Gli investigatori della Digos di Siracusa stanno eseguendo 7 misure cautelari emesse dal gip nell’ambito di un’operazione anticorruzione . L’inchiesta, denominata “NEXUS”, è stata coordinata dall’ufficio palermitano della Procura Europea (Eppo). Al centro un’associazione a delinquere, di cui farebbero parte politici e imprenditori, che avrebbe gestito una serie di appalti comunali e un articolato sistema corruttivo
Sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, traffico di influenze illecite, corruzione elettorale, favoreggiamento personale e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio i 7 indagati nell’inchiesta su appalti truccati al Comune di Siracusa. Gli investigatori della Digos di Siracusa stanno eseguendo le misure cautelari.
A coordinate l’attività investigativa sono i pm dell’ufficio di Palermo della Procura Europea (Eppo) Amelia Luise e Calogero Ferrara. Per uno degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per due gli arresti domiciliari e, nei confronti di quattro il divieto per dodici mesi di esercitare le attività imprenditoriali che consentano di presentare istanze per contributi comunitari o statali. Al centro dell’inchiesta le relazioni illecite tra politici locali, un appartenente all’Arma dei Carabinieri al tempo delle indagini in servizio alla sezione di polizia giudiziaria della Procura di Catania, un tecnico comunale con funzioni di responsabile unico dei procedimenti di appalti pubblici e un gruppo di imprenditori attivi nel settore delle costruzioni.
Gli accertamenti hanno preso le mosse dalla realizzazione e dal successivo ampliamento dell’ostello per lavoratori migranti di Cassibile, struttura destinata all’accoglienza dei lavoratori stagionali impiegati in agricoltura. Il progetto di ampliamento è stato finanziamento con fondi europei, nell’ambito del Pon “Legalità” Fesr/Fse 2014-2020, con 1,67 milioni di euro destinati al Comune di Siracusa. L’attività d’indagine ha ricostruito le procedure riguardanti lavori, forniture, moduli abitativi e attrezzature.
Il gip, nella misura cautelare, descrive una gestione della funzione pubblica piegata a interessi personali, economici ed elettorali. Gli affidamenti pubblici sarebbero stati utilizzati, secondo gli inquirenti, come mezzo di compensazione del sostegno politico, di distribuzione di utilità economiche e di consolidamento di rapporti personali tra amministratori, intermediari e imprenditori.
Particolare rilievo ha la posizione del militare dell’Arma, figura chiave dell’organizzazione e collegamento tra politica e imprenditoria. Avrebbe sfruttato le proprie relazioni e la funzione ricoperta nella polizia giudiziaria per favorire l’accesso a lavori pubblici e, in altre circostanze, per acquisire e divulgare informazioni investigative riservate. Nei suoi confronti il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Nel corso delle indagini è stato trovato un “pizzino” con l’elenco delle imprese considerate “amiche” che sarebbe stato consegnato a un politico in vista di successive procedure di affidamento di appalti. Dalle intercettazioni emergono un patto di riservatezza tra i protagonisti, l’uso di sistemi di comunicazione ritenuti non tracciabili e la disponibilità ad adattare successivamente la documentazione amministrativa per giustificare anomalie già emerse nell’esecuzione di lavori pubblici. In una conversazione il politico coinvolto riferendosi ai lavori già attribuiti alle imprese vicine, avrebbe sottolineato come fosse stato loro assegnato “tanto” e “oltre misura”, osservando che difficilmente un’impresa avrebbe potuto ottenere in un solo anno un simile volume di lavori: vicino al milione di euro.
Le indagini avrebbero inoltre documentato ipotesi di dazioni di denaro e utilità collegate agli affidamenti. Tra le contestazioni figurano una somma rilevante di denaro destinata a politici, pagamenti periodici in favore di tecnici comunali e dazioni di denaro al militare, come remunerazione per l’attività di procacciamento dei lavori.
Indagato il sindaco Italia
Il sindaco di Siracusa Francesco Italia è indagato dalla Procura Europea (Eppo) per associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione illecita degli appalti comunali.
Secondo l’accusa, una serie di lavori pubblici, tra cui l’ampliamento dell’ostello per i lavoratori migranti di Cassibile, sarebbero stati affidati a imprese amiche. In cambio la Carbone avrebbe avuto denaro e sostegno elettorale.
Ai domiciliari la vicepresidente del Consiglio Comunale di