Bruxelles – Tredici morti e oltre 300mila persone evacuate dalle proprie abitazioni. È il bilancio tragico causato fino ad ora dai gravi incendi che stanno distruggendo le foreste nel sud-ovest della Francia, attorno alla regione di Bordeaux, e nella Spagna centrale, vicino alla capitale Madrid. Complici le alte temperature e i venti che aiutano le fiamme ad allargarsi, sono migliaia gli ettari di bosco che stanno andando in fumo. “Gli incendi si sono estesi per oltre 42mila ettari in Francia e 80mila in Spagna e in entrambi i Paesi la situazione è fuori controllo”, ha dichiarato oggi (27 luglio) un funzionario europeo. Bruxelles è allarmata davanti alla situazione e ha già attivato il Meccanismo di Protezione civile eurpea. “Nessun Paese dovrebbe mai dover affrontare da solo un disastro di questa portata” e per questo “l’Europa ha creato una capacità di risposta comune: aerei in cielo, vigili del fuoco a terra e ulteriore supporto pronto a intervenire nel momento del bisogno”, ha ribadito la commissaria europea per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib. Controllare gli incendi è, però, estremamente difficile. Soprattutto perché Madrid e Parigi temono un peggioramento della situazione, dato che nelle prossime ore è prevista una nuova ondata di calore con temperature fino a 40 gradi. Circa 75mila residenti sono stati evacuati dalle aree di Madrid, Avila, Toledo e dalla regione orientale di Castellon a Valencia. E nonostante l’aiuto europeo, “la situazione non è sotto controllo”, ha evidenziato il funzionario UE.
“L’emergenza climatica e l’aumento delle temperature elevano in maniera esponenziale l’espansione e il livello degli incendi che soffriamo”, ha dichiarato il primo ministro spagnolo Pedro Sanchèz, che non nega che alcuni incendi siano dolosi e per i quali “sono in corso delle indagini che puntano a chiarire le circostanze”. E mentre Sanchez ha avvisato che “ore difficili” attendono le autorità e i cittadini spagnoli, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha presieduto questa mattina una riunione interministeriale di crisi al ministero dell’Interno e ha visitato la Gironda, dove divampa il rogo “più violento degli ultimi 50 anni”. Il ministro dell’Interno, Laurent Nunez, ha snocciolato al termine della riunione i numeri dell’emergenza – dall’inizio dell’estate sono stati registrati 13.566 incendi o focolai, che hanno bruciato un’area totale di 116.085 ettari – e ha definito la situazione “una stagione assolutamente senza precedenti, eccezionale” e “lontana dall’essere finita”. Nel caso francese, in particolare, gli incedi che si propagano da mercoledì nel dipartimento di Gironda, oltre a devastare 42mila ettari, hanno costretto a evacuare circa 220mila persone, distrutto almeno 240 abitazioni, obbligato 45 campeggi con i loro circa 40mila turisti a chiudere, mentre altre 30mila persone sono fuggite dalle fiamme divampate in altre regioni della Francia. Finora sono stati impegnati quasi 2.500 vigili del fuoco, 84 dei quali sono rimasti feriti (uno in maniera grave a causa di uno scoppio).
Una situazione che preoccupa l’UE e Bruxelles, soprattutto per il rischio di aggravamento. Secondo un alto funzionario europeo, il fattore comune agli incendi nei due Paesi “è la loro complessità, nonché la difficoltà di spegnimento a causa dell’area urbana colpita”. Ciò significa che “l’incendio sta raggiungendo sia zone residenziali che industriali, mettendo a dura prova le risorse nazionali e la strategia nazionale”.
Per far fronte alla situazione, i due Paesi hanno attivato il Meccanismo di Protezione civile dell’Unione, lo strumento chiave che coordina la risposta rapida e solidale dell’UE e dei Paesi partecipanti di fronte a catastrofi naturali o provocate dall’uomo, quando le emergenze superano le capacità di gestione autonoma dei singoli Stati. Finora l’Unione ha inviato in Francia due aerei antincendio Air Tractor provenienti dal Portogallo; un elicottero Black Hawk dalla Slovacchia e uno dalla Repubblica Ceca, un aereo antincendio Canadair dalla Croazia; due aerei per il prelievo d’acqua e una squadra tecnica, entrambi provenienti dalla Svezia. La Germania invierà a breve altri due elicotteri e ne sono attesi due dalla Turchia. In Spagna sono arrivati due aerei antincendio Canadair dalla Grecia, due aerei dall’Italia – più due dispiegati dalla Turchia – e tre squadre antincendio forestale di terra dal Portogallo, composte da 134 vigili del fuoco e 41 veicoli.
