PIOMBINO. Trentatré milioni di euro di contributi pubblici autorizzati, un investimento industriale da quasi 144 milioni, rotaie lunghe fino a 120 metri e una capacità produttiva destinata quasi a raddoppiare. Dopo anni di annunci, trattative e attese, il progetto di ammodernamento del treno rotaie di Jsw Steel Italy compie un nuovo passo avanti.
La società siderurgica ha annunciato oggi, mercoledì 4 novembre, il via libera di Invitalia a 32 milioni e 960mila euro di finanziamenti a fondo perduto, destinati alla realizzazione degli interventi di ammodernamento del laminatoio ferroviario di Piombino. Una somma che comprende anche 500mila euro messi a disposizione dalla Regione Toscana.
È una notizia importante per il futuro dello stabilimento e per la sua competitività sui mercati internazionali. Ma c’è un particolare decisivo: i soldi sono stati autorizzati, mentre i cantieri non possono ancora partire.
Prima che le nuove attrezzature possano essere installate, infatti, occorrono l’approvazione della variante urbanistica e il rilascio del titolo edilizio necessario per eseguire i lavori. Solo a quel punto inizierà il conto alla rovescia: l’azienda prevede circa un anno e mezzo per completare l’intervento.
Quasi 144 milioni per trasformare il laminatoio
Il progetto presentato da Jsw prevede un investimento complessivo di 143 milioni e 793mila euro. La somma sarà anticipata dal gruppo indiano e servirà a realizzare un ampio programma di ristrutturazione industriale, comprendente nuovi macchinari, impianti tecnologici, interventi edilizi e attività di ricerca e sviluppo.
Una parte delle spese sarà sostenuta attraverso le agevolazioni pubbliche appena autorizzate da Invitalia. I quasi 33 milioni rappresentano circa il 23% del valore complessivo dell’investimento.
Per capire la portata dell’operazione bisogna guardare soprattutto ai risultati che Jsw vuole ottenere. Oggi il laminatoio ha una capacità produttiva dichiarata di 320mila tonnellate annue di rotaie. Dopo l’ammodernamento potrà arrivare a 600mila tonnellate.
Si tratta di un incremento dell’87,5%, dunque di una capacità produttiva quasi doppia rispetto a quella attuale.
Questo non significa che lo stabilimento produrrà immediatamente 600mila tonnellate di rotaie ogni anno: la produzione effettiva dipenderà dagli ordinativi, dalle condizioni del mercato e dall’organizzazione industriale. Ma significa che Piombino potrà disporre, se il programma sarà completato, di un laminatoio capace di competere su una scala molto più ampia.
Rotaie lunghe 120 metri: ecco che cosa cambierà
Non sarà soltanto una questione di quantità. Il progetto punta soprattutto a migliorare le caratteristiche delle rotaie prodotte a Piombino. La prima novità riguarda la lunghezza: dagli attuali 108 metri si passerà alla possibilità di realizzare rotaie da 120 metri.
Per chi viaggia in treno può sembrare una differenza minima, appena dodici metri. In realtà, nel settore ferroviario, poter produrre rotaie più lunghe rappresenta un vantaggio industriale importante.
I binari moderni vengono realizzati utilizzando lunghe rotaie saldate fra loro. Disporre di elementi di maggiore lunghezza significa ridurre il numero delle saldature necessarie per comporre una tratta ferroviaria, semplificando alcune operazioni di posa. È una caratteristica richiesta da diversi mercati internazionali e dalle reti ferroviarie più moderne.
La seconda novità riguarda invece la resistenza del materiale. Il nuovo impianto permetterà di sviluppare la produzione delle cosiddette rotaie Head Hardened, cioè rotaie con la testa indurita attraverso uno specifico trattamento termico.
La testa è la parte superiore della rotaia, quella sulla quale scorrono le ruote dei treni. È anche la zona sottoposta alle maggiori sollecitazioni e all’usura.
Il trattamento permette di ottenere un acciaio più resistente e adatto, in particolare, alle situazioni nelle quali i binari devono sopportare carichi elevati, traffico intenso e condizioni di esercizio impegnative. Rotaie più lunghe e rotaie più resistenti sono dunque due innovazioni differenti, entrambe destinate ad ampliare la gamma dei prodotti che JSW potrà offrire ai propri clienti.
La sfida del mercato europeo e delle esportazioni
L’obiettivo dichiarato da Jsw è rafforzare il ruolo di Piombino nel mercato ferroviario internazionale, a cominciare dall’Europa. Non si tratta di partire da zero.
Già oggi, secondo quanto dichiarato nelle scorse settimane dal presidente di Jsw Steel Italy, Marco Carrai, oltre il 60% delle rotaie prodotte a Piombino è destinato all’esportazione.
L’azienda ha richiamato anche le forniture per il mercato marocchino, a dimostrazione di una presenza commerciale che va oltre i confini europei.
L’ammodernamento del laminatoio dovrebbe consentire a JSW di ampliare la gamma delle rotaie disponibili, rispondendo a capitolati tecnici sempre più impegnativi e rafforzando la propria posizione nelle gare di fornitura. Per Piombino, che possiede una lunga tradizione nella produzione di rotaie ferroviarie, significa tentare di consolidare una specializzazione industriale storica attraverso tecnologie più moderne.
