A più di vent’anni dalla loro uscita, Kill Bill: Vol. 1 e Kill Bill: Vol. 2 tornano al cinema nella tanto attesa versione integrale voluta da Quentin Tarantino, intitolata Kill Bill: The Whole Bloody Affair.
L’occasione è perfetta per riscoprire non soltanto la straordinaria miscela di generi che ha reso il dittico un cult assoluto, ma anche le sue incredibili location sparse tra Stati Uniti, Messico, Cina e Giappone.
Come spesso accade nel cinema di Tarantino, infatti, i luoghi non sono semplici sfondi: diventano parte integrante del racconto, contribuendo all’estetica pulp, western e orientale dell’opera.
Dove è stato girato Kill Bill
Dai deserti polverosi del Texas ai neon di Tokyo, passando per templi cinesi e villaggi messicani, Kill Bill costruisce un viaggio cinematografico che attraversa continenti e immaginari.
La cappella del matrimonio: Two Pines Chapel, California
L’inizio della tragedia di Beatrix Kiddo si consuma nella piccola cappella dove la Sposa viene massacrata da Bill e dalla Deadly Viper Assassination Squad. La sequenza è ambientata a El Paso, Texas, ma in realtà fu girata in California.
La celebre cappella è la Two Pines Chapel di Lancaster, nel deserto della Antelope Valley, a nord di Los Angeles. La struttura, volutamente isolata e polverosa, richiama l’estetica dei vecchi western americani, uno dei riferimenti fondamentali di Tarantino.
La location è diventata negli anni meta di pellegrinaggio per i fan del film, soprattutto dopo la trasformazione del luogo in un simbolo iconico dell’universo di Kill Bill.
Pasadena e Los Angeles: l’ospedale della Sposa
Le scene dell’ospedale dove Beatrix si risveglia dal coma furono girate tra diversi edifici dell’area di Los Angeles. Alcuni interni vennero realizzati negli studi californiani, mentre per gli esterni vennero sfruttate strutture ospedaliere realmente esistenti nella zona.
L’atmosfera fredda e claustrofobica di queste sequenze rappresenta il punto di rinascita della protagonista, che da vittima diventa macchina di vendetta.
Tokyo: la vendetta contro O-Ren Ishii
La parte più celebre di Kill Bill: Vol. 1 è ambientata in Giappone, anche se non tutte le scene furono realmente girate a Tokyo.
Le riprese esterne della capitale giapponese mostrano quartieri pieni di insegne luminose, strade trafficate e ristoranti tradizionali, costruendo un’immagine volutamente “cinematografica” della città. Tarantino utilizza Tokyo come omaggio ai film yakuza e al cinema samurai degli anni Settanta.
Il ristorante House of Blue Leaves: Pechino e set
Contrariamente a quanto molti pensano, il leggendario House of Blue Leaves non esiste davvero in Giappone. Gran parte degli interni furono costruiti in studio a Pechino, in Cina.
Qui Tarantino realizzò la celeberrima battaglia contro gli 88 folli, una delle scene d’azione più iconiche della storia del cinema contemporaneo. Il design del locale, con passerelle in legno, luci blu e dettagli tradizionali giapponesi, fu ispirato ai ristoranti presenti nei classici film di arti marziali della Shaw Brothers.
La sequenza rappresenta probabilmente il punto massimo dell’estetica tarantiniana: sangue iperrealista, combattimenti coreografici e riferimenti continui al cinema orientale.
Okinawa: la casa di Hattori Hanzo
Il maestro di spade Hattori Hanzo vive a Okinawa, ma anche in questo caso Tarantino mescola location reali e ricostruzioni.
Alcuni scorci esterni furono girati realmente nell’arcipelago giapponese, mentre gli interni del ristorante di sushi vennero ricreati in studio. La scelta di Okinawa non è casuale: l’isola possiede una forte identità culturale distinta dal Giappone continentale e richiama un immaginario antico e quasi mitologico.
Le scene con Sonny Chiba sono tra le più amate dai fan, anche grazie al tono ironico e nostalgico che omaggia il cinema giapponese degli anni Sessanta e Settanta.

Barstow e il deserto californiano: il trailer di Budd
Nel secondo volume l’atmosfera cambia radicalmente: dal caos urbano e pop del primo film si passa a un western sporco e malinconico.
Le scene del trailer di Budd, interpretato da Michael Madsen, furono girate nel deserto della California, nei pressi di Barstow. Le vaste distese aride e i paesaggi polverosi evocano direttamente Sergio Leone e gli spaghetti western italiani.
Qui Tarantino costruisce alcune delle sequenze più tese dell’intera saga, inclusa la cattura della Sposa e la famigerata scena della sepoltura viva.
Acuña e il Messico di Esteban Vihaio
Per raccontare il passato di Bill e il mondo criminale che lo circonda, Tarantino si sposta idealmente in Messico. Le scene con Esteban Vihaio, interpretato da Michael Parks, furono girate tra location texane e ambientazioni che ricreavano l’atmosfera delle città di confine messicane.
L’influenza del cinema western torna fortissima: polvere, ventilatori lenti, bar decadenti e criminali anziani sembrano usciti direttamente da un film di Sam Peckinpah.

Austin, Texas: l’incontro finale con Bill
Il confronto conclusivo tra Beatrix e Bill avviene in una casa tranquilla e apparentemente normale. Le riprese furono effettuate nei dintorni di Austin, città profondamente legata alla cultura cinematografica americana indipendente e molto amata da Tarantino.
A differenza della spettacolarità del primo volume, qui il regista punta tutto sui dialoghi, sulla tensione emotiva e sul silenzio. La location domestica riflette perfettamente il cambio di tono del film: la vendetta non è più soltanto violenza, ma anche resa dei conti personale e sentimentale.
Kill Bill location: Il tempio di Pai Mei
Una delle parti più memorabili di Kill Bill: Vol. 2 è l’addestramento della Sposa con Pai Mei. Le sequenze furono girate in Cina, tra set costruiti ad hoc e paesaggi montani che richiamano i classici wuxia movie.
Tarantino volle rendere omaggio ai film di kung fu della Shaw Brothers, replicandone colori, movimenti di macchina e persino il tipo di fotografia.
Il tempio isolato tra le montagne contribuisce alla dimensione quasi leggendaria del personaggio di Pai Mei, trasformando l’allenamento in una sorta di rito spirituale.
Kill Bill location, una geografia del cinema
Le location di Kill Bill raccontano perfettamente l’anima del progetto di Tarantino: un gigantesco mosaico cinefilo costruito mescolando culture, generi e paesi diversi.
Il Giappone rappresenta il cinema samurai e yakuza; la Cina richiama i kung fu movie classici; il Messico e il Texas evocano il western; Los Angeles aggiunge la componente pulp americana. Ogni luogo contribuisce a creare un universo stilizzato, sospeso tra realtà e fantasia cinematografica.
Anche per questo motivo il ritorno in sala della versione integrale assume un valore speciale. Rivedere Kill Bill sul grande schermo significa immergersi nuovamente in un viaggio visivo straordinario, dove ogni location è pensata come un omaggio alla storia del cinema mondiale.
E oggi, a distanza di oltre due decenni, quelle immagini continuano ad avere la stessa forza iconica di allora.
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Davide Sette
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