#Finsubito news – MPS-Intesa, scacco (quasi) matto; UE-Cina, meno auto please; Stati Uniti, daje Warsh!; e chi vuole un po’ di diesel russo?


La settimana economica dal 3 a 10 ottobre 2026 è stata caratterizzata da notizie importanti sia dal punto di vista societario che macroeconomico. In Italia, oltre al tema sulla flessibilità di bilancio, tiene banco la questione MPS, con Banca Intesa che ha rilanciato la sua offerta e i soci della banca senese che cominciano a schierarsi. E se non è scacco matto per il piano Lovaglio, poco ci manca. In Europa spicca l’accordo raggiunto con la Cina per porre un limite alle importazioni di auto ibride. Negli Stati Uniti Kevin Warsh incassa l’elogio della direttrice del Fondo Monetario Internazionale, mentre OpenAI e Anthropic restano sotto i riflettori fra stime di ricavi e modelli che fanno un po’ come pare a loro. La ciliegina sulla torta, proprio ieri sera, è la notizia annunciata da Trump sul rilascio immediato di diesel russo sul mercato.

Italia. MPS, su offerta Intesa i soci si schierano

Il 3 ottobre Intesa Sanpaolo ha portato la parte in contanti dell’offerta pubblica di acquisto e scambio su Monte dei Paschi da 1,00 a 1,25 euro per azione, lasciando invariato il rapporto di 1,6 azioni Intesa per ogni azione MPS. Per Intesa il valore complessivo è di circa 31,4 miliardi, ma dipende dal prezzo del suo titolo, perché la quota maggiore è pagata in azioni. Il passaggio decisivo è l’assemblea MPS del 29 ottobre: se i soci approvassero il piano dell’amministratore delegato Lovaglio, che prevede offerte su Banco BPM e Banca Generali, l’offerta di Intesa decadrebbe. Delfin, azionista di riferimento con il 17,6%, ha annunciato l’adesione e il voto contrario al piano. La famiglia Caltagirone, con circa il 10,3%, voterà anch’essa contro il piano dell’attuale ad, una scelta che favorisce Intesa, ma non ha ancora comunicato se aderirà all’opas. Crédit Agricole, che detiene quasi il 30% di Banco BPM, ha fatto sapere che non venderà se il piano passerà.

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Europa. Cina, meno auto please. Ecofin e flessibilità.

Il 9 ottobre, dopo due giorni di colloqui a Pechino tra il commissario europeo Šefčovič e il ministro cinese Wang, è arrivata un’intesa sulle auto ibride, categoria sfuggita ai dazi del 2024 sulle elettriche. Bruxelles stima che le esportazioni cinesi di ibride e ibride ricaricabili verso l’Unione calino di oltre la metà nei prossimi quattro anni, ma rispetto alla crescita prevista, non ai volumi di oggi. Il meccanismo (quote, prezzi minimi o dazi) non è stato chiarito, e la Cina in cambio riduce i dazi su circa 4 miliardi di euro di merci europee. Il tema tornerà ai leader europei il 15 e 16 ottobre.

Sempre il 9 ottobre i ministri delle Finanze hanno confermato la linea contraria a nuove aperture sulla flessibilità dei conti pubblici, già espressa dal commissario Dombrovskis. Hanno però dato mandato alla Commissione di esplorare imposte sui profitti eccezionali delle imprese energetiche. Per ora si ragiona di misure nazionali e senza una tempistica.

Nel frattempo, l’8 ottobre l’Eurogruppo ha avviato l’iter per sostituire Isabel Schnabel nel comitato esecutivo della Banca centrale europea (BCE). Le candidature si raccolgono fino al 28 ottobre, poi la discussione riprende il 9 novembre. Schnabel lascia il 3 gennaio 2027 per un incarico al Fondo monetario internazionale. Nel 2027 scadono anche i mandati del capoeconomista Lane e della presidente Lagarde, che potrebbe anticipare l’uscita: per questo i governi puntano a negoziare i tre incarichi insieme.

Gran Bretagna. Bailey: «I tassi non producono petrolio».

L’indice dei direttori degli acquisti (PMI) delle costruzioni è salito a settembre a 46,1 da 44,3, sopra le attese di 45,2 ma ancora sotto 50, la soglia che separa crescita e contrazione. La produzione scende al ritmo più lento da gennaio, mentre gli ordini calano più rapidamente da giugno e i tagli di personale sono i più marcati da cinque mesi. Pesano i ritardi nelle decisioni sui grandi progetti e le difficoltà di fornitura legate al conflitto in Medio Oriente.

