Avevamo già osservato la gamma TV 2026 di Samsung al CES di Las Vegas prima e ad Amburgo poi, ma all’AI Home di Milano abbiamo potuto vederle in maniera diversa. Perché l’abbiamo fatto senza spettrometri (e ingegneri che ci spiegavano come usarli) e senza contenuti demo che mettono in risalto le qualità dell’OLED e del Micro RGB. Il team di specialisti di Samsung, infatti, ha posizionato i TV su pareti e mobili normali, davanti a normali finestre e sotto normali luci. E ci ha fatto vedere canali TV “normali”.
In questo contesto, abbiamo osservato da vicino non tante le caratteristiche superlative che ci piace testare, ma l’altro dettaglio fondamentale quando facciamo recensioni: l’uso quotidiano. E anche se cercheremo di provarli più a lungo per una recensione completa, l’impressione che ci hanno dato è che la tecnologia di Samsung (AI compresa) non serve solo a stupire. Serve a migliorare quello che vediamo guardando il telegiornale, un programma di cucina o una partita dei Mondiali.
Samsung TV 2026 all’AI Home di Milano: l’AI non serve solo a fare scena
La gamma 2026 di Samsung comprende Micro RGB, OLED, Neo QLED, Mini LED e UHD, con Vision AI Companion esteso ai modelli 4K e superiori. L’idea, come avevamo già raccontato, è trasformare il televisore in qualcosa di più di uno schermo: un dispositivo capace di analizzare ciò che state guardando, migliorare immagine e audio, rispondere a richieste vocali e integrare servizi come Bixby, Perplexity AI e Microsoft Copilot.
All’AI Home, abbiamo avuto modo di provarla in casi d’uso molto classici. Chiedere alla TV di aumentare la luminosità, modificare alcune impostazioni o chiedere di togliere il commento da una partita.

Ma la parte più convincente resta il processing video. Perché la sfida vera non è mostrare bene un filmato demo in 4K HDR perfettamente masterizzato, ma prendere un canale televisivo normale, magari con bitrate non entusiasmante, compressione visibile e colori non proprio da sala grading, e renderlo guardabile su un pannello enorme.
I canali TV normali sono il vero banco di prova
Samsung ci ha mostrato anche contenuti televisivi lineari, quindi non solo clip perfette pensate per far brillare i pannelli. Ed è qui che l’AI Upscaling e l’elaborazione dell’immagine hanno fatto il lavoro più utile: pulire il rumore, dare più definizione ai contorni, migliorare la percezione del contrasto e rendere l’immagine più pronta per chi non ha nessuna intenzione di passare una serata a calibrare la TV. Che, per Nerd tecnologici come noi, è un po’ difficile da accettare, ma è la stragrande maggioranza degli utenti.
Questo non significa che l’AI faccia miracoli. Se la sorgente è povera, resta povera. Un canale compresso non diventa un Blu-ray UHD per magia. Però il miglioramento è percepibile, soprattutto nella pulizia generale dell’immagine e nella gestione del dettaglio.
Prima cosa da fare a casa: uscire dalla modalità Eco
C’è però un punto importante, e riguarda tutti i produttori di TV, non solo Samsung. Le regole europee su Ecodesign ed etichettatura energetica impongono requisiti sui display elettronici e prevedono etichette che mostrano anche il consumo in SDR e HDR, perché l’HDR può richiedere molta più energia rispetto ai contenuti standard.


Il risultato pratico è che molti televisori arrivano sul mercato con una modalità Eco o particolarmente conservativa già impostata, così da rispettare consumi, limiti e dati dichiarati. Ha senso dal punto di vista energetico. Molto meno dal punto di vista dell’esperienza visiva.
Quindi, se anche non modificherete nessun altra impostazione, quando portate a casa una TV nuova, andate a controllare subito la modalità immagine. Se volete avvicinarvi ai colori e alla luminosità visti in showroom, difficilmente la modalità Eco sarà quella giusta. Meglio scegliere una modalità più adatta alla visione reale: Film, Filmmaker Mode, Standard o quella più equilibrata per i vostri gusti. Altrimenti rischiate di perdervi immagini davvero interessanti, soprattutto sull’azzeccata gamma OLED.
Gli OLED Samsung 2026 gestiscono bene anche le luci difficili
La gamma OLED 2026 (noi abbiamo visto in particolare S99H, S95H, S90H) ci aveva già convinto a Francoforte, anche grazie al suo trattamento antiriflesso. Quest’ultimo, chiamato Glare Free, viene esteso anche ad altri modelli della gamma, non solo al top assoluto, e dal vivo fa davvero la differenza.
All’AI Home di Milano non eravamo in una sala buia perfettamente controllata. C’erano luci da showroom, riflessi, superfici brillanti, situazioni più vicine a un salotto reale di quanto spesso accada durante le presentazioni stampa. E gli OLED Samsung si sono comportati molto bene. Il tutto senza “rovinare” troppo la profondità del nero, che resta il cavallo di battaglia della tecnologia OLED.
La modalità Gallery sugli OLED è quasi surreale


