In piazza Pertini ad Ancona si è svolta la “Festa della Legalità di fine anno scolastico”. L’evento ha rappresentato un momento di incontro e condivisione tra la Polizia di Stato e gli studenti degli istituti scolastici del capoluogo prima della pausa estiva, offrendo ai più giovani l’opportunità di conoscere da vicino il lavoro svolto quotidianamente dalle donne e dagli uomini in divisa al servizio della comunità.
Per l’occasione erano presenti i poliziotti della Squadra Cinofili con i cani specializzati nella ricerca di esplosivi e sostanze stupefacenti, impiegati anche nei servizi di ordine pubblico, il Nucleo Artificieri, le Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e le motociclette della Polizia Stradale, recentemente impegnate nei servizi di scorta durante il Giro d’Italia. La Polizia Scientifica ha inoltre allestito uno stand dedicato, esponendo il Fullback impiegato per i sopralluoghi sulla scena del crimine.
Gli oltre 150 studenti arrivati in piazza hanno potuto osservare da vicino mezzi e dotazioni della Polizia di Stato, confrontandosi direttamente con gli operatori sui temi della sicurezza e del rispetto delle regole. L’incontro ha costituito il momento conclusivo della quarta edizione del progetto “Educhiamo Insieme alla Legalità”, fortemente voluto dal Questore Capocasa e realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche.
Nel corso dell’anno scolastico che si avvia alla conclusione, l’iniziativa ha coinvolto oltre 5.000 alunni delle scuole primarie e secondarie dell’intera provincia di Ancona. Il progetto, promosso dalla Polizia di Stato della provincia di Ancona in collaborazione con i dirigenti scolastici del territorio, ha previsto un articolato programma di incontri rivolti agli alunni di ogni ordine e grado, con l’obiettivo di diffondere i valori della cittadinanza attiva, del rispetto delle regole e della partecipazione responsabile alla vita sociale.
Nel corso dell’anno, i poliziotti hanno affrontato insieme ai giovani numerose tematiche di particolare attualità e rilevanza sociale, tra cui bullismo e cyberbullismo, sicurezza in rete, uso consapevole dei social media, contrasto alla violenza di genere, prevenzione dell’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti, gioco online, inclusione sociale e rispetto delle differenze.
Accanto all’attività educativa svolta nelle scuole, gli operatori hanno continuato a garantire una presenza costante anche all’esterno degli istituti attraverso servizi di vigilanza effettuati dai Poliziotti di Quartiere e dalle unità cinofile negli orari di ingresso e uscita, contribuendo a rafforzare la percezione di sicurezza e a prevenire fenomeni di illegalità nelle aree di maggiore aggregazione giovanile.
Numerose sono state inoltre le iniziative che hanno arricchito il percorso formativo durante l’anno. Tra queste, gli incontri organizzati presso la Mole Vanvitelliana, in particolare il 25 novembre in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne; la partecipazione degli studenti alle celebrazioni del 174° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato presso l’Istituto “Savoia-Benincasa” lo scorso 10 aprile; la nona edizione del progetto-concorso “PretenDiamo Legalità”, promosso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, finalizzato ad approfondire i temi della cittadinanza attiva, dei valori costituzionali e della convivenza civile.
Particolarmente significativa è stata anche la tappa della seconda edizione di , svoltasi presso il Teatro Gentile di Fabriano, che ha coinvolto gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado in una giornata di spettacolo, riflessione e confronto sui valori della Costituzione, sulla parità di genere, sulla prevenzione della violenza e sul contrasto alle discriminazioni.
La “Festa della Legalità” di oggi rappresenta non soltanto la conclusione simbolica di un anno ricco di incontri all’interno delle scuole, ma anche l’occasione per rinnovare il legame di fiducia tra le istituzioni e le nuove generazioni, nella convinzione che il rispetto delle regole e la partecipazione responsabile si costruiscano quotidianamente attraverso l’ascolto, il dialogo e la presenza sul territorio. Nel corso della mattinata è stato inoltre allestito in piazza un corner informativo a cura dei volontari della Croce Rossa Italiana, dedicato alla sensibilizzazione dei giovani sui temi della salute e delle manovre di primo soccorso.
All’iniziativa hanno preso parte anche la dott.ssa Sabrina Sereni, in rappresentanza del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, e l’Assessore comunale alle Politiche educative, agli Affari generali e legali, ai Servizi informatici e ai Servizi demografici, Antonella Andreoli, la quale ha dichiarato: “Ringrazio il Questore Cesare Capocasa e la Polizia di Stato della Provincia di Ancona. Questa manifestazione di fine anno scolastico porta a compimento un percorso che ha toccato tutte le scuole della nostra città, coinvolgendo gli studenti in una serie di importanti iniziative su temi quali bullismo, cyberbullismo, truffe e violenza di genere, suscitando in loro grande interesse e occasione di riflessione e stimolando anche un dibattito tra gli stessi ragazzi che hanno quindi avuto modo di toccare con mano quanto la Polizia di Stato rappresenti un indispensabile presidio nel nostro territorio”.
Il Questore Capocasa afferma: «Il rapporto tra la Polizia di Stato e l’istituzione scolastica rappresenta l’evoluzione contemporanea del concetto di sicurezza: non più intesa solo come repressione o controllo ma come prossimità educativa. Questo legame trasforma l’agente di Polizia da figura autoritaria e distante a testimone di cittadinanza, un alleato strategico nel delicato processo di crescita degli studenti. L’obiettivo è mostrare che la divisa è un abito di servizio al bene comune: per percepire che l’agente è un punto di riferimento in caso di pericolo, al fine di creare fiducia reciproca tra giovani e istituzioni. La Polizia entra a scuola non per sorvegliare e men che mai reprimere, ma per contribuire, insieme agli insegnanti, al percorso di legalità dei ragazzi».
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Annalisa Appignanesi
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