Nel nostro lavoro, abbiamo incontrato un’infinità di prodotti “smart”. Orologi, anelli, bilance, lampadine, serrature, persino cucce per animali domestici e dispositivi da mettere nel gabinetto per analizzare le urine. E quando si ha provato un po’ di tutto, non si può dire no alla recensione di un prodotto davvero nuovo: Drinky, un dispositivo italiano che prova a monitorare la nostra salute senza dispositivi da indossare, ma usando un oggetto che ognuno di noi usa ogni giorno.
Drinky non è uno smartwatch, non è una smart band e non è nemmeno una borraccia motivazionale con LED incorporato. È un bicchiere smart. Un bicchiere che misura quanto bevete, vi ricorda di idratarvi e può rilevare anche parametri come battito cardiaco e saturazione dell’ossigeno.
All’inizio, può sembrare un’idea un po’ troppo originale per funzionare. Ma soprattutto per chi è più su d’età (e per chi deve prendersene cura), una soluzione per idratarsi e monitorare il cuore al tempo stesso è brillante. Ci sembra un’idea che a futuro. Ma è già pronta per finire sulle nostre tavole?
La nostra recensione di Drinky, il bicchiere smart italiano per monitorare l’idratazione
Partiamo dal concetto, perché è la parte più interessante del prodotto. Drinky nasce per monitorare l’idratazione quotidiana in modo meno invasivo rispetto ai classici dispositivi indossabili. L’utente beve dal bicchiere e il dispositivo registra automaticamente la quantità di liquido assunta, aggiornando i dati all’interno dell’app (c’è sia per iOS che per Android).
Il target principale è chiaro: persone anziane, familiari e caregiver. La disidratazione, soprattutto in età avanzata, è un problema concreto e spesso sottovalutato. Non perché manchi l’acqua in casa, ma perché manca lo stimolo a bere, oppure perché ci si dimentica. Noi abbiamo la fortuna di bere naturalmente molto, ma abbiamo parenti e amici che finiscono pranzi e cene senza nemmeno versarsi un goccio d’acqua nel bicchiere. Con l’arrivo dell’estate, i rischi di un’idratazione insufficiente aumentano.
Qui Drinky, prodotto dall’italiana Future Care, prova a inserirsi con una promessa molto forte: rendere il monitoraggio dell’idratazione naturale, quasi invisibile. Nessun braccialetto da ricaricare e indossare, nessun dispositivo medico intimidatorio, nessuna interfaccia complessa da imparare. Solo un bicchiere.
Ed è proprio questo il punto migliore del prodotto: Drinky prende un gesto quotidiano e lo trasforma in un dato utile.
Design: solido, pratico, ma poco elegante
Dal punto di vista costruttivo, Drinky trasmette una buona sensazione di robustezza. Le plastiche sono resistenti, sembrano pensate per sopportare l’uso quotidiano e restituiscono l’idea di un prodotto progettato più per durare che per finire su una mensola da design.

Questo è un bene, soprattutto considerando il pubblico a cui si rivolge. Un bicchiere destinato anche ad anziani o persone fragili deve essere affidabile, facile da maneggiare, poco delicato. Non deve dare l’impressione di rompersi al primo urto contro il lavandino, anche perché non costa quanto un “semplice” bicchiere.
Le plastiche, pur solide, risultano tuttavia poco eleganti. Non parliamo di un prodotto brutto: i vari colori e la plastica esterna ruvida lo rendono piacevole da guardare. Ma la plastica bianca interna è forse un po’ troppo semplice e rischia di scolorirsi velocemente.
I due sensori esterni e l’impugnatura, però, lo rendono estremamente maneggevole, cosa forse più importante del nostro gusto estetico (chiaramente personale).
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Configurazione: l’idea è semplice, ma la connessione costante scomoda
La filosofia di Drinky è quella della zero friction technology: usare il prodotto senza pensarci troppo. Su questo piano, però, l’esperienza iniziale non è ancora fluida come dovrebbe.


La connessione del dispositivo è un po’ macchinosa. La prima volta abbiamo inizializzato il dispositivo dopo averlo caricato sulla base dedicata (che richiede solo un trasformatore USB-A), abbiamo bevuto, tutto risultava ben registrato. Il giorno dopo, però, il Bluetooth non si è connesso subito e quindi abbiamo perso la registrazione di un paio di bicchieri bevuti.
Un paio di volte abbiamo anche avuto difficoltà a registrare il battito cardiaco e la saturazione, non perché i sensori non funzionino ma, sospettiamo, per una connessione poco stabile. Potrebbe anche essere colpa del nostro telefono, ma abbiamo provato sia con iOS che con Android e qualche incertezza l’hanno avuta entrambi.
Non è un difetto insormontabile, si tratta di incertezze più che veri problemi. Ma è un aspetto su cui il dispositivo di Future Care mostra di essere alla prima generazione. Le idee giuste ci sono, ma bisogna lavorare per renderle ancora più efficaci nel quotidiano.
Come funziona Drinky nell’uso quotidiano
Una volta configurato e connesso, Drinky funziona in maniera semplice. Il bicchiere registra l’acqua bevuta e aggiorna il profilo dell’utente nell’app, creando uno storico utile per capire quanto ci si idrata durante la giornata.


