IL PUNTO
“La vendetta è un desiderio della nostra nazione e deve certamente essere compiuta”, afferma la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio scritto per i funerali e la sepoltura del padre rilanciato dai media iraniani. “Promettiamo di vendicare il tuo sangue puro e il sangue di tutti i martiri di queste due guerre per mano di questi criminali e disonorevoli assassini”, prosegue.
La Cbs intanto scrive che “le delegazioni statunitense e iraniana si sono recate in Oman oggi per continuare i negoziati tramite mediatori nonostante i raid incrociati che ha fatto fallire la tregua”. Secondo la tv Usa, il team negoziale americano sarebbe guidato dal vicepresidente Vance, ma al momento non ci sono altre conferme.
13:16
Guida Suprema Mojtaba: ‘La vendetta per Ali Khamenei deve essere compiuta’
“La vendetta è un desiderio della nostra nazione e deve certamente essere compiuta”. Lo afferma la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio scritto per i funerali e la sepoltura del padre Ali Khamenei rilanciato dai media iraniani. “Promettiamo di vendicare il tuo sangue puro e il sangue di tutti i martiri di queste due guerre, per mano di questi criminali e disonorevoli assassini”, prosegue la dichiarazione, rivolgendosi al defunto leader.
12:08
Cbs: ‘Vance, Rubio, Witkoff e Kushner ai negoziati con l’Iran in Oman’
“Le delegazioni statunitense e iraniana si sono recate in Oman oggi per continuare i negoziati tramite mediatori, nonostante il drammatico scambio di colpi che ha fatto fallire la tregua”. Lo scrive Cbs News citando funzionari, sottolineando che “il team negoziale del presidente Trump, guidato dal vicepresidente JD Vance, Jared Kushner, dal segretario di Stato Marco Rubio e dall’inviato Steve Witkoff, dovrebbe proseguire i colloqui in Oman sabato” con l’Iran. Secondo Cbs, il team americano sarà ai colloqui su istruzione di Trump. Oggi è arrivato in Oman il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
07:30
Fonti Usa: ‘L’Iran riconosce che è stato errore colpire le navi a Hormuz’
L’Iran avrebbe ammesso che è stato “un gruppo di estremisti fuori controllo” a tentare di minare i negoziati di pace e la tregua colpendo le navi mercantili nello Stretto di Hormuz e provocando la reazione americana, secondo quanto affermato alcuni funzionari statunitensi alla Cbs News. “Loro (gli iraniani) sono tornati al tavolo delle trattative e hanno detto: ‘Abbiamo sbagliato. Abbiamo commesso un errore. Continuiamo a parlare'”. Gli Stati Uniti vogliono che l’Iran dichiari pubblicamente che lo Stretto di Hormuz è aperto e si impegni a cessare di sparare contro le navi mercantili.
06:29
Trump: ‘Se l’Iran mi uccide ho lasciato detto di distruggerli
L’Iran ha un piano per assassinare Donald Trump. Israele ha messo in guardia gli Stati Uniti e condiviso informazioni di intelligence con gli 007 americani su un nuovo complotto. E se tra i servizi Usa serpeggia un certo scetticismo, il presidente americano sembra crederci: “Se dovesse accadere ho lasciato istruzioni: bombardarli con una potenza mai vista”, ha minacciato, affermando di essere nel mirino di Teheran da anni. L’avvertimento israeliano piomba sulla fragile tregua fra Teheran e Washington, impegnate da giorni in un braccio di ferro fatto di attacchi incrociati e che sta mettendo a dura prova il memorandum of understanding siglato tra i due Paesi. Dopo giornate ad alta tensione, i raid sul Golfo e vicino allo Stretto di Hormuz sono rallentati e i mediatori del Qatar, in coordinamento con gli Stati Uniti, sono volati a Teheran per cercare di salvare l’accordo raggiunto, evitare una ripresa delle ostilità e spianare la strada alle trattative fra le parti. L’Iran “ci ha chiesto di proseguire i colloqui. Abbiamo accettato di farlo, ma gli Stati Uniti hanno chiarito, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è terminato”, ha tuonato Trump sul social Truth, di fatto lasciandosi le mani libere per ulteriori azioni militari contro Teheran. Secondo indiscrezioni, una ripresa a pieno regime dei raid americani contro l’Iran appare improbabile perché non è nell’interesse del presidente visto l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato. Ma Teheran bolla come “false” le notizie di un possibile nuovo round di colloqui la prossima settimana. Così la frustrazione del commander-in-chief monta con il passare dei giorni, accentuata dalla prova di forza iraniana a Hormuz con i missili lanciati contro tre navi domenica scorsa. E l’allarme di Israele sul nuovo piano iraniano per uccidere Trump, riportato dal Wall Street Journal, non fa che aumentare ulteriormente questo nervosismo, anche se non tutti gli 007 americani sono convinti della bontà delle informazioni ricevute. Il timore è infatti che Israele, contrario al memorandum of understanding siglato tra Usa e Iran, voglia mettere pressione e influenzare le decisioni di Trump, al fine di spingere gli Stati Uniti a riprendere gli attacchi. I rapporti fra i due alleati di ferro si sono incrinati nelle ultime settimane in seguito all’opposizione israeliana all’accordo con Teheran, che ha rivelato una divergenza di obiettivi con Washington dopo l’avvio in piena sintonia della campagna contro l’Iran. Le tensioni con il premier Benjamin Netanyahu sarebbero dietro alla decisione della Casa Bianca di non coinvolgere Israele nei raid degli ultimi giorni temendo che una sua partecipazione possa portare il conflitto fuori controllo. “Sono il target numero uno” di Teheran “da anni”, ripete il commander-in-chief: “Sono il numero uno nella lista iraniana delle persone da eliminare da molto tempo”, ha detto al New York Post. Almeno dal 2020, quando Teheran lo ha messo nel mirino per l’uccisione di Qasem Soleimani, il potente capo della Forza Quds delle Guarde della Rivoluzione iraniane. Da allora il presidente è scampato a vari attentati, da Butler durante la campagna elettorale del 2024 a quello alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca a Washington. E l’allerta lanciata da Israele potrebbe essere dietro la decisione di costringere Trump a volare da Ankara, dove era per il vertice della Nato, a bordo del vecchio Air Force One munito di tutte le contromisure difensive per i missili che il nuovo aereo presidenziale, quello regalato al presidente dal Qatar, non ha. Mancando della sicurezza necessaria, Trump è stato fatto viaggiare sul vecchio velivolo fino al Regno Unito, dove poi ha cambiato aereo e salito sul nuovo per far rientro negli Stati Uniti.
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