Altamura, una determina fuori tempo e fuori luogo spegne il lavoro a tre aziende storiche ed accende il dramma di 100 famiglie
Chiusi tre stabilimenti. Oltre 100 lavoratori appesi a un filo!
È l’ordinanza n.471 del 09.07.2026. Fuori tempo, perché cancella dopo 22 anni un’autorizzazione del 2004 ; Fuori luogo, perché ferma 3 aziende storiche nonostante i serrati controlli di ASL, Ispettorato del Lavoro e Vigili del Fuoco non abbiano rilevato precarieta’ nelle condizioni “ igienico sanitarie, impiantistiche e di sicurezza sui luoghi di lavoro” che potessero determinare una inidoneità all’utilizzo dell’immobile come luoghi di lavoro.
ORDINANZA n. 471 del 09.07.2026 un atto di Imperio incomprensibile !
“DIVIETO DI UTILIZZO DELL’IMMOBILE E SOSPENSIONE IMMEDIATA DELLE ATTIVITÀ ALL’INTERNO DELLO OPIFICIO SITO IN ALTAMURA ALLA VIA DEL TABACCO N.57-59″•
Utilizzo inappropriato di risorse Istruziononali.
“ Si invita II Comando di Polizia Locale a sorvegliare l’osservanza della presente Ordinanza e ad aggiornare l’Autorità Giudiziaria in ordine alle determinazioni assunte con il presente provvedimento; • il Servizio Attività Produttive di questo Comune all’emissione dei provvedimenti di propria competenza”
Risulta essere state poste telecamere per monitorare l’accesso allo stabilimento ! Quasi che senza qualche foglio di carta l’opificio crollasse !!!
Sono bastate trenta righe per fermare macchine, stipendi e speranze.
A firmarle ricordiamo è il dirigente del 3° Settore “Sviluppo e Governo del Territorio” del Municipio di Altamura.
Sviluppo, Governo del territorio. Due parole che, questa volta, suonano come una beffa. Perché lo sviluppo qui lo si ferma.
Si chiede solo di abbassare saracinesche all’improvviso fregandosene della vita di decine di famiglie.
È arrivato come un fulmine a ciel sereno.
A portare il caso all’attenzione della stampa e delle Istituzioni e’ il Segretario Regionale di IO SUD, il movimento politico meridionalista per lo sviluppo del mezzogiorno fondato dalla Senatrice On. Adriana Poli Bortone.
“Accertata la insussistenze di cause di pericolo per le persone e per l’immobile una tale decisione non può non assumere una valenza politica che coinvolga l’intera Giunta Comunale” dichiara Monterisi,” ed è per questo che il nostro movimento intende approfondire la questione e, stante la gravità delle ripercussioni
dell’ordinanza. Chiederemo al Sindaco se la sottoscrive in toto o intenda valutate la persistenza del dirigente in un ruolo così delicato”.
IL fatto:
“AGIBILITÀ ? – DOPO 22 ANNI”
Il motivo è questo. E fa male.
Dopo 22 anni salta fuori un cavillo che rende inefficace un’autorizzazione di inizio attività, perfezionata nel 2004, È un documento pesante quello che si contesta ed è firmato da tutti:
* Murgia Sviluppo S.p.A. Soggetto Responsabile del Patto Territoriale Sistema Murgiano,Comune di Altamura SUAP/UTC, Comando Provinciale VV.F. di Bari, AUSL BA/3 -SPESAL, Gruppo Industriale MUSA S.p.A. e lo firmano una serie di tecnici che ne hanno certificato la regolarità edilizia , urbanistica ed impiantistica.
La motivazione ufficiale?
“Approfondimenti istruttori del Servizio Edilizia Privata del 3° Settore del Comune di Altamura, effettuati sulla documentazione presente agli atti.”
“È inaccettabile colpire famiglie e lavoratori con un provvedimento che arriva dopo 22 anni” è lo sfogo di Mario, operaio da una vita:
“Sono padre di tre figli, uno disabile. Lunedì non so se devo andare a lavorare o no. La paura è perdere tutto da un giorno all’altro.”
ALTAMURA- Il teatro della farsa.
ALTAMURA PROFUMA DI LAVORO , DELLA FEDE NELLA DIVINA PROVVIDENZA E DEL CULTO DELLE TRADIZIONI
Per capire dove siamo bisogna partire da qui.
Altamura è la focaccia che cuoce a legna all’alba. Sono le frise, i taralli, i biscotti di semola.
È il profumo del pane che fa da biglietto da visita a un comune operoso della Murgia, famoso per i cereali, per i molini, per le grandi costruzioni e per i salotti esportati in tutto il mondo.
