#Finsubito news – Fondi porto turistico gallipoli opposizione arrembaggio


GALLIPOLI – Fondi milionari, porto turistico e ingresso nell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Ionio di Taranto. La rotta tracciata dalla maggioranza del sindaco Flavio Fasano in consiglio comunale non ha tacitato i dubbi e le perplessità dei gruppi di opposizione di Pd, Prossima e Tony Piteo Sindaco che tornano, congiuntamente, sulla questione.

Insistendo sulla necessità di aprire un confronto ampio sulla progettualità in itinere e soprattutto palesando la volontà di non volere “svendere” a cuor leggero l’identità e l’integrità ambientale della zona della Giudecca e del litorale di Scirocco così come continuano a ritenere “pericoloso”, per l’autonomia decisionale e pianificatrice del Comune, il dover dipendere dalla competenza imposta dall’Autorità portuale.

“Se in Consiglio comunale si è finalmente discusso del futuro del porto di Gallipoli è soltanto perché lo abbiamo preteso noi” ammoniscono i consiglieri di minoranza, “senza la nostra mozione, infatti, una scelta destinata a incidere profondamente sul volto della città sarebbe andata avanti senza un vero confronto pubblico. E la discussione ci ha dato ragione: dietro l’ipotesi del nuovo porto turistico non è stato presentato un progetto definito, non sono stati illustrati studi comparativi sulle possibili alternative e non sono stati chiariti gli impatti ambientali e urbanistici dell’intervento. C’è la volontà di intercettare finanziamenti, ma manca ancora una visione compiuta di ciò che si intende realizzare”.

E’ questo il succo del nuovo intervento dei gruppi della minoranza all’indomani della seduta del consiglio comunale dedicata all’adeguamento del Piano del Porto, al nuovo porto turistico e al protocollo d’intesa con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio.

“La maggioranza ha inizialmente contestato perfino la legittimità della nostra mozione, nonostante si trattasse di un atto di indirizzo politico e non di una proposta deliberativa” ricostruisco i consiglieri, “abbiamo sostenuto le nostre ragioni, anche attraverso un parere legale e, alla fine, la discussione si è svolta. Ma hanno preferito non pronunciarsi nel merito delle questioni sollevate. È una scelta politicamente significativa perché quando si evita di rispondere alle domande il problema non sono le domande, ma le risposte che non si è in grado di dare”.

I partiti dell’opposizione ribadiscono di non voler contestare la necessità di investire nella portualità e nello sviluppo economico di Gallipoli. Ma di contestare un metodo “che sembra rovesciare l’ordine delle priorità: prima si cercano i finanziamenti, poi si immagina che cosa costruire”. Ma secondo le valutazioni dei gruppi di Pd, Prossima e Tony Piteo Sindaco, un’infrastruttura capace di modificare per sempre il rapporto tra la città e il suo mare non può nascere da una semplice scheda funzionale alla richiesta dei fondi pubblici. Occorrono, viceversa, studi, valutazioni ambientali, alternative progettuali e soprattutto una scelta condivisa con la comunità.

“Abbiamo chiesto perché si insista sulla soluzione del cosiddetto porto a Scirocco” incalzano i consiglieri, “in un contesto di particolare sensibilità ambientale, senza aver dimostrato che sia la migliore possibile. Abbiamo proposto di approfondire anche soluzioni alternative, a partire dal potenziamento del porto grande, per verificare se sia possibile rispondere alle esigenze di sviluppo con un impatto minore sul territorio. Nessuna di queste domande ha ricevuto risposte sufficienti”.

Ma il nodo più preoccupante secondo la minoranza, alla luce del nuovo protocollo d’intesa con l’Autorità portuale, riguarda ora il futuro dell’autonomia decisionale di Gallipoli.

“L’amministrazione ha approvato un protocollo d’intesa finalizzato all’ingresso del porto nell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, senza chiarire adeguatamente quali competenze resteranno alla città, chi programmerà gli interventi e con quali garanzie per il territorio” ribadiscono i consiglieri facendo eco a quanto già evidenziato nel corso dell’assise comunale. 

“Abbiamo sollevato una questione giuridica fondamentale” dicono, “la normativa nazionale attribuisce al presidente della Regione l’iniziativa per richiedere l’inserimento di un porto nel sistema di un’Autorità portuale. Qual è stato, dunque, il coinvolgimento della Regione Puglia in questo percorso? Ma c’è un’altra contraddizione: nel protocollo si prospetta la presenza del sindaco nel Comitato di gestione dell’Autorità portuale, ma la composizione di quell’organismo è disciplinata dalla legge nazionale e non può essere modificata attraverso un accordo tra enti. Non si possono presentare come garanzie politiche prerogative che la normativa non assicura”.

Il rischio temuto dai consiglieri dell’opposizione, ritenuto da loro concreto, sarebbe che Gallipoli finisca per cedere una parte importante della propria capacità di incidere sulla pianificazione portuale, proprio mentre si annunciano trasformazioni destinate a condizionarne il futuro.

“Un rischio che meriterebbe il massimo della trasparenza non decisioni assunte prima ancora di un confronto con la città” lamentano i sei consiglieri, “Gallipoli ha diritto a crescere, ma soprattutto ha diritto a scegliere come crescere. Ha diritto di conoscere i progetti prima che diventino decisioni, di valutare le alternative prima che diventino impossibili, di difendere il proprio paesaggio senza rinunciare allo sviluppo. La nostra mozione ha ottenuto un primo risultato” concludono, “portare alla luce ciò che si voleva lasciare fuori dalla discussione pubblica. Ora pretendiamo il secondo risultato, ovvero che nessuno decida il futuro del mare e della città senza Gallipoli perché un porto può essere una straordinaria opportunità di sviluppo, ma non può diventare il prezzo da pagare per perdere il diritto di decidere del proprio futuro”.

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