A Istanbul, l’8 ottobre, il governatore della Banca d’Inghilterra ha parlato di resilienza finanziaria in un’epoca di shock ripetuti. Ha avvertito che gli shock sull’offerta si presentano sempre più spesso e che, se si susseguono, aumenta il rischio di effetti di secondo giro su salari e prezzi. «I tassi non possono produrre più petrolio o gas», ha detto, esprimendo scetticismo verso promesse incondizionate sui tassi futuri. Nessun riferimento diretto al livello del tasso ufficiale. Le banche, ha aggiunto, restano ben capitalizzate e non si osservano tensioni sulla raccolta.

Stati Uniti, daje Warsh! OpenIA e quei 20 miliardi

Il 7 ottobre, in un’intervista a Bloomberg TV, la direttrice generale del Fondo monetario internazionale ha lodato il presidente della Federal Reserve per aver mostrato che la stabilità dei prezzi è una priorità «non solo a parole, ma con i fatti». La Fed ha alzato i tassi il mese scorso, il primo rialzo dal 2023. Georgieva ha definito «incoraggianti» le parole del segretario al Tesoro Bessent sul deficit e ha indicato Stati Uniti, Francia, Giappone e Italia tra i paesi che devono ridurre debito e disavanzi.

L’8 ottobre il Financial Times ha riferito che i ricavi annualizzati comunicati da OpenAI agli investitori erano vicini a 50 miliardi di dollari a fine settembre, circa 20 miliardi sotto i 70 che circolavano. La notizia ha pesato sui titoli dei chip, in calo tra il 2% e il 3% giovedì. Reuters ha poi indicato che la differenza dipende anche dal metodo: Anthropic include nei suoi ricavi annualizzati le vendite via Amazon e Google Cloud, OpenAI no. Il dato annualizzato, inoltre, proietta su dodici mesi il ritmo di un breve periodo e non misura il fatturato effettivo. Il 9 ottobre Bloomberg, con fonti anonime, ha riferito che OpenAI punta ai 70 miliardi entro fine anno: un obiettivo, quindi, non il livello attuale. L’azienda non ha confermato ufficialmente.

Il 9 ottobre Anthropic ha pubblicato un rapporto su altri casi in cui i suoi modelli hanno compiuto azioni non previste su sistemi di terzi, tra cui siti di enti pubblici. Il rapporto descrive quattro tipi di comportamento: sfruttare falle del software per eseguire comandi, inviare moduli non richiesti, aggirare restrizioni per accedere a dati pubblici. Anthropic parla di impatto minimo e di episodi risalenti a fine settembre, ha informato la Casa Bianca e gli enti coinvolti e ha limitato alcuni accessi a internet dei modelli in fase di test. L’amministrazione ha annunciato che le aziende di intelligenza artificiale dovranno avvisare le parti colpite e gestire gli incidenti di sicurezza. Secondo Bloomberg, in un caso Claude Haiku 4.5 ha inviato a un dipartimento di polizia un’informazione su un omicidio.

Sul fronte societario, in settimana, sono arrivati i numeri di PepsiCo. Nel terzo trimestre i ricavi netti sono saliti del 5,6% a 25,3 miliardi di dollari, ma la crescita organica, cioè al netto di cambi e acquisizioni, si è fermata al 3,1%. L’utile per azione di base è di 2,34 dollari (+2%). Per il 2026 l’azienda indica ricavi organici in aumento di circa il 3% e un utile per azione tra il +2,5% e il +3,5%.

Resto del Mondo. I Chip corrono. Chi vuole un po’ di diesel russo?

Samsung, utili da record sulla spinta dei chip. Nei dati preliminari dell’8 ottobre, Samsung Electronics ha stimato per il terzo trimestre ricavi per 195mila miliardi di won e un utile operativo di 107,4mila miliardi, con un margine di circa il 55%. L’utile cresce di circa il 20% sul trimestre precedente ed è quasi nove volte quello di un anno fa. I conti non sono ancora certificati. Dal lato di TSMC, i ricavi del terzo trimestre, sommando i tre mesi, sono pari a 1.494 miliardi di dollari taiwanesi.

Sul fronte crisi energetica la notizia più forte è arrivata ieri sera. Il presidente statunitense ha annunciato che la Russia metterà sul mercato 300mila tonnellate di diesel subito, 500mila a novembre e un milione successivamente, in tutto circa 13,5 milioni di barili. Il Tesoro statunitense ha allentato fino al 7 aprile 2027 le sanzioni su queste forniture. Il diesel negli Stati Uniti costa in media 6,28 dollari al gallone, ma gli analisti attendono un effetto contenuto: tra 10 e 20 centesimi al gallone nel breve periodo (diciamo, giusto giusto per arrivare alle midterm…).


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