Bologna, 6 agosto 2026 – Francesco Guccini, modenese di nascita ma bolognese d’adozione, è morto a 86 anni ed è stato uno dei più grandi e popolari cantautori della musica italiana. Artista raffinato quanto pungente e ironico, le sue opere sono sempre state emblema di impegno politico e sociale. Oltre ad avere ovviamente un enorme valore artistico, tant’è che proprio per la bellezza stilistica dei testi delle sue canzoni, Guccini viene definito da molti come un poeta e intellettuale contemporaneo.
E’ morto Francesco Guccini, aveva 86 anni (Ansa)
Autore di una ventina di album
Autore di una ventina di album (tra gli altri Radici, Via Paolo Fabbri 43, Metropolis e, l’ultimo del 2023, Canzoni da osteria) in oltre 50 anni di attività, ha anche scritto brani – spesso ispirati al folk statunitense, in particolare a Bob Dylan, e diventati poi famosissimi – per altri interpreti come i Nomadi, l’Equipe 84 e Caterina Caselli. L’Antisociale, Auschwitz, Noi non ci saremo, Dio è morto, Per fare un uomo, sono solo alcuni esempi.
Scrittore, fumettista, docente e occasionalmente attore
Guccini però non si limitò ad essere solo un musicista di successo, infatti la sua arte spaziò in tanti altri campi: è stato infatti anche uno scrittore, un fumettista, un docente e occasionalmente un attore. Nella vita privata, sposò nel 1971 la prima moglie Roberta Baccilieri. Successivamente ebbe una relazione con Angela Signorini, da cui ebbe l’unica figlia Teresa nel 1978. La sua seconda moglie è stata invece Raffaella Zuccari, sposata il 21 aprile 2011.
Gli esordi
Dopo un’adolescenza passata tra università, giornalismo e docenza di lingua italiana presso la sede bolognese dell’università americana Dickinson College, negli anni Cinquanta cominciò a scrivere canzoni mentre la carriera come cantautore debuttò nel 1967 con l’album Folkbeat n° 1 con brani che entreranno nella storia della musica italiana, come Noi non ci saremo, Auschwitz e Canzone per un’amica.
Musicista che ha sempre più amato il palco rispetto alla tv
Musicista che ha sempre più amato il palco rispetto alle apparizioni in tv, il successo commerciale arriva nel 1976 con ‘Via Paolo Fabbri 43’, disco che contiene ‘L’Avvelenata’, canzone che risponde con forza alle contestazioni subite da altri cantautori e dalla critica giornalistica. Nel 1979 esce ‘Album Concerto’ (insieme ai Nomadi), il primo disco a cui partecipa Renzo Fantini, colui che è destinato a diventare il produttore storico di Guccini.
La carriera musicale
La carriera musicale Nel 1981 ecco ‘Metropolis’, “album dedicato a città ricche di storia e dalla forte valenza simbolica come Bisanzio, Venezia, Bologna e Milano”, come riporta il sito ufficiale del cantautore. Tre anni dopo viene pubblicato ‘Fra la via Emilia e il West’, che riprodusse fedelmente i brani che riecheggiarono nel mega concerto del 21 giugno 1984 in piazza Maggiore a Bologna, dove si celebrarono i 20 anni di attività musicale dell’artista. Il 12esimo album di Guccini ‘Quello che non…’ del 1990 contiene il brano ‘Canzone delle domande consuete’ che vince la Targa Tenco come miglior canzone dell’anno.
Targa Tenco
Altra Targa Tenco nel 1993 stavolta con l’album Parnassius Guccini. Riconoscimento che ottiene anche nel 2000 con la canzone ‘Ho ancora la forza’ (all’interno dell’album Stagioni) scritto insieme a Ligabue. Nel 2010 ‘Storia di altre storie’ ha la particolarità di raccogliere, oltre ai successi del musicista, anche la canzone inedita ‘Nella giungla’, con la quale intende sensibilizzare l’opinione pubblica sulla liberazione di Ingrid Bétancourt rapita dalle Farc nel 2002. Nel 2012 l’ultimo album in studio ‘L’Ultima Thule’. col quale Guccini dichiarò di volersi congedare dalla sua professione di cantautore avvenuta l’anno successivo. Nel 2015 il Club Tenco decise di dedicargli la storica rassegna che si svolge, ogni anno, a Sanremo.
Il legame con Modena e Bologna
Il legame con Modena e Bologna Guccini è nato a Modena il 14 giugno 1940, ma a causa della guerra passò i primi anni della sua vita a Pavana, il paese appenninico dei nonni paterni, che si trova in provincia di Pistoia al confine con Bologna. Frequenta l’istituto magistrale a Modena negli anni Cinquanta, poi si iscrive all’università una prima volta nel ‘58-’59 con indirizzo Lingue e Letterature straniere. Dal 59’ al 60’ lavora come giornalista alla Gazzetta di Modena e nel 1961 si trasferisce a Bologna con la famiglia, città dove ha continuato a risiedere, anche se negli ultimi anni della sua vita è tornato ad abitare a Pavana.
Fino al 1985 insegnò lingua italiana
Dal 1965 fino al 1985 insegnò lingua italiana nella sede bolognese dell’università americana Dickinson College. Il suo legame con Bologna e con i suoi luoghi più iconici risalta in molte sue canzoni, di cui una dedicata proprio alla città emiliana. Nel cuore dei bolognesi (ma non solo), resterà il mitico concerto del 21 giugno 1984 che portò in piazza Maggiore oltre 160mila persone per quello che fu un evento musicale fuori da ogni schema e previsione. Era il concerto per celebrare i vent’anni di attività musicale di Guccini e sul palco con lui salirono grandi amici e colleghi tra cui Lucio Dalla, Paolo Conte, i Nomadi con Augusto Daolio, Pierangelo Bertoli. Di questo concerto venne poi prodotto un doppio album e anche un film. L’impegno politico Guccini è sempre stato caratterizzato da un grande impegno politico e sociale che è emerso vivacemente nelle sue canzoni.
Guccini e la politica
Le sue posizioni sono sempre state considerate vicino alla sinistra, anche se lui si è sempre dichiarato anarchico. In una recente intervista ha confessato: “Voto Pd, ma non sono mai stato comunista”.
I film
Il cantautore modenese ha preso parte come attore a 21 film, mentre di uno (Nenè del 1977) è autore della colonna sonora. Tra i film in cui è presente come attore si ricordano tra gli altri Radiofreccia, l’opera di Luciano Ligabue, e i lungometraggi di Leonardo Pieraccioni Una moglie bellissima, Io & Marilyn e Ti amo in tutte le lingue del mondo.
I romanzi
L’artista emiliano ha dato alla luce o ha contribuito alla stesura di molti libri: dai romanzi alla saggistica. L’esordio come scrittore avvenne nel 1989 con il suo primo romanzo ‘Cròniche epafàniche’. Nel 1997 iniziò la collaborazione letteraria con Loriano Macchiavelli. con cui scriverà ben otto romanzi. Nel 2019 pubblicò ‘Tralummescuro’, libro che viene inserito tra le cinque opere finaliste al Premio Campiello.
I premi
Francesco Guccini è stato uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con quattro targhe, due premi e un premio Le parole della musica, cui si aggiungono vari altri riconoscimenti.
Le onorificenze
Nel 2004 è stato insignito dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana dall’allora Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi; inoltre ha ricevuto due lauree honoris causa. La prima nel 2002 in Scienze della formazione primaria dall’Università di Bologna e da quella di Modena e Reggio Emilia, la seconda nel 2012 in Scienze umanistiche dall’American University of Rome.
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