Palazzo Berlaymont ha annunciato che il servizio satellitare Copernicus dell’UE – il programma europeo di osservazione della Terra gestito dalla Commissione europea – sta fornendo anche “mappe di emergenza in tempo reale a supporto degli interventi sul campo”, mentre il Centro di coordinamento per la risposta alle emergenze dell’UE rimane in stretto contatto con le autorità francesi e spagnole per valutare quale ulteriore supporto possa essere mobilitato. Al momento, un funzionario di collegamento della Commissione europea si trova a Bordeaux per aiutare le autorità nazionali a coordinare l’assistenza comunitaria. Nell’ambito delle misure di preparazione adottate dall’UE in vista della stagione degli incendi di quest’anno, squadre antincendio provenienti da altri Paesi europei erano già presenti in Francia e Spagna prima dell’inizio degli incendi, consentendo loro di rafforzare immediatamente i soccorritori nazionali.
La maggior parte dei mezzi forniti dall’Unione europea fa parte della flotta antincendio di rescEU, la riserva strategica di emergenza e di protezione civile dell’Unione che comprende una flotta di 22 aerei e cinque elicotteri. Nel chiarire le modalità del suo dispiegamento, il funzionario europeo ha spiegato che “il primo livello di risposta è costituito dalle offerte spontanee degli Stati membri” e dagli Stati partecipanti e qualora ciò non sia sufficiente “a garantire una risposta prevedibile e completa”, si ricorre al cosiddetto “Pool europeo di protezione civile”. Queste risorse possono consistere in squadre di soccorso o équipe mediche, esperti, attrezzature specializzate o mezzi di trasporto. Qualora questi due livelli – offerte spontanee e pool – non fossero sufficienti, “la Commissione dispone di un ulteriore livello di capacità dal nome ‘Soccorso’, una rete di sicurezza all’interno del sistema che ci permette di integrare la risposta degli Stati membri”, ha chiarito il funzionario. Inoltre, quando un Paese invia un aereo, è necessario che fornisca un mezzo “che sia tecnicamente adatto alle caratteristiche geografiche, alle risorse idriche e alle infrastrutture della zona”.
L’intervento di emergenza, però, dovrebbe essere solo successivo ad altri passaggi antecedenti di preparazione. “Oggi stiamo parlando di risposta, ma siamo ben consapevoli che la risposta non è sufficiente”, perchè “molti di questi incendi raggiungono livelli che superano la capacità di essere estinti”, ha specificato il funzionario UE. Pertanto, la priorità della Commissione è “rendere la resilienza agli incendi boschivi parte integrante della nostra pianificazione e dei nostri investimenti per il futuro”. In questo contesto, “una parte fondamentale di questo lavoro è la preparazione e la prevenzione” per cui bisognerà agire anche sul fronte del “prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP)”.
In una proposta, “il 35 per cento è destinato alla resilienza climatica, che ovviamente include già l’adattamento agli eventi meteorologici causati dai cambiamenti climatici”, assieme a una “semplificazione dell’accesso ai finanziamenti per le regioni a seguito di eventi meteorologici estremi, poiché la maggior parte dei lavori di ripristino sarà a carico delle comunità locali e delle regioni stesse”. Inoltre, verrà proposta “una raccomandazione del Consiglio sulla gestione integrata del rischio di incendi boschivi, un tema di prossima approvazione” in quanto l’informazione sul rischio è fondamentale “affinché le comunità locali, i residenti, i turisti e i cittadini siano meglio informati e ricevano tempestivamente tutte le informazioni necessarie, con avvisi precoci e una preparazione a livello locale”. Tutte queste azioni puntano a renderci “pronti per l’inizio della prossima stagione, perché purtroppo ciò che sta succedendo adesso, diventerà un evento a cadenza annuale“. Pertanto, l’obiettivo è “non combattere più incendi, ma piuttosto avere politiche orizzontali a livello globale che minimizzino il rischio e prevengano gli incendi fin dall’inizio”, ha concluso.
Ma per quanto riguarda l’emergenza di queste ore, Lahbib ha ammesso che “è una corsa contro il tempo quella che i nostri team stanno attualmente conducendo sul campo“. Ma, ha garantito: “Stiamo lavorando senza sosta”.
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Iolanda Cuomo
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