13/07/2026 – Arrivano le nuove Appendici Nazionali agli Eurocodici, che stabiliscono i parametri tecnici da utilizzare in Italia per l’applicazione delle norme europee di progettazione strutturale e geotecnica.
Lo schema di decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, adottato di concerto con il Ministero dell’Interno e il Capo del Dipartimento della Protezione civile, ha ottenuto il 7 luglio scorso l’intesa della Conferenza Unificata.
Il provvedimento andrà a sostituire le Appendici Nazionali approvate nel 2012 per uniformarsi alle Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 e alla Circolare applicativa n. 7 del 2019.
Cosa sono le Appendici Nazionali agli Eurocodici
Gli Eurocodici sono le norme europee elaborate dal CEN (Comitato Europeo di Normazione) per la progettazione delle strutture e delle opere geotecniche.
Sono articolati in dieci gruppi normativi e 58 parti, che disciplinano criteri generali di progettazione, azioni sulle costruzioni, strutture in calcestruzzo, acciaio, legno, muratura, alluminio e strutture composte, oltre alla progettazione geotecnica e antisismica.
Le norme europee rappresentano il quadro tecnico comune per tutti gli Stati membri, a cui è concessa la facoltà di decidere alcuni valori connessi alle condizioni territoriali, climatiche, costruttive e ai livelli di sicurezza nazionali. Questi valori sono i parametri determinati a livello nazionale, indicati con l’acronimo NDP, Nationally Determined Parameters.
Le Appendici Nazionali stabiliscono quali parametri devono essere adottati in Italia quando l’Eurocodice consente una scelta nazionale, propone valori raccomandati o ammette metodi alternativi.
Possono riguardare, ad esempio, coefficienti parziali di sicurezza, combinazioni di carico, azioni del vento e della neve, parametri sismici, procedure di calcolo e regole applicative coerenti con il livello di sicurezza previsto dall’ordinamento del Paese in questione.
Ovviamente non significa che le appendici possano modificare liberamente gli Eurocodici. Possono intervenire solo nei punti in cui la norma europea lascia espressamente una scelta allo Stato membro e possono fornire indicazioni aggiuntive purché non contrastanti con il testo europeo.
Aggiornati 1.169 parametri nazionali
La revisione riguarda complessivamente 1.169 parametri nazionali, distribuiti nelle 58 parti degli Eurocodici, ed è stata svolta da gruppi tecnici istituiti presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
L’aggiornamento si è reso necessario per recepire le modifiche, le correzioni e gli emendamenti intervenuti negli Eurocodici e per allineare i parametri italiani alle Norme Tecniche delle Costruzioni vigenti (NTC 2018) e alla Circolare n. 7/2019.
La prima serie di Appendici Nazionali, infatti, era stata approvata con il decreto interministeriale 31 luglio 2012, pubblicato nel 2013.
Dopo il parere favorevole dell’Assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel luglio 2019, le Appendici Nazionali sono state ulteriormente revisionate nel 2023 per recepire le ultime correzioni e gli aggiornamenti approvati dal Comitato europeo di normazione.
Lo schema è stato poi notificato alla Commissione europea nel dicembre 2023 nell’ambito della procedura prevista dalla Direttiva UE 2015/1535. Il periodo di sospensione obbligatoria per l’esame da parte di Bruxelles si è concluso nel marzo 2024.
Nel 2024 sono stati quindi confermati i pareri favorevoli del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, del Ministero dell’Interno e del Dipartimento della Protezione civile, mentre, nel maggio 2026, è stato sentito il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Quali Eurocodici sono interessati
Il decreto comprende le Appendici Nazionali relative a tutte le principali aree della progettazione strutturale.
Il quadro parte dalla UNI EN 1990, dedicata ai criteri generali di progettazione, e dalla UNI EN 1991 sulle azioni agenti sulle strutture, tra cui pesi propri, sovraccarichi, neve, vento, azioni termiche, incendio, traffico sui ponti, gru, silos e serbatoi.
Sono poi interessate:
- la UNI EN 1992 per le strutture in calcestruzzo;
- la UNI EN 1993 per le strutture in acciaio;
- la UNI EN 1994 per le strutture composte acciaio-calcestruzzo;
- la UNI EN 1995 per le strutture in legno;
- la UNI EN 1996 per le strutture in muratura;
- la UNI EN 1997 per la progettazione geotecnica;
- la UNI EN 1998 per la progettazione delle strutture resistenti al sisma;
- la UNI EN 1999 per le strutture in alluminio.
Le 58 parti coprono edifici, ponti, fondazioni, torri, pali, ciminiere, silos, serbatoi, condotte, strutture a guscio, collegamenti e verifiche di resistenza al fuoco.
Il rapporto tra Eurocodici e NTC 2018
Le nuove Appendici Nazionali completano inoltre il quadro applicativo delle NTC 2018.
Il Capitolo 1 delle Norme Tecniche per le Costruzioni, infatti, stabilisce che, per gli aspetti non espressamente disciplinati dalle NTC, è possibile fare riferimento a normative di comprovata validità. Tra queste sono compresi, appunto, gli Eurocodici con le rispettive Appendici Nazionali, considerati un supporto sistematico alle norme italiane.
Lo stesso principio è richiamato anche dal Capitolo 12 delle NTC 2018, secondo cui le indicazioni contenute negli Eurocodici strutturali pubblicati dal CEN, integrate dalle precisazioni nazionali, sono coerenti con i principi delle Norme Tecniche per le Costruzioni quando queste non dispongono diversamente.
Le NTC 2018 avevano già rafforzato l’integrazione tra disciplina nazionale e norme europee, aggiornando i criteri per la progettazione, l’esecuzione, il collaudo e la verifica della sicurezza delle costruzioni.
Le nuove Appendici Nazionali completano ora questo quadro, rendendo disponibili i parametri aggiornati che diventeranno operativi con la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.
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Nicola Damato
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