#Finsubito news – chiudono 104 negozi, 185 tagli negli uffici



Foto: Dusko Jaramaz/PIXSELL

Chiudono 104 negozi, 185 posti di lavoro cancellati negli uffici amministrativi e chiavi nella serratura del comparto all’ingrosso. Sono questi i numeri della profonda ristrutturazione annunciata da Studenac, uno dei principali gruppi della grande distribuzione in Croazia, alle prese con una delicata situazione finanziaria. Il piano, presentato oggi, venerdì 9 ottobre, dalla società, rientra nel percorso di risanamento avviato dopo l’apertura della procedura di concordato preventivo, disposta dal Tribunale commerciale di Spalato il 29 settembre.

La decisione segna una svolta per una catena che negli ultimi anni aveva puntato su una rapida espansione della propria rete commerciale. Adesso la priorità è ridimensionare le attività meno redditizie, contenere le spese e concentrare le risorse sui punti vendita in grado di garantire una maggiore sostenibilità economica.

Le 104 strutture individuate per la chiusura sono state giudicate non redditizie. Con la loro uscita dalla rete, Studenac manterrà 1.165 negozi, ma secondo le stime diffuse dall’azienda riuscirà comunque a conservare il 95 per cento dei ricavi generati finora dalla propria attività al dettaglio. Un dato con cui la direzione intende sottolineare che il ridimensionamento riguarderà soprattutto le attività meno performanti, senza compromettere in misura equivalente il volume d’affari della catena.

La riorganizzazione non si limiterà tuttavia alla rete commerciale. Il gruppo ha deciso di eliminare 185 posizioni amministrative, pari a circa il 40 per cento dell’organico attualmente impiegato in quest’area, e di abbandonare completamente il commercio all’ingrosso come settore autonomo. Parallelamente è in corso una revisione della catena di approvvigionamento, con l’obiettivo di ridurre i costi logistici e migliorare l’efficienza dell’intera organizzazione.

Il nodo dei posti di lavoro

Le conseguenze occupazionali rappresentano uno degli aspetti più delicati del piano. Nei 104 punti vendita che cesseranno l’attività lavorano attualmente 335 persone. Studenac ha comunicato di aver offerto a tutti la possibilità di proseguire il rapporto di lavoro in altri negozi della catena.

La disponibilità di posti alternativi sarà quindi determinante per capire quante persone potranno continuare a lavorare per il gruppo e quante, invece, rischieranno di perdere l’impiego. L’azienda ha precisato che, qualora non fosse possibile individuare una posizione adeguata per tutti i dipendenti coinvolti, procederà nel rispetto della normativa croata sul lavoro e delle tutele previste dalla legge.

La società ha inoltre annunciato l’intenzione di confrontarsi con le organizzazioni sindacali, riconoscendo le ricadute che una ristrutturazione di queste dimensioni può avere sui lavoratori.

I 185 tagli annunciati negli uffici amministrativi si aggiungono dunque alla necessità di ricollocare il personale dei negozi chiusi. Le due operazioni, pur rientrando nello stesso piano di riorganizzazione, riguardano situazioni differenti: per gli addetti dei punti vendita la società prospetta la possibilità di un trasferimento, mentre per le posizioni amministrative è prevista una riduzione strutturale dell’organico.

Il gruppo ha pubblicato anche l’elenco dei negozi destinati alla chiusura. La lista completa è consultabile nel documento ufficiale di Studenac, che consente di verificare quali punti vendita saranno interessati dal provvedimento.

Il presidente Vujčić: «Dobbiamo adattarci alle possibilità reali dell’azienda»

A spiegare le ragioni delle decisioni è stato Teo Vujčić, presidente del consiglio di amministrazione di Studenac, secondo il quale il cambiamento dell’organizzazione aziendale è indispensabile per affrontare le attuali condizioni finanziarie.

“Sono decisioni difficili, ma necessarie. Il nostro obiettivo è costruire un’attività ottimizzata sotto il profilo dei costi, creando così le condizioni per raggiungere la stabilità finanziaria”, ha dichiarato Vujčić.

Il presidente ha sottolineato che la revisione della rete commerciale deve tenere conto delle effettive possibilità del gruppo, superando un modello di crescita che non può più essere mantenuto nelle condizioni attuali.

“Dobbiamo adattare l’organizzazione e la rete dei negozi alle reali possibilità dell’azienda e concentrare le risorse dove possiamo realizzare un’attività sostenibile nel lungo periodo”, ha aggiunto.

La direzione presenta, quindi, il piano come un passaggio necessario per preservare la parte economicamente sostenibile del gruppo e garantire la continuità delle attività. La chiusura dei punti vendita non redditizi, la riduzione dell’organico amministrativo e l’uscita dal comparto all’ingrosso dovrebbero consentire di semplificare la struttura aziendale e alleggerire i costi fissi.

Resta però da verificare se le misure saranno sufficienti a risolvere le difficoltà finanziarie e a ristabilire un rapporto stabile con i fornitori, uno dei punti cruciali per assicurare il regolare rifornimento dei negozi che resteranno aperti.

Cambia anche il vertice del gruppo

La ristrutturazione coinvolgerà anche la struttura manageriale. Matija Subašić-Maras, componente del consiglio di amministrazione responsabile delle risorse umane, lascerà l’incarico.

La nuova composizione del vertice vedrà Teo Vujčić mantenere la presidenza, affiancato da Ivan Slavica, responsabile delle attività commerciali, e da Mikołaj Chruszczewski, che seguirà l’area finanziaria.

Il riassetto dei vertici si inserisce nel più ampio processo di revisione dell’organizzazione, mentre il gruppo deve affrontare contemporaneamente la riduzione dei costi, la gestione del personale e il confronto con i creditori.

Dall’espansione al preconcordato

La situazione attuale contrasta con il percorso seguito da Studenac negli ultimi anni. Dal 2018, quando la catena disponeva di circa 380 negozi, il gruppo ha ampliato rapidamente la propria presenza sul mercato croato, arrivando a superare quota 1.300 punti vendita.

La crescita della rete aveva rappresentato uno degli elementi centrali della strategia aziendale. Tuttavia, secondo quanto riportato nella ricostruzione delle difficoltà che hanno preceduto la procedura, i risultati economici del 2025 non hanno raggiunto le aspettative. A complicare il quadro sarebbero stati anche l’aumento dei debiti verso i fornitori e l’impossibilità di prorogare alcune forme di finanziamento a breve termine.

La combinazione di questi fattori avrebbe aggravato le tensioni sulla liquidità, rendendo necessario l’avvio di un percorso formale di ristrutturazione finanziaria.

Il Tribunale commerciale di Spalato ha aperto la procedura di preconcordato il 29 settembre. I creditori possono presentare le proprie richieste di pagamento entro il 28 ottobre. Una volta completata la verifica dei crediti, si procederà alla preparazione del piano definitivo di ristrutturazione, sul quale i creditori saranno chiamati a esprimersi in una fase successiva.

Nel frattempo, Studenac ha dichiarato di proseguire i colloqui con i fornitori e di adottare misure per stabilizzare gli approvvigionamenti nei negozi che rimarranno operativi.

Il percorso è ancora aperto e il suo esito dipenderà anche dalla capacità del gruppo di raggiungere un’intesa con i creditori e di dimostrare che il nuovo assetto possa garantire un’attività economicamente sostenibile.

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