Sondra Cerrai e Andrea Giordani, genitori di Mattia*
Presentata come un esempio di inclusione per le persone con disabilità, la Wonderland Stella Maris Beach di Marina di Pisa, nata dalla collaborazione tra la Fondazione Stella Maris e l’Associazione Wonderland, si è rivelata tutt’altro che accessibile per i cittadini e le cittadine che hanno provato ad accedervi, tanto che sulla questione è stata presentata una specifica interrogazione al Comune di Pisa. Questa incongruenza richiama inevitabilmente alla memoria la dissonanza che ha caratterizzato anche la vicenda dei maltrattamenti ai danni di persone autistiche attuati, nel 2016, all’interno di una struttura gestita dalla medesima Fondazione. Oggi come allora la narrazione divulgata è ben diversa dalla realtà sperimentata.
A fine maggio (e poi con la grande campagna di comunicazione di inizio giugno), la Wonderland Stella Maris Beach di Marina di Pisa è stata presentata come un esempio di inclusione: una spiaggia gratuita, “completamente accessibile”, “priva di barriere architettoniche”, destinata alle persone con disabilità.
All’inaugurazione erano presenti il Sindaco di Pisa Michele Conti, gli assessori, rappresentanti istituzionali e i vertici della Fondazione Stella Maris. Fotografie, comunicati stampa, dichiarazioni, sorrisi; tutto lasciava intendere che Pisa avesse finalmente una spiaggia realmente accessibile.
Poi arrivano i cittadini. E raccontano altro.
Anna Maria Bartolini, moglie di una persona con disabilità motoria al 100% e madre di due figli anch’essi con disabilità motoria al 100%, dopo aver visto la pubblicità dell’iniziativa, percorre due ore di viaggio all’andata e due al ritorno per visitare quella che era stata presentata come una struttura modello. Quello che trova è una situazione ben diversa: nessuna segnaletica per individuare la spiaggia, due automobili parcheggiate davanti all’ingresso che impedivano il passaggio delle carrozzine, la passerella di accesso montata mentre gli utenti stavano arrivando, una passerella che non arrivava neppure fino agli ombrelloni, la sedia JOB ancora inutilizzata nello spogliatoio, un bagno destinato alle persone con disabilità privo di maniglioni e di altri elementi essenziali, nessuna doccia. Sicuramente (almeno in quel momento) niente era norma [se ne legga a questo link, N.d.R.].
Altri utenti hanno raccontato di essere rimasti impantanati nella sabbia con le carrozzine, altri hanno raccontato di decine di telefonate senza risposta e di una spiaggia sempre vuota (forse perché inagibile)?
La domanda è inevitabile: perché inaugurare ufficialmente una struttura prima che sia realmente pronta? Forse per l’uso improprio di mezzi propagandistici cui la Stella Maris ci ha abituati.
L’inclusione si misura quando una persona in carrozzina riesce ad arrivare, entrare, utilizzare i servizi, raggiungere il mare e vivere una giornata senza ostacoli. L’inclusione si misura quando anche i ragazzi (in gran parte autistici) della struttura di Marina di Pisa possono usufruire di una struttura balneare che dovrebbe essere loro in prima battuta ma che loro non vedono mai.
Per questo è molto importante l’interrogazione presentata dal consigliere comunale Luigi Maria Sofia (Sinistra Unita per Pisa), che chiede al Sindaco di chiarire se, prima dell’inaugurazione, siano state verificate l’effettiva accessibilità della struttura, le coperture assicurative previste e l’eventuale utilizzo di contributi pubblici per gli interventi di accessibilità [il testo dell’interrogazione è disponibile a questo link, N.d.R.]. Sono domande di buon senso. Perché quando si parla di persone con disabilità non può esserci spazio per la propaganda.
E c’è un altro elemento che rende questa vicenda ancora più delicata. La Fondazione Stella Maris è oggi impegnata nella realizzazione del nuovo Ospedale dei Bambini e dei Ragazzi a Cisanello, un investimento di circa 33, 35 milioni di euro che rappresenta uno dei progetti sanitari più importanti del territorio pisano e dell’intera Regione Toscana. Proprio per questo ci si aspetterebbe un alto livello di attenzione e di rigore da parte delle Istituzioni (Comune, USL) che hanno l’obbligo di controllare.
La Fondazione porta inoltre il peso di una ferita ancora aperta: il processo di primo grado sui maltrattamenti avvenuti nella struttura di Montalto di Fauglia, conclusosi con dieci condanne e il riconoscimento della responsabilità civile per l’Istituto Stella Maris. Processo che è durato nove anni e che ha coinvolto decine di ragazzi, di famiglie, di testimoni, di parti civili. Una vicenda che ha profondamente colpito la fiducia di tante famiglie e che avrebbe dovuto rafforzare la consapevolezza di quanto, quando si ha a che fare con persone fragili, ogni scelta debba essere improntata alla massima responsabilità.
Per questo la vicenda della Wonderland Stella Maris Beach non può essere liquidata come un semplice inconveniente organizzativo. Quando un ente chiede fiducia ai cittadini, riceve sostegno dalle istituzioni e si presenta come punto di riferimento nella cura e nell’assistenza delle persone più fragili, deve essere il primo a pretendere da sé stesso che i fatti corrispondano alle parole. L’autorevolezza non nasce dai comunicati stampa. La credibilità non si costruisce con le inaugurazioni. Si conquista, ogni giorno, garantendo che ciò che viene promesso sia davvero pronto, accessibile e all’altezza delle aspettative delle persone che più hanno bisogno di essere rispettate.
* Mattia Giordani è stato una delle vittime di maltrattamenti attuati, nel 2016, all’interno della struttura di Montalto di Fauglia (Pisa) destinata a ospitare persone autistiche e gestita dalla Fondazione Stella Maris. Per chi non conoscesse la vicenda segnaliamo due risorse: il video denominato “Maltrattamenti e abusi su disabili, i video dalla Stella Maris di Fauglia”, pubblicato in cronaca sul «Corriere Fiorentino» del 20 dicembre 2022, disponibile a questo link (lunghezza del filmato: 2,42 minuti); l’inchiesta di «RaiNews 24» denominata: “Spotlight. Storia di Mattia – Il più grande processo per maltrattamenti ai disabili in Italia”, pubblicata su «Rai Play» il 31 agosto 2023, visibile a questo link (lunghezza del filmato: 28,35 minuti). Sulla vicenda processuale che ne è scaturita segnaliamo invece il seguente testo: Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud, “La voce del padrone” del 25 novembre 2025.
Vedi anche:
Anna Maria Bartolini, Wonderland Stella Maris Beach, la spiaggia inclusiva inaugurata a Marina di Pisa, non è così “meravigliosa”, «Informare un’h», 3 luglio 2026.
Ultimo aggiornamento il 10 Luglio 2026 da Simona
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