#Finsubito news – piccolo prestito, requisiti e importi


Risposta immediata

Il piccolo prestito INPS è un finanziamento a breve termine che l’Istituto concede con risorse proprie agli iscritti alla Gestione Unitaria, rimborsabile con rate costanti trattenute su stipendio o pensione. L’importo è un multiplo delle mensilità nette — fino a quattro, o fino a otto nella formula in doppia mensilità — e la durata va da 12 a 48 mesi. La domanda si presenta all’INPS, non a una banca.

Che cos’è il piccolo prestito INPS

Il piccolo prestito nasce per le esigenze familiari degli iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Lo concede l’INPS «nei limiti delle disponibilità finanziarie previste annualmente nel bilancio dell’Istituto», e lo si rimborsa con rate costanti trattenute alla fonte.

Ne discendono due conseguenze pratiche, spesso ignorate da chi cerca informazioni online: la domanda va presentata all’INPS e nessun intermediario può ottenerlo al posto tuo o accelerarne l’esito; e la valutazione non passa da una banca, perché il prestito è una prestazione della gestione a cui sei iscritto.

Si chiama ancora “piccolo prestito INPDAP”?

È lo stesso strumento. L’INPDAP è stato soppresso nel 2011 e le sue funzioni sono passate all’INPS, ma il vecchio nome è rimasto nel linguaggio comune e nelle ricerche online. Se trovi pagine che parlano di “prestiti INPDAP”, si riferiscono a questa prestazione.

Piccolo prestito INPS dipendenti pubblici: chi può chiederlo

Possono richiederlo i dipendenti pubblici e i pensionati iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, oltre al personale di Poste Italiane in attività di servizio iscritto al Fondo Credito ex IPOST.

L’iscrizione alla Gestione Unitaria è obbligatoria per i dipendenti delle amministrazioni statali e degli enti locali. Per gli altri dipendenti pubblici, in servizio o in quiescenza, è volontaria: l’articolo 27, comma 1, della legge 203/2024 ha introdotto la possibilità di aderire senza vincoli temporali, con accesso alle prestazioni dopo un anno dall’iscrizione.

Requisiti per i dipendenti in servizio

I tre requisiti richiesti a chi lavora

  • Almeno un anno di servizio continuativo utile a pensione.
  • Una retribuzione fissa e continuativa per l’intera durata del contratto.
  • Un contratto a tempo indeterminato, oppure a tempo determinato di durata non inferiore a tre anni, purché il prestito si estingua entro la scadenza del contratto.

Sul contratto a termine c’è un dettaglio che conviene conoscere prima di fare domanda: il prestito viene concesso solo per gli anni che mancano alla scadenza. Se al contratto restano due anni, la durata massima sarà biennale, non quadriennale.

Requisiti per i pensionati

Il pensionato che ha aderito alla Gestione Unitaria entro l’ultimo giorno di servizio, senza interruzione tra lavoro e pensione, accede alla prestazione contando tutta l’anzianità di iscrizione già maturata. Chi invece aderisce dopo, con una soluzione di continuità, deve attendere un anno dall’iscrizione.

È la differenza che spiega perché due pensionati nella stessa situazione economica ricevono risposte diverse. Se hai dubbi su quanto della tua pensione è effettivamente impegnabile, la guida sulla quota cedibile INPS spiega come si calcola.

Personale di Poste Italiane

Per gli iscritti al Fondo Credito ex IPOST vale una regola in più: non si possono contrarre prestiti la cui scadenza superi la data di collocamento a riposo.

Quanto si può ottenere: tabelle piccolo prestito INPS

Gli importi sono ancorati alla retribuzione o alla pensione netta, non a una cifra fissa: si possono chiedere una, due, tre o quattro mensilità nette, con la durata corrispondente.


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