Il progetto era noto già nel 2024
Peschiera Borromeo, 10 ottobre 2026 – Il data center Microsoft di San Bovio è oggi al centro di proteste, raccolte di firme e richieste di chiarimenti. Durante l’incontro pubblico dell’8 ottobre 2026, convocato per discutere il nuovo Piano di Governo del Territorio, oltre 150 cittadini hanno espresso preoccupazioni sulle possibili conseguenze ambientali e sanitarie dell’insediamento, contestando anche la trasparenza e l’informazione fornita alla popolazione.
Sono interrogativi che meritano risposte precise. Ma per comprendere quanto sta accadendo oggi è necessario ricostruire anche ciò che è successo negli ultimi due anni. Il progetto del data center Microsoft nell’ex Postalmarket non è comparso improvvisamente nel 2026: se ne parlava pubblicamente già nel 2024 e nel marzo 2025 7giorni entrò nel cantiere documentandolo anche con due video.
Il 12 febbraio 2024, quattro mesi prima delle elezioni comunali, 7giorni pubblicava un articolo sull’avvio da parte di Microsoft delle operazioni di messa in sicurezza e pulizia dell’ex Postalmarket.
L’allora vicesindaca Stefania Accosa aveva illustrato l’intervento e il futuro dell’area era già entrato nel dibattito cittadino.
Microsoft avvia la messa in sicurezza e la pulizia dell’area ex Postalmarket – 12 febbraio 2024
L’ex Postalmarket compariva inoltre nel programma elettorale di Mario Orfei, candidato sindaco alle amministrative del giugno 2024, con riferimento alla riqualificazione degli spazi circostanti.
Questo non significa che durante la campagna elettorale fossero conosciute e approfondite tutte le caratteristiche tecniche del futuro data center. Dimostra però che il destino dell’area e l’intervento in corso erano già entrati nel confronto politico e pubblico cittadino.
Nel settembre 2024 7giorni parlava già dell’impatto ambientale
Il confronto divenne ancora più esplicito dopo le elezioni. Il 30 settembre 2024, 7giorni pubblicò un approfondimento dedicato ai data center previsti a Peschiera Borromeo, affrontando apertamente l’impatto ambientale, la sostenibilità e la necessità di garantire trasparenza e partecipazione dei cittadini.
Non si parlava quindi soltanto di recuperare un’area industriale dismessa. Già allora venivano poste pubblicamente domande sulle conseguenze ambientali di questo tipo di insediamenti.
Nell’ottobre 2024 arrivò inoltre l’approvazione della bozza del Piano attuativo dell’ex Postalmarket e venne annunciata la fase delle osservazioni.
Nell’ottobre 2024 il progetto venne presentato pubblicamente a San Bovio
Il 26 ottobre 2024 si svolse un incontro pubblico dedicato proprio al futuro data center Microsoft nell’ex Postalmarket.
Il sindaco Andrea Coden e i rappresentanti dell’azienda illustrarono il progetto alla cittadinanza. Erano presenti residenti ed esponenti politici locali e vennero presentate le caratteristiche dell’intervento e le opere previste.
7giorni raccontò l’appuntamento pochi giorni dopo.
Microsoft presenta alla cittadinanza il progetto del data center di San Bovio – 28 ottobre 2024
Si trattò quindi di una presentazione pubblica rivolta proprio alla popolazione del quartiere interessato dall’intervento.
Marzo 2025: 7giorni entra nel cantiere
Il 21 marzo 2025, 7giorni partecipò a un sopralluogo nel cantiere Microsoft insieme al sindaco Andrea Coden, all’assessore alla Sicurezza Alessandro Amenta e a Paolo Lago, presidente dell’Associazione Bovi di San Bovio.
Ad accoglierli erano Dario Francescatti, responsabile Normative e Permessi per Microsoft, Filippo Tarriccone, direttore Microsoft nuove costruzioni Italia, e i tecnici dell’impresa GSE.
La visita consentì di osservare l’organizzazione del cantiere e soprattutto di verificare il completamento di due importanti interventi ambientali: la rimozione dell’amianto dai vecchi capannoni e la bonifica dei terreni contaminati da idrocarburi.
Il reportage venne pubblicato il 26 marzo 2025 con fotografie e due video originali.
Rileggi il reportage completo del sopralluogo del 26 marzo 2025
Amianto e idrocarburi rimossi: un beneficio concreto per San Bovio
L’ex Postalmarket non era semplicemente un complesso industriale abbandonato. Nell’area erano presenti criticità ambientali ereditate dalle precedenti attività produttive.
Durante le demolizioni erano stati individuati materiali contenenti amianto nelle intercapedini dei vecchi capannoni, successivamente rimossi e smaltiti in sicurezza. Parallelamente erano stati bonificati i terreni interessati dalla presenza di idrocarburi.
La rimozione dell’amianto ha eliminato una potenziale fonte di esposizione alle fibre, mentre il risanamento dei terreni ha consentito di intervenire su una contaminazione preesistente. Sono benefici ambientali concreti che non riguardano soltanto la proprietà privata, ma anche il quartiere circostante.