C’è poi un dettaglio che, secondo noi, racconta bene quanto siano cambiati gli OLED negli ultimi anni: la modalità Gallery. Samsung porta l’esperienza artistica anche su alcuni OLED 2026, con Art Store e riproduzione di opere pensata per trasformare il televisore in un quadro quando non lo state usando.
Con il team di esperti Samsung e alcuni colleghi di altre testate abbiamo discusso di come, fino a non molto tempo fa, con gli OLED c’era la paranoia dello screen saver immediato, del logo fisso, del burn-in, dell’immagine statica da evitare. Oggi invece siamo qui a guardare quadri su uno schermo OLED.
Samsung ci aveva già spiegato che l’Art Mode lavora con luminosità ridotta e accorgimenti pensati per limitare i rischi, anche se non entra nei dettagli tecnici più profondi. Resta comunque un cambio di paradigma interessante: l’OLED non è più solo “il pannello perfetto per guardare film al buio”, ma prova a diventare anche un oggetto d’arredo.
Qui il riferimento inevitabile resta The Frame, che continua a essere il prodotto Samsung più esplicitamente pensato per sembrare un quadro prima ancora che un televisore. The Frame Pro (nel modello LS03HW) aggiunge anche qualità Neo QLED, Glare Free, Art Mode e Wireless One Connect, per evitare di avere cavi a vista. Quindi resta la scelta più coerente per chi vuole davvero appendere una TV come fosse una stampa da galleria. Ma vedere parte di quella filosofia arrivare anche sugli OLED fa un certo effetto.


Micro RGB: colori impossibili per mostrare cosa può fare il BT.2020
Samsung ci ha mostrato anche il Micro RGB (in particolare nel top di gamma, l’R95H), la tecnologia più scenografica della gamma 2026. Qui il principio è diverso rispetto a un LCD tradizionale: invece di partire da una retroilluminazione bianca filtrata, Samsung usa micro LED rossi, verdi e blu controllati con grande precisione, così da ottenere una resa cromatica molto ampia e una copertura dichiarata del 100% dello spazio colore BT.2020.
Per mostrarlo, Samsung ha usato contenuti con colori quasi fosforescenti, volutamente estremi. Scene piene di verdi elettrici, rossi accesi, tonalità impossibili. La demo funzionava, ma difficilmente guarderete contenuti del genere ogni sera. Il BT.2020 è uno standard molto ampio, pensato per l’Ultra HD e l’HDR, ma non tutte le sorgenti lo sfruttano davvero in modo così aggressivo. Anzi, la maggior parte dei contenuti in streaming sono calibrati per fare molto meno.
Le tante zone di dimming e gli ottimi processori lo rendono comunque un buonissimo prodotto. Anche se, in quanto a contrasto e profondità del nero, le differenze con l’OLED si vedono anche nelle condizioni imperfette dell’AI Home. Il team di Samsung, però, ci dice che molti utenti lo trovano ottimo per le partite di calcio e lo sport in generale. Che in questo momento, forse, conta più del dettaglio cinematografico.
Vision AI Companion: quando parlare alla TV diventa utile
La parte “smart” della gamma 2026 ruota intorno a Vision AI Companion, che integra diverse piattaforme AI e prova a rendere la TV più contestuale. Non solo comandi vocali semplici, quindi, ma anche suggerimenti, informazioni e funzioni che dipendono da ciò che state guardando.
Ci sono poi funzioni più specifiche, come AI Football Mode, AI Sound Controller Pro e l’upscaling basato sull’intelligenza artificiale. Per lo sport, Samsung lavora su fluidità del movimento, colori e audio; per l’audio, permette di intervenire su dialoghi, commento e rumore di fondo.
La gamma Samsung TV 2026 punta sulla concretezz
Dopo Francoforte e dopo questa nuova prova all’AI Home di Milano, la sensazione è che la gamma Samsung TV 2026 non voglia solo puntare a stravolgerci con la scheda tecnica, ma punti soprattutto a migliorare la visione quotidiana. Non perché le schede tecniche non siano impressionanti, ma perché prova a ricordarci che un TV è, prima di tutto, l’esperienza che offre. E l’AI per l’upscaling, un sistema operativo ancora più intuitivo e impostazioni intelligenti dell’immagine per la maggior parte degli utenti contano più della luminosità massima.
Se volete scoprire i prezzi, li trovate in questo nostro articolo dedicato alla gamma Samsung.
Samsung Smart TV 55″ QE55S95HATXZT OLED 4K Glare Free, HDR…
- COLORI REALI, NERI ASSOLUTI: Con tecnologia OLED HDR Pro, la Smart TV Samsung OLED 4K 55″ S95H offre un’esperienza…
- UN UPGRADE AL TUO STILE DI VITA: Lasciati guidare dal tuo assistente personale Vision AI Companion. Con il potente…
- AUDIO IMMERSIVO E DESIGN PREMIUM: Lasciati avvolgere dal suono tridimensionale Dolby Atmos e OTS+. Questa televisione…
Ultimo aggiornamento 2026-07-09 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Stefano Regazzi
Source link