I 33 milioni erano già previsti: che cosa è cambiato oggi
Il finanziamento pubblico annunciato il 4 novembre non nasce però da una nuova decisione. Il 18 aprile 2025 era già stato firmato un Accordo di sviluppo fra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia, Regione Toscana e Jsw, che prevedeva circa 33 milioni di euro di sostegno pubblico per l’ammodernamento del laminatoio.
Il programma comprende due progetti per la tutela ambientale e uno dedicato alla ricerca industriale e allo sviluppo sperimentale. L’intesa era stata successivamente richiamata anche nell’Accordo di programma del 9 luglio 2026, sottoscritto per definire il futuro industriale e occupazionale del polo siderurgico.
La novità di oggi è dunque il successivo passaggio autorizzativo comunicato dall’azienda: Invitalia ha ammesso e sottoscritto le agevolazioni per 32,960 milioni di euro.
Un avanzamento concreto dell’iter, che non va tuttavia confuso con l’avvenuta erogazione materiale di tutti i finanziamenti.
Oltre 51 milioni di macchinari già acquistati
Per comprendere a che punto sia il progetto occorre tornare anche al febbraio scorso. All’epoca Jsw aveva comunicato di aver già ordinato e pagato macchinari e attrezzature per 51 milioni e 450mila euro, destinati proprio al nuovo treno rotaie.
Una parte consistente di quei materiali era già arrivata nei capannoni dello stabilimento piombinese, in attesa dell’avvio dei lavori.
Fra le attrezzature figurano le nuove gabbie di laminazione, i sistemi elettrici e oleodinamici e i componenti dell’impianto destinato all’indurimento della testa delle rotaie.
La presenza dei macchinari rappresenta un elemento concreto dell’investimento industriale. Ma evidenzia anche quanto sia diventato importante superare gli ostacoli amministrativi che ancora separano il progetto dalla sua realizzazione.
La variante urbanistica, il passaggio che ancora manca
Ed è proprio qui che si concentra adesso l’attenzione. Il 21 ottobre, dopo un incontro con le organizzazioni sindacali, il sindaco di Piombino Francesco Ferrari e il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Luigi Coppola avevano annunciato che Jsw aveva finalmente completato la predisposizione degli elaborati tecnici necessari alla variante urbanistica.
Il risultato era arrivato dopo un lungo lavoro di confronto fra i tecnici dell’azienda e gli uffici comunali, ma il Comune aveva chiarito che restava un passaggio necessario: la trasmissione formale della documentazione al Ministero competente, per attivare la procedura amministrativa.
Il completamento dei documenti, infatti, non equivale all’approvazione della variante. E nemmeno il via libera urbanistico, da solo, sostituisce gli ulteriori titoli necessari a realizzare concretamente gli interventi.
Nel comunicato diffuso oggi, Jsw conferma questa condizione: i lavori inizieranno soltanto dopo la variante urbanistica e il rilascio del titolo edilizio. La durata prevista è di circa 18 mesi.
Per questo non è ancora possibile indicare una data certa di completamento dell’ammodernamento: prima deve essere stabilito quando il cantiere potrà effettivamente aprire.
E i lavoratori? Il piano del laminatoio non risolve da solo tutta la vertenza
L’arrivo delle agevolazioni rappresenta un segnale importante per il futuro industriale di JSW, ma non chiarisce ancora tutte le prospettive occupazionali del polo siderurgico. L’Accordo di programma sottoscritto a luglio prevede la salvaguardia dell’intera forza lavoro del gruppo, compresi i dipendenti delle società Gsi Lucchini e Piombino Logistics, e il ricorso agli ammortizzatori sociali per accompagnare la fase di transizione.
Il nuovo comunicato, tuttavia, non specifica quanti lavoratori saranno direttamente impiegati nel laminatoio ammodernato, quanti potranno rientrare stabilmente dalla cassa integrazione e se l’aumento della capacità produttiva potrà determinare nuove assunzioni.
Sono questioni tutt’altro che secondarie per una città che da anni attende il rilancio del proprio sistema siderurgico.
C’è poi il capitolo Metinvest Adria, il progetto della nuova acciaieria elettrica sul quale continuano a pesare incertezze. L’Accordo di programma di luglio prevede che, qualora il progetto Metinvest non venga realizzato, in tutto o in parte, entro il 2027, Jsw debba presentare un piano industriale alternativo finalizzato alla tutela e al riassorbimento dei lavoratori interessati.
Questo significa che l’ammodernamento del treno rotaie, per quanto importante, non rappresenta automaticamente la soluzione di tutti i problemi industriali e occupazionali del polo di Piombino.
Piombino, la svolta sarà vedere finalmente partire i lavori
Il quadro che emerge è quello di un progetto che, almeno dal punto di vista degli investimenti annunciati, ha assunto una dimensione concreta. Ci sono un programma industriale dettagliato, macchinari già acquistati, un Accordo di sviluppo, un Accordo di programma e adesso il via libera alle agevolazioni comunicato da Invitalia attraverso Jsw.
E ci sono obiettivi ambiziosi: produrre rotaie più lunghe, più resistenti e aumentare la capacità del laminatoio fino a 600mila tonnellate annue, ma a Piombino la differenza fra un progetto sulla carta e una prospettiva industriale reale si misura soprattutto con l’avvio dei cantieri, con il funzionamento degli impianti e con il lavoro.
I 33 milioni sono un altro passo avanti. La svolta arriverà quando cominceranno i lavori del nuovo treno rotaie. Ed è su quella data, ancora da definire, che si concentrano ora le attese della città e dei lavoratori.
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