Gli interventi furono realizzati nell’ambito della riqualificazione sostenuta economicamente da Microsoft. Non si tratta quindi di compensazioni annunciate per il futuro, ma di lavori effettivamente eseguiti e documentati. Un risultato che resta tale indipendentemente dal giudizio che oggi si può avere sul futuro funzionamento del data center.
«Un cantiere modello che dovrebbe fare scuola»
Durante il sopralluogo furono illustrate anche le misure adottate per contenere le polveri, recuperare i materiali delle demolizioni e garantire la sicurezza delle lavorazioni.
Al termine della visita, Coden, Amenta e Lago espressero apprezzamento per quanto osservato. Il commento riportato nel reportage di 7giorni fu:
«Un cantiere modello che dovrebbe fare scuola».
Una frase che, riletta oggi, restituisce quale fosse il clima attorno alla fase di bonifica dell’ex Postalmarket nel marzo 2025.
Due video documentano quella giornata
A testimonianza del sopralluogo restano anche due video originali realizzati da 7giorni, nei quali sono visibili il cantiere e le spiegazioni fornite durante la visita.
Video 1 – Il reportage della visita al cantiere Microsoft
Video 2 – Presa diretta del sopralluogo del 21 marzo 2025
Articoli, fotografie e filmati consentono ancora oggi di ricostruire quella fase del progetto attraverso materiale realizzato direttamente sul posto.
Nel giugno 2026 un secondo incontro pubblico sul data center
La comunicazione pubblica sul progetto non si fermò all’incontro dell’ottobre 2024 e al successivo sopralluogo nel cantiere. Giovedì 25 giugno 2026, alle ore 18, nell’Auditorium Norma Cossetto della Biblioteca comunale di via Carducci 5, si svolse un secondo incontro pubblico dedicato al data center di San Bovio.
Fu quindi un ulteriore momento di confronto con la cittadinanza a pochi mesi dalle proteste che sarebbero poi esplose nell’autunno 2026.
Anche questo appuntamento entra necessariamente nella ricostruzione della vicenda: tra la prima presentazione pubblica dell’ottobre 2024 e le contestazioni dell’ottobre 2026 ci furono due incontri pubblici sul progetto, oltre agli articoli, agli atti amministrativi e al sopralluogo nel cantiere documentato da 7giorni nel marzo 2025.
Le preoccupazioni di oggi meritano risposte
Il clima è oggi profondamente diverso. Durante l’incontro pubblico dell’8 ottobre 2026, i residenti hanno sollevato interrogativi sulle dimensioni dell’impianto, sulla vicinanza alle abitazioni, sul rumore, sul possibile utilizzo dell’acqua di falda, sulla produzione di calore e sulla presenza dei gruppi elettrogeni alimentati a gasolio. Sono state inoltre contestate la gestione dell’informazione e le risposte alle richieste di accesso agli atti.
Sono questioni che non possono essere liquidate ricordando semplicemente che il progetto era già conosciuto. Sapere che nell’ex Postalmarket sarebbe sorto un data center non significa necessariamente conoscere nel dettaglio generatori, quantità di carburante, consumi idrici, emissioni sonore e possibili conseguenze ambientali.
Su questi aspetti i cittadini hanno diritto di chiedere risposte, dati e garanzie verificabili a Microsoft, all’Amministrazione comunale e agli enti competenti.
Le garanzie sulla salute sono una cosa, sostenere che il progetto non fosse noto è un’altra
Alla luce di questa cronologia, risulta difficile sostenere che il progetto del data center fosse rimasto sconosciuto al quartiere fino alle proteste del 2026.
Se ne parlava già nel 2024, prima e dopo le elezioni comunali. 7giorni aveva affrontato anche il tema dell’impatto ambientale. Il progetto era stato presentato pubblicamente a San Bovio nell’ottobre 2024, nel marzo 2025 il cantiere era stato visitato e documentato con fotografie e due video e il 25 giugno 2026 si era svolto un secondo incontro pubblico dedicato al data center..
Questo non significa che tutti i residenti conoscessero ogni dettaglio. È comprensibile che, con l’emergere di nuove informazioni, molti cittadini abbiano acquisito una maggiore consapevolezza delle dimensioni dell’impianto, abbiano maturato preoccupazioni che prima non avevano o abbiano cambiato opinione.
Allo stesso modo, aver accolto positivamente la bonifica non significa dover approvare ogni aspetto del data center.
Altra cosa sarebbe però sostenere che del progetto non si sapesse nulla. Gli articoli, gli incontri pubblici, gli atti, le fotografie e i video raccontano una storia diversa.
E raccontano anche un risultato che non dovrebbe essere cancellato dalle polemiche di oggi: nell’ex Postalmarket sono stati rimossi materiali contenenti amianto e sono stati bonificati terreni contaminati da idrocarburi nell’ambito dell’intervento sostenuto da Microsoft.
Pretendere oggi tutte le garanzie possibili sulla salute e sull’ambiente è legittimo e necessario. Ricostruire correttamente ciò che era già noto e riconoscere i benefici ambientali già ottenuti è altrettanto doveroso.
Giulio Carnevale
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