali sovracomunali.
Il nostro Comune è uno dei più importanti del territorio e, per dimensioni e peso demografico, il più grande all’interno della Comunità Montana Gelbison. *Eppure, oggi Ceraso è fuori dalla Giunta dell’Ente da quattro anni. È un dato politico che grida spiegazioni. * Questa assenza è il sintomo evidente di una progressiva perdita di autorevolezza e di peso politico. Un Comune non può limitarsi all’ordinaria amministrazione; deve essere presente e incisivo dove si decidono le strategie, le risorse e le opportunità di sviluppo.
In questi cinque anni ho avvertito una partecipazione istituzionale gravemente insufficiente. La presenza in Regione, in Provincia, presso i Ministeri e negli enti territoriali deve essere costante, autorevole e propositiva. A Roma, lavorando insieme ad altri interlocutori istituzionali, abbiamo sbloccato finanziamenti fondamentali per le scuole: risultati che dimostrano quanto contino le relazioni e la determinazione nel difendere gli interessi della propria terra. Ceraso non può permettersi di restare ai margini.
Il Sindaco ha scelto di revocarmi l’incarico, pensando forse di indebolire un percorso politico autonomo e di soffocare un’alternativa.
Ha fatto male i suoi conti.
In queste settimane ho ricevuto un’ondata straordinaria di affetto, vicinanza e fiducia da parte di tantissimi cittadini. Un consenso che sento crescere e consolidarsi giorno dopo giorno, perché fondato su radici profonde, maturate sul campo e tra la gente.
Non ho bisogno di una fascia o di una delega per continuare a servire Ceraso. Oggi lo faccio da Consigliere comunale, con la stessa determinazione, la stessa passione e lo stesso rispetto per le istituzioni.
Non intendo alimentare divisioni sterili. Voglio contribuire ad alzare il livello del confronto politico e istituzionale, rimettendo al centro la partecipazione, la trasparenza, le opportunità per i giovani, il sostegno alle famiglie e il futuro delle nostre frazioni.
Ceraso ha bisogno di una politica che ascolti, che coinvolga e che sappia guardare lontano.
Il mio impegno continua. Per Ceraso, per i suoi cittadini e per una comunità che merita di essere protagonista del proprio futuro.
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