Altamura è Fede e Fiducia.
È la Cattedrale di Santa Maria Assunta voluta da Federico Il, che con le sue porte di bronzo guarda la città. La domenica e nei giorni dello struscio la gente entra per invocare la grazia del Signore e per ritrovare un pezzo di comunità.
“Ranucci docet”
Si dice, anche se la notizia è da verificare, che Sindaco e che dirigenti del Terzo Settore non disdegnino di alleggerire la coscienza dal sacerdote di turno, ben coscienti che c’è Qualcuno che non ha bisogno di telecamere, microspie, cimici o Trojan per emettere il giudizio. E quel giudizio di certo arriverà.
IL Nodo di via del tabacco.Il dato certo è un altro.
Da quando l’ex stabilimento MUSA di Via del Tabacco è stato acquistato da un imprenditore locale, su quell’area si sono addensate nubi.
Nubi diventate tempesta per 100 lavoratori. Uomini e donne alle dipendenze di aziende storiche dell’indotto del salotto.
Aziende entrate nello stabilimento prima ancora della cessione, con contratti d’affitto e canoni pagati regolarmente.
Elencare tutte le criticità e i rallentamenti subiti dalle aziende da ormai troppi mesi rischierebbe di apparire incredibile.
Presi uno a uno sembrano incidenti di percorso ma mettendoli in fila consecutivamente raccontano un’altra storia.
Il Paradosso!
E qui sta il punto.
Mentre la carta comunale dice “ chiudere”, chi controlla davvero dice altro.
Le sollecitate e ripetute ispezioni fatte da chi ha competenza tecnica -ASL, Ispettorato del Lavoro, Vigili del Fuoco- e persino dai Carabinieri del NIL, il Nucleo per la Tutela del Lavoro, non avrebbero rilevato criticità tali da impedire l’uso dell’immobile, nemmeno dopo il doloso danneggiamento degli impianti antincendio,di cui vi è regolare denuncia alle autorità competenti;Danno a cui è stata data immediata soluzione alternativa, senza fermare la produzione e senza ripercussioni sulla sicurezza dell’immobile.
Plauso totale quindi a questi Organi di Controllo, perché nelle piene condizioni di sicurezza il lavoro lo hanno davvero tutelato loro.
Al contrario di chi, con una firma ha disposto “la sospensione ad oras, immediata delle attività insediate all’interno dell’immobile sito in Altamura alla Via del Tabacco n. 57-59”
“Un cavillo dopo 22 anni?
La domanda è semplice: cosa ha determinato l’ordinanza n.471?
Secondo le aziende il motivo è burocratico. pretestuoso, finalizzato isolo a determinare la perdita di agibilità dell’immobile.
I fatti cosa dicono?
Non sussistono presupposti di pericolo concreto. Il certificato antincendio, pratica VVF. 37845, è stato regolarmente rilasciato ab origine, ed è in fase di rinnovo secondo i termini di legge.
La salubrità è certificata dall’USL. Non risultano rischi reali per i lavoratori, per l’ambiente e per il Patrimonio. Mancano del tutto elementi critici tali da giustificare la chiusura di uno stabilimento, con la conseguente sospensione dell’attività di 3 aziende e il rischio licenziamento per oltre 100 lavoratori.
Ciò avverrebbe con la beata pace di coloro che si sono adoperati in tutti i modi per arrivare a questa conclusione.
Un vero e proprio caso degno di memoria manzoniana.
Laddove le aspirazioni di rendere libero l’immobile falliscono ripetutamente bisogna rivolgersi ad un Azzeccagarbugli
Della serie:
“Questa fabbrica… non s’ha da stare aperta .
L’azione politico/giudiziaria
E’ compito degli avvocati replicare Legalmente e chiedere l’immediata revoca in autotutela del provvedimento e valutare ipotesi di abuso d’ufficio ex art.323 c.p
Su questo procedimento IO SUD intende rassicurare le Aziende offese che il caso sarà occasione di una valutazione politica da portare all’attenzione degli Uffici Regionali ed oltre ,per misurare l’efficacia, l’efficienza e l’impatto di un intervento pubblico così eccessivamente drastico e destabilizzante per la comunità Altamurana. Per capire se le risorse Istituzionali / operative del Municipio sono state spese bene e se è dimostrabile che l’interesse pubblico collettivo sia stato messo davanti a quello privato.
Nino Monterisi
IO SUD Coordinamento Nazionale – segreteria regionale Bari – mail: iosud.coordinamentopuglia a gmail.com
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Redazione Il Corriere Nazionale
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