Il sistema di promemoria è volutamente discreto: niente allarmi fastidiosi, niente suoni da microonde arrabbiato, niente notifiche aggressive. Drinky usa un LED integrato e notifiche silenziose per ricordare di bere. È una scelta che ci piace, non dà fastidio ma invoglia a bere.
L’app permette di consultare i dati, seguire gli obiettivi quotidiani e facilitare anche la condivisione delle informazioni con familiari o caregiver. In questo modo, potete avere un quadro della giornata, della settimana, del mese: potete capire i trend. E, se serve, parlarne con il proprio medico.
Battito e saturazione
Drinky integra anche un sensore PPG per rilevare battito cardiaco e saturazione dell’ossigeno nel sangue. È una funzione interessante, soprattutto perché sposta la misurazione da un wearable a un oggetto domestico.
Noi abbiamo testato Drinky con al polso non uno, ma due diversi wearable che dovevamo recensire: quindi abbiamo potuto fare confronti. La qualità ci sembra piuttosto alta. Soprattutto perché, a differenza di un orologio, il sensore ottico sulle dita trova meno ostacoli (pelle più chiara, niente peli). È un buono strumento per la salute.


Qui però bisogna essere molto chiari: Drinky non va considerato un dispositivo medico. Le rilevazioni possono essere utili per avere un’indicazione generale, ma non sostituiscono strumenti certificati, controlli clinici o valutazioni professionali. Lo stesso vale per smartwatch e simili: sono un aiuto in più, non cardiogramma fatto da un professionista.
Il riconoscimento dell’utente è una buona intuizione
Uno degli aspetti più intelligenti di Drinky è il supporto al riconoscimento tramite impronta digitale, pensato per consentire a più persone di usare lo stesso dispositivo mantenendo profili separati.
È una funzione che ha molto senso. In una casa, dopo una buona pulizia un bicchiere può essere usato da più persone. In una struttura assistenziale, ancora di più. Se il prodotto vuole davvero uscire dalla logica del gadget personale ed entrare in quella dello strumento condiviso, è un valore aggiunto. Soprattutto perché evita di “sballare” le misurazioni nel caso qualcun altro usi il bicchiere.
Il riconoscimento ci è sembrato piuttosto veloce e comodo. E visto che le dita vanno sui sensori naturalmente quando lo impugnate, risulta molto comodo da usare.


A chi serve davvero Drinky?
Drinky non è un prodotto per tutti, almeno non ancora. O meglio: tutti possiamo trarre beneficio dal bere una giusta quantità d’acqua, ma non tutti probabilmente sentiremo il bisogno di un bicchiere smart per ricordarcelo.
Il pubblico più sensato è composto da:
- persone anziane che tendono a bere poco durante la giornata;
- familiari e caregiver che vogliono monitorare l’idratazione senza essere invasivi;
- chi ha la passione per i gadget smart e vuole provare un prodotto davvero originale;
- contesti assistenziali dove il monitoraggio dell’idratazione può diventare utile.
Per chi ha già uno smartwatch, una smart bottle o un’app per l’idratazione, Drinky potrebbe sembrare ridondante. Ma il suo valore non sta nella quantità di funzioni: sta nel formato. Un bicchiere è più immediato di un wearable, soprattutto per chi non ama indossare dispositivi o non ha dimestichezza con la tecnologia.
Drinky è un prodotto pioniere
La parola giusta per descrivere Drinky, secondo noi, è pioniere.
Drinky non è ancora il prodotto perfetto, quello che consigliate a occhi chiusi a chiunque senza una nota a margine. È però un dispositivo che prova a fare qualcosa di diverso.
Ci piace perché apre una strada. Perché immagina un futuro in cui il monitoraggio del benessere non passa solo da schermi, notifiche e cinturini, ma da oggetti normali. Un bicchiere, una sedia, uno specchio, un comodino. Tecnologia che non chiede attenzione, ma restituisce informazioni quando servono.
Drinky oggi è ancora acerbo in alcuni aspetti. Ma il nucleo dell’idea ci sembra forte. E con una configurazione più semplice, materiali più curati e un’esperienza app ancora più immediata, potrebbe davvero trasformarsi da prodotto curioso a oggetto quotidiano.
Recensione Drinky: conclusioni
Drinky ci sembra un’ottima idea, ancora da rifinire. Il concetto del bicchiere smart per monitorare l’idratazione ci piace, perché non rende più complicato il processo: semplicemente, misura quando bevete un sorso d’acqua. Niente di più.
Il prezzo di 69 euro, secondo noi, lo rende ancora poco appetibile per l’uso quotidiano: non è il tipo di bicchiere di cui vorrete avere un set da dodici. Tuttavia, se volete una mano a idratarvi di più o volete darla a una persona anziana vicina a voi, potrebbe dare un valore aggiunto. Perché non complica l’operazione: basta bere, alla misurazione ci pensa lui.
Ci sono ancora alcune cose da limare, soprattutto nella connettività allo smartphone. Ma probabilmente sono miglioramenti che si possono fare anche via software, senza cambiare il dispositivo. Che resta un’idea coraggiosa e tutta italiana. Potete trovare più informazioni su Drinky sul sito ufficiale.
Drinky Bicchiere Borraccia Smart Promemoria per bere…
- Misura l’idratazione in tempo reale Ogni sorso viene registrato automaticamente. Dati precisi, sempre.
- Ti ricorda di bere senza disturbarti Una luce tenue e una notifica sul telefono. Un promemoria discreto al momento…
- Monitora i paramerti vitali Il sensore PPG integrato nel punto di presa rileva frequenza cardiaca e ossigeno nel sangue
Ultimo aggiornamento 2026-05-31 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API
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Stefano Regazzi
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