Non più soltanto il cantiere ex Picchiotti di La Spezia. Sul tavolo della procedura di risanamento di The Italian Sea Group spa (TISG) (si veda altro articolo di BeBeez), è arrivata una manifestazione di interesse accompagnata da un’offerta cauzionata per l’acquisizione dell’intero complesso aziendale del gruppo cantieristico di Marina di Carrara, proprietario dei marchi Admiral, Tecnomar, Perini Navi e Picchiotti e quotato sul segmento STAR di Euronext Milan.
L’offerta è stata presentata lunedì da Riccardo Cima, in nome e per conto dei promotori della costituenda Polo Nautico Carrara srl (PNC), direttamente a TISG e ai commissari giudiziali nominati dal Tribunale di Firenze, dopo l’ammissione alla procedura di concordato in bianco a inizio mese. La proposta contiene anche l’impegno a partecipare alla procedura competitiva che potrà essere indetta per la cessione dell’azienda (si veda qui il comunicato stampa).
In questo contesto, Sanlorenzo, gruppo nautico quotato a Piazza Affari e guidato dall’executive chairman Massimo Perotti, ha confermato il proprio interesse a entrare nel capitale della nuova società con una quota di minoranza, la cui entità non è stata resa nota. Sanlorenzo ha inoltre rilasciato una lettera di patronage a supporto della partecipazione di PNC alla futura procedura competitiva, sino a un importo pari al 10% del prezzo indicato nell’offerta, a garanzia delle obbligazioni di pagamento assunte dal proponente. La percentuale del 10% si riferisce quindi al limite della garanzia prestata da Sanlorenzo e non alla partecipazione che il gruppo deterrebbe nel capitale di Polo Nautico Carrara.
Secondo la struttura illustrata nel comunicato ufficiale di Sanlorenzo, il 10% del capitale di PNC dovrebbe essere detenuto da una società italiana che sarà costituita da Cima insieme ad alcuni fornitori creditori del gruppo, mentre il restante 90% dovrebbe fare capo a due o tre cantieri navali di livello internazionale, con i quali sarebbero in corso interlocuzioni in fase avanzata. I nomi degli operatori coinvolti, oltre a Sanlorenzo, non sono stati comunicati.
Quanto a Cima, è un commercialista con una lunga esperienza nelle vicende industriali e societarie della nautica viareggina. È stato amministratore unico del Polo Nautico Viareggio, realtà nata nel 2002 dall’aggregazione di operatori della cantieristica locale, e in questo ruolo nel 2014 aveva promosso un progetto di rete d’imprese destinato alle attività di refitting di yacht sino a 65-70 metri. Sanlorenzo, che era già socio del Polo Nautico Viareggio con il 49,81%, ne ha poi acquisito il controllo nel giugno 2022, salendo inizialmente al 50,32%. Un successivo acquisto, concluso nel luglio dello stesso anno, ha portato la partecipazione al 52,49% Cima ha avuto anche un ruolo nella partnership industriale tra Sanlorenzo e MEC-Carpensalda, azienda attiva nelle carpenterie metalliche e nelle costruzioni e riparazioni navali con siti a Livorno e nell’area dei Navicelli a Pisa. Nel 2022 Sanlorenzo aveva infatti acquisito il 48% della società costituita con la famiglia Lotti e Cima era stato nominato amministratore delegato della nuova realtà, con Bruno Lotti alla presidenza.
Tornando all’offerta di PNC per TISG, la notizia amplia sensibilmente il perimetro del dossier rispetto allo scenario emerso nei giorni scorsi. TISG aveva infatti confermato di stare valutando, con il supporto di Meti Corporate Finance, la valorizzazione del solo cantiere di La Spezia, già Picchiotti, sul quale aveva manifestato pubblicamente interesse Azimut Benetti (si veda altro articolo di BeBeez). Tra i potenziali pretendenti era già circolato anche il nome di Sanlorenzo, insieme a quelli di Baglietto e Fincantieri, mentre Ferretti sarebbe stata indicata come possibile interessata all’intero gruppo. E ora, come detto, la proposta della costituenda PNC riguarda ora espressamente tutto il complesso aziendale di TISG.
Polo Nautico Carrara sarà costituita come società con funzioni consortili, con l’obiettivo dichiarato di salvaguardare i livelli occupazionali, favorire la ripresa delle attività industriali, sostenere la filiera produttiva e preservare sul territorio le aree e le infrastrutture necessarie alle attività cantieristiche, comprese quelle di refitting, alaggio e varo.
Il prezzo offerto per l’intero complesso aziendale non è stato reso pubblico. Spetterà comunque agli organi competenti della procedura determinare l’eventuale prezzo base, il perimetro definitivo della cessione e le condizioni della gara. L’offerta non vincola infatti né TISG né gli organi della procedura ed è subordinata, tra l’altro, all’esito soddisfacente di una due diligence completa, all’indizione della procedura competitiva e all’avveramento delle ulteriori condizioni previste nella proposta.
Il perimetro comprende l’intero complesso aziendale di TISG, che dovrebbe essere trasferito senza debiti e senza crediti, libero da gravami, sequestri, pegni, ipoteche e altri diritti reali di garanzia. L’offerta presuppone quindi che la vendita avvenga nell’ambito di una procedura concorsuale che, in conformità alle previsioni del Codice della crisi, permetta di escludere la responsabilità solidale dell’acquirente per i debiti inerenti all’azienda ceduta.
Un capitolo distinto riguarda invece le imbarcazioni attualmente in costruzione. L’eventuale prosecuzione e il completamento delle commesse in corso saranno subordinati a una negoziazione diretta con i rispettivi armatori. È un elemento centrale, considerando che proprio la gestione economica delle commesse e l’emersione di extra-costi hanno contribuito alla crisi finanziaria e patrimoniale del gruppo.
“Abbiamo scelto di aderire a questa operazione perché crediamo che il ruolo di un’impresa leader non si misuri soltanto dalla capacità di creare valore economico, ma anche dalla responsabilità di tutelare l’occupazione, preservare competenze strategiche e garantire la continuità di attività produttive che rappresentano un patrimonio fondamentale per il territorio”, ha commentato Perotti.
Ricordiamo che la proposta di PNC arriva pochi giorni dopo l’assemblea degli azionisti di TISG del 22 luglio, che ha preso atto di una situazione patrimoniale fortemente compromessa. Come riferito ieri da BeBeez, dalla situazione non revisionata al 31 dicembre 2025 emerge infatti un risultato economico negativo di 163,8 milioni di euro, un debito finanziario netto di 131 milioni e un patrimonio netto negativo di 382,5 milioni, mentre la situazione al 30 aprile 2026 conferma l’integrale erosione del capitale, con un patrimonio netto negativo di 399,2 milioni, dopo un’ulteriore perdita netta di 16,7 milioni.
La crisi era esplosa a febbraio, con l’emersione di irregolarità nella contabilizzazione degli extra-costi relativi alla realizzazione delle imbarcazioni. TISG aveva successivamente presentato una denuncia-querela nei confronti di alcuni ex dirigenti apicali, accusati di avere occultato la reale situazione economica delle commesse e fornito all’amministratore delegato dati gestionali non corrispondenti alla realtà.
Il 13 marzo il gruppo aveva avviato la composizione negoziata della crisi, ottenendo misure protettive dal Tribunale di Firenze. Il 30 giugno il consiglio di amministrazione aveva poi deliberato l’accesso alla procedura prevista dall’articolo 44 del Codice della crisi, cioè al concordato preventivo con riserva, al quale TISG è stata ammessa a inizio luglio.
Nel frattempo, il 20 luglio,Giovanni Costantino si è dimesso da presidente e amministratore delegato, insieme al figlio Gianmaria Costantino, consigliere non esecutivo, facendo decadere l’intero Cda, che resta in regime di prorogatio fino alla nomina della nuova governance. Alla data delle dimissioni Costantino controllava indirettamente, attraverso GC Holding, il 53,604% del capitale.
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