#Finsubito news – tutte le decisioni del Governo Meloni, dall’ANAC all’energia


Il Governo approva la riforma dei Corpi ausiliari della Croce Rossa, avvia le nuove nomine all’Autorità Anticorruzione e recepisce la direttiva europea sulla qualità dell’aria. Rinviato il decreto contro il caro energia. Via libera a quattro progetti ambientali, nuovi fondi per le emergenze e impugnazione della legge veneta sul suicidio medicalmente assistito.

Roma, 5 novembre 2026 – Il Consiglio dei ministri, riunitosi giovedì 5 novembre 2026 a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni, ha adottato una serie di provvedimenti che riguardano la pubblica amministrazione, la difesa, la sanità, l’ambiente, l’energia, la giustizia e le istituzioni nazionali.

La riunione, iniziata alle 17.14 e conclusa alle 17.51, ha visto la partecipazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, con funzioni di segretario.

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Tra le principali decisioni figurano la revisione della disciplina dei Corpi ausiliari della Croce Rossa Italiana, le misure urgenti per garantire la continuità operativa dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), l’avvio delle procedure per il rinnovo dei suoi vertici e l’approvazione definitiva del decreto legislativo sulla qualità dell’aria.

Rinviato invece alla prossima seduta il decreto-legge destinato a ridurre il costo dell’energia elettrica e del gas per famiglie e imprese, a causa della necessità di ulteriori interlocuzioni con l’Unione europea e di verifiche da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il Governo ha inoltre approvato interventi relativi a quattro progetti sottoposti a valutazione ambientale, stanziato ulteriori risorse per le regioni colpite dal maltempo e deliberato diverse nomine istituzionali.

Particolare rilievo assume infine la decisione di impugnare la legge della Regione Veneto che disciplina le procedure per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito.

Croce Rossa Italiana: approvata in via preliminare la riforma dei Corpi ausiliari delle Forze armate

Il Consiglio dei ministri, su proposta della presidente Giorgia Meloni, del ministro della Difesa Guido Crosetto e del ministro della Salute Orazio Schillaci, ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo che modifica la disciplina del Corpo militare volontario e del Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana.

Il provvedimento attua la delega prevista dall’articolo 2 della legge 1° aprile 2026, n. 48, intervenendo sulle disposizioni contenute nel Codice dell’ordinamento militare, disciplinato dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66.

Una delle novità riguarda la denominazione del Corpo delle infermiere volontarie, che assumerà ufficialmente il nome di Corpo delle crocerossine.

La riforma aggiorna l’organizzazione, le funzioni e le modalità operative dei due Corpi, con l’obiettivo di ridefinire il loro rapporto con le Forze armate.

Croce Rossa sotto la vigilanza del Ministero della Difesa per i servizi ausiliari

Secondo quanto previsto dal decreto, per l’organizzazione e il funzionamento dei servizi ausiliari delle Forze armate, la Croce Rossa Italiana sarà sottoposta alla vigilanza del Ministero della Difesa.

Tale attività di vigilanza dovrà verificare che i servizi rispondano alle esigenze operative delle Forze armate e che le risorse disponibili vengano utilizzate correttamente.

Le convenzioni stipulate con il Ministero della Difesa, attraverso le quali vengono finanziati i servizi ausiliari, disciplineranno anche la formazione dei soccorritori militari.

Corpo militare volontario: ruolo unico, nuove modalità di arruolamento e revisione dei gradi

La riforma introduce un ruolo unico del personale del Corpo militare volontario, costituito esclusivamente da volontari in congedo.

Il personale sarà suddiviso in due categorie principali.

La prima comprenderà il personale direttivo, costituito da medici, odontoiatri, farmacisti, veterinari, dirigenti infermieri, psicologi, biologi, fisici, chimici e commissari.

La seconda sarà rappresentata dal personale di assistenza.

Il decreto apre inoltre l’arruolamento alle socie e ai soci volontari della Croce Rossa Italiana, attraverso una ridefinizione dei requisiti e delle procedure di accesso.

Un’altra modifica riguarda la gerarchia dei gradi e la figura dell’Ispettore nazionale.

Quest’ultimo sarà scelto tra i colonnelli del ruolo unico e nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministro della Difesa, nell’ambito di una terna indicata dal presidente nazionale della Croce Rossa Italiana.

La nomina comporterà il conferimento del grado di brigadier generale e avrà una durata di quattro anni, con possibilità di conferma per non più di una volta consecutivamente.

Il provvedimento aggiorna inoltre la disciplina relativa allo stato giuridico del personale, all’avanzamento di carriera e ai procedimenti disciplinari.

Viene confermato che il personale chiamato in servizio continuerà a portare sull’uniforme le stellette a cinque punte, quale segno dello stato giuridico di militare.

Corpo delle crocerossine: formazione fino a due anni

Per il Corpo delle crocerossine, il decreto ridefinisce le attività istituzionali, individuandole principalmente nell’assistenza e nel conforto agli infermi e alle persone vulnerabili in ambito socio-sanitario.

Viene inoltre rivisto il percorso formativo necessario per ottenere il diploma di crocerossina.

Il corso avrà una durata massima di due anni e si svolgerà presso i comitati della Croce Rossa Italiana, gli ospedali civili e militari e gli ambulatori.

Il provvedimento, essendo stato approvato in esame preliminare, dovrà completare il successivo iter previsto per la sua adozione definitiva.

ANAC: decreto urgente per garantire la continuità dell’Autorità Anticorruzione

Un altro punto centrale della riunione riguarda l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).

Su proposta della presidente Giorgia Meloni e del ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge contenente misure urgenti per garantire la continuità delle funzioni dell’Autorità.

Il provvedimento stabilisce che il presidente e i componenti dell’ANAC, nominati con decreti del Presidente della Repubblica dell’11 settembre 2020, possano continuare temporaneamente a esercitare le proprie funzioni.

La prosecuzione dell’attività sarà tuttavia limitata agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti.

Questa disciplina transitoria resterà in vigore fino alla nomina del nuovo presidente e dei nuovi componenti dell’Autorità e comunque per un periodo non superiore a 45 giorni dall’entrata in vigore del decreto-legge.

La misura è finalizzata a evitare interruzioni nell’attività istituzionale dell’organismo nazionale incaricato delle funzioni di prevenzione della corruzione e vigilanza nei settori di propria competenza.

ANAC, avviata la procedura per nominare Trifone Altieri presidente

Parallelamente all’approvazione del decreto urgente, il Governo ha deliberato l’avvio della procedura per il rinnovo dei vertici dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Su proposta del ministro Paolo Zangrillo, è stata avviata la procedura per la nomina del dottor Trifone Altieri alla presidenza dell’ANAC.

Per il ruolo di componenti dell’Autorità sono stati individuati:

  • Ivano Maccani, generale di divisione;
  • Eugenio Rubolino, dottore;
  • Carmela Margherita Rodà, avvocato;
  • Maria Rosaria Maugeri, professoressa e avvocato.

L’avvio della procedura di nomina del presidente, ai sensi dell’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, è stato proposto di concerto con il ministro della Giustizia Carlo Nordio e con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Si tratta dell’avvio dell’iter di nomina e non ancora del suo completamento definitivo.

Qualità dell’aria: approvato definitivamente il decreto che recepisce la direttiva europea

Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2024/2881 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, relativa alla qualità dell’aria ambiente e a un’aria più pulita in Europa.

Il provvedimento è stato presentato dal ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti e dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

Il testo approvato tiene conto dei pareri espressi dalla Conferenza unificata e dalle competenti Commissioni parlamentari.

L’intervento si inserisce nel processo di adeguamento della normativa italiana alla disciplina europea sulla qualità dell’aria, uno degli ambiti centrali delle politiche ambientali e di tutela della salute pubblica.

La direttiva europea riguarda il quadro normativo per il monitoraggio e il miglioramento della qualità dell’aria ambiente.

Il comunicato del Governo conferma l’approvazione definitiva del decreto legislativo, senza riportare nel dettaglio le singole disposizioni attuative.

Caro energia, rinviato il decreto per ridurre le bollette di famiglie e imprese

Tra le decisioni di maggiore interesse economico e sociale figura il rinvio del provvedimento destinato ad affrontare il costo dell’energia.

Il Consiglio dei ministri ha infatti deciso di rinviare alla prossima seduta l’esame dello schema di decreto-legge contenente disposizioni urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas a favore delle famiglie e delle imprese.

La decisione è stata motivata dalla necessità di proseguire il confronto con l’Unione europea e di effettuare le conseguenti verifiche da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il rinvio non rappresenta quindi un’approvazione del decreto, né una sua definitiva cancellazione.

Il provvedimento resta all’esame del Governo e dovrà essere nuovamente affrontato in una successiva riunione.

Il comunicato ufficiale non specifica gli importi delle eventuali agevolazioni, i requisiti dei beneficiari o le modalità attraverso le quali saranno ridotti i costi energetici.

Per conoscere l’effettiva portata delle misure sarà necessario attendere l’approvazione del testo.

Ambiente ed energie rinnovabili: giudizio positivo su quattro progetti in Puglia, Basilicata e Piemonte

Il Governo ha inoltre esaminato quattro procedimenti di valutazione di impatto ambientale, nell’ambito delle proprie competenze di valutazione e armonizzazione degli interessi pubblici.

Le deliberazioni sono state adottate su proposta della presidente Giorgia Meloni, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23 agosto 1988, n. 400.

In base all’articolo 7 del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, le deliberazioni del Consiglio dei ministri sostituiscono a ogni effetto il provvedimento di valutazione di impatto ambientale (VIA).

Per tutti e quattro i progetti esaminati è stato espresso un giudizio positivo di compatibilità ambientale, subordinato al rispetto delle prescrizioni impartite dalle Commissioni competenti istituite presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

Puglia: impianto agrivoltaico Foggia-Manfredonia da 103,31 MW

Il primo intervento riguarda la realizzazione dell’impianto agrivoltaico denominato “Foggia – Manfredonia”, con una potenza prevista di 103,31 megawatt (MW).

Il progetto comprende anche un impianto di accumulo da 20 MW e le relative opere di connessione alla rete di trasmissione nazionale.

L’infrastruttura rientra tra i progetti energetici sottoposti al giudizio di compatibilità ambientale del Governo.

Ascoli Satriano: via libera ambientale all’impianto Sansone da 47,33 MW

Il secondo progetto interessa il territorio comunale di Ascoli Satriano, in provincia di Foggia, nella località Masseria Sansone.

È prevista la realizzazione dell’impianto agrivoltaico denominato “Sansone”, con una potenza pari a 47,33 MW.

Il progetto comprende le opere di connessione e le infrastrutture necessarie al funzionamento dell’impianto.

Anche in questo caso il giudizio positivo di compatibilità ambientale è subordinato al rispetto delle prescrizioni previste.

Puglia e Basilicata: impianto agrivoltaico da 44,01 MW tra Bari e Matera

Il terzo intervento interessa due regioni, Puglia e Basilicata.

Il progetto prevede la realizzazione di un impianto agrivoltaico con una potenza di 44,01 MW, da ubicare nei territori comunali di Santeramo in Colle e Altamura, entrambi nella provincia di Bari.

Le opere di connessione alla rete di trasmissione nazionale interesseranno invece il comune di Matera.

La valutazione positiva è subordinata al rispetto delle prescrizioni impartite sia dalla Commissione competente istituita presso il Ministero dell’Ambiente sia dalla Regione Basilicata.

Considerando i tre progetti agrivoltaici, la potenza complessiva prevista ammonta a 194,65 MW, ai quali si aggiunge il sistema di accumulo da 20 MW associato all’impianto Foggia-Manfredonia.

Piemonte: intervento sulla rete elettrica della Val Formazza

Il quarto progetto riguarda il Piemonte.

Il Consiglio dei ministri ha espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale sul progetto di “Razionalizzazione della rete a 220 kV della Val Formazza”.

L’intervento interessa la rete elettrica dell’area piemontese e rientra tra i procedimenti ambientali esaminati dal Governo.

Anche per questo progetto restano vincolanti le prescrizioni delle Commissioni competenti.

Maltempo, stanziati altri 1,77 milioni di euro per Abruzzo, Basilicata, Molise e Puglia

Il Consiglio dei ministri ha deliberato un ulteriore stanziamento destinato agli interventi connessi agli eventi meteorologici eccezionali che hanno interessato alcune regioni italiane.

Su proposta del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, il Governo ha approvato l’assegnazione di 1.770.000 euro aggiuntivi.

Le risorse saranno prelevate dal Fondo per le emergenze nazionali e destinate agli interventi relativi allo stato di emergenza già dichiarato in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal 28 marzo 2026.

I territori interessati appartengono alle regioni Abruzzo, Basilicata, Molise e Puglia.

Lo stanziamento si aggiunge alle risorse già previste per affrontare le conseguenze dell’emergenza.

Il comunicato non riporta la ripartizione dei fondi tra le singole regioni né l’elenco dettagliato degli interventi finanziati.

Giustizia: prorogati fino al 30 giugno 2027 i contratti per la documentazione degli atti processuali penali

Il Governo ha affrontato anche una questione riguardante il funzionamento dei servizi della giustizia.

Ai sensi dell’articolo 25, comma 2, del regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, il Consiglio dei ministri ha approvato la proposta motivata del ministro della Giustizia Carlo Nordio per dare corso, con registrazione con riserva da parte della Corte dei conti, a un provvedimento direttoriale.

Si tratta del decreto del 16 luglio 2026 del Direttore generale delle risorse materiali e delle tecnologie del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi del Ministero della Giustizia.

Il provvedimento dispone la proroga tecnica fino al 30 giugno 2027 dei contratti per la fornitura dei servizi di documentazione degli atti processuali penali.

La decisione è stata adottata in attesa del completamento della nuova procedura di gara per l’affidamento del servizio.

La finalità dichiarata è evitare che la scadenza dei contratti possa compromettere il regolare esercizio dell’attività giurisdizionale.

Nomine istituzionali: quattro nuovi consiglieri di Stato e avvio della procedura per Giulio Centemero alla CONSOB

Il Consiglio dei ministri ha adottato anche diverse deliberazioni relative a incarichi istituzionali.

Consiglio di Stato: nominati Zingales, Mariano, Palomba e D’Angiolella

Su proposta della presidente Giorgia Meloni, ai sensi dell’articolo 19, primo comma, numero 2), della legge 27 aprile 1982, n. 186, e acquisito il parere favorevole del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, sono stati nominati consiglieri di Stato:

  • Umberto Zingales, professore e avvocato;
  • Peppino Mariano, avvocato;
  • Claudio Palomba, prefetto;
  • Rosita D’Angiolella, consigliere della Corte suprema di cassazione.

Le nomine riguardano il Consiglio di Stato, organo di rilievo costituzionale che svolge funzioni consultive e giurisdizionali nell’ambito della giustizia amministrativa.

CONSOB: avviata la procedura per la nomina di Giulio Centemero

Il Governo ha deliberato, su proposta della presidente Meloni, l’avvio della procedura per la nomina del dottor Giulio Centemero a componente della Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB).

L’Autorità esercita funzioni di vigilanza nell’ambito dei mercati finanziari.

Anche in questo caso la deliberazione riguarda l’avvio della procedura e non la conclusione dell’iter di nomina.

CNEL: Mario Sette nominato rappresentante dei lavoratori dipendenti

Su proposta della presidente del Consiglio, ai sensi dell’articolo 3, comma 2, della legge 30 dicembre 1986, n. 936, il Governo ha nominato Mario Sette componente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL).

La nomina è stata effettuata sulla base della designazione pervenuta dalla CONFEDIR.

Sette rappresenterà la categoria dei lavoratori dipendenti all’interno dell’organismo.

Santo Stefano-Ventotene: prorogato fino al 2029 il commissario per l’ex carcere borbonico

Il Consiglio dei ministri ha inoltre deliberato la proroga dell’incarico di commissario straordinario del Governo per gli interventi di restauro e valorizzazione dell’ex carcere borbonico dell’isola di Santo Stefano-Ventotene.

L’incarico, affidato a Giuseppe Francesco Maria Marinello, è stato prorogato fino al 2 marzo 2029.

La deliberazione è stata adottata su proposta della presidente Giorgia Meloni, ai sensi dell’articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400.

Agenzia per la cybersicurezza nazionale: rientro del prefetto Milena Antonella Rizzi

Su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Consiglio dei ministri è stato sentito ai fini del rientro dalla posizione di fuori ruolo presso l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) del prefetto Milena Antonella Rizzi.

La dirigente è destinata a svolgere le funzioni di Ispettore generale di amministrazione.

Suicidio medicalmente assistito: il Governo impugna la legge della Regione Veneto

Tra le decisioni di maggiore rilevanza istituzionale figura quella relativa alla legge regionale veneta sull’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito.

Il Consiglio dei ministri ha esaminato complessivamente otto leggi regionali, deliberando di impugnarne una.

Si tratta della legge della Regione Veneto n. 17 dell’8 settembre 2026, intitolata:

“Procedure per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito”.

Il Governo ha deciso di impugnare la norma in relazione a una serie di parametri di costituzionalità, richiamando in particolare gli articoli 2, 3, 32, 97, 117 e 123 della Costituzione.

Le disposizioni costituzionali richiamate riguardano diversi principi fondamentali dell’ordinamento, tra cui i diritti inviolabili della persona, l’uguaglianza, la tutela della salute, il buon andamento dell’amministrazione pubblica e la ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni.

La decisione apre un contenzioso costituzionale sulla normativa regionale.

L’impugnazione non equivale a una dichiarazione di illegittimità costituzionale: sarà la Corte costituzionale, nell’ambito del procedimento, a valutare le questioni sollevate.

Il comunicato ufficiale non dettaglia le singole censure formulate nei confronti delle disposizioni della legge veneta, limitandosi a indicare i parametri costituzionali richiamati.

Le altre sette leggi regionali che il Governo ha deciso di non impugnare

Nella stessa seduta, il Consiglio dei ministri ha deliberato di non impugnare altre sette leggi regionali, riguardanti Abruzzo, Veneto e Lazio.

Abruzzo: assestamento del bilancio regionale 2026-2028

Il Governo ha deciso di non impugnare la legge della Regione Abruzzo n. 27 dell’11 settembre 2026, relativa all’assestamento del bilancio di previsione 2026-2028.

La normativa, adottata ai sensi dell’articolo 50 del decreto legislativo n. 118 del 2011, contiene anche modifiche a leggi regionali e ulteriori disposizioni di natura finanziaria.

Veneto: contrasto all’occupazione abusiva degli alloggi pubblici

Non sarà impugnata la legge regionale del Veneto n. 18 del 15 settembre 2026, che introduce disposizioni per contrastare l’occupazione e l’utilizzo abusivi degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Il provvedimento modifica inoltre la legge regionale 3 novembre 2017, n. 39, relativa alla disciplina dell’edilizia residenziale pubblica.

Veneto: organizzazione e attribuzioni delle strutture della Giunta regionale

Il Governo ha deciso di non impugnare la legge veneta n. 19 del 15 settembre 2026, che modifica l’articolo 7 della legge regionale 31 dicembre 2012, n. 54.

La disposizione riguarda l’ordinamento e le attribuzioni delle strutture della Giunta regionale, in attuazione dello Statuto del Veneto.

Veneto: valorizzazione del paesaggio della pianura veneta

Nessuna impugnazione anche per la legge regionale n. 20 del 15 settembre 2026, dedicata alla promozione e alla valorizzazione del paesaggio della pianura veneta.

Veneto: promozione del patrimonio presepiale

Il Consiglio dei ministri ha deciso di non impugnare la legge regionale n. 21 del 15 settembre 2026, riguardante la valorizzazione e la promozione del patrimonio presepiale del Veneto.

Veneto: misure temporanee sulla qualità dell’aria e limitazioni della circolazione

Non sarà impugnata neppure la legge regionale n. 22 del 15 settembre 2026, contenente misure compensative e temporanee in applicazione dell’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2023, n. 121.

Il provvedimento nazionale, convertito con modificazioni dalla legge 6 novembre 2023, n. 155, riguarda le misure urgenti in materia di pianificazione della qualità dell’aria e limitazioni della circolazione stradale.

Lazio: modifiche alla normativa sull’equo compenso

Infine, il Governo ha deliberato di non impugnare la legge della Regione Lazio n. 21 del 16 settembre 2026.

La norma introduce modifiche alla legge regionale 12 aprile 2019, n. 6, relativa all’equo compenso e alla tutela delle prestazioni professionali.

Consiglio dei ministri del 5 novembre 2026: i principali provvedimenti e le prossime scadenze

La seduta del 5 novembre 2026 si conclude con un insieme di decisioni che interessano differenti settori dell’amministrazione pubblica e delle politiche nazionali.

Sul piano istituzionale, assumono particolare rilievo il rinnovo dei vertici dell’ANAC e la disciplina transitoria che consente all’Autorità di proseguire le proprie funzioni per un massimo di 45 giorni dall’entrata in vigore del decreto-legge, nei limiti stabiliti dal provvedimento.

Sul fronte ambientale, l’approvazione definitiva del decreto legislativo sulla qualità dell’aria rappresenta un passaggio nell’adeguamento della normativa nazionale alla disciplina europea, mentre i giudizi positivi di compatibilità ambientale riguardano tre impianti agrivoltaici e un progetto di razionalizzazione della rete elettrica.

Per le famiglie e le imprese resta invece aperta la questione del decreto contro il caro energia, il cui esame è stato rinviato alla prossima seduta per consentire ulteriori interlocuzioni con l’Unione europea e le verifiche del Ministero dell’Economia.

In materia di sanità e competenze regionali, la decisione di impugnare la legge veneta sul suicidio medicalmente assistito introduce un ulteriore passaggio nel confronto istituzionale sui limiti dell’intervento legislativo regionale.

Completano il quadro le nuove nomine, le misure per garantire la continuità dei servizi giudiziari, la riorganizzazione dei Corpi ausiliari della Croce Rossa Italiana e gli ulteriori finanziamenti destinati ai territori colpiti dagli eventi meteorologici.

La riunione del Consiglio dei ministri n. 196 si è conclusa alle ore 17.51 del 5 novembre 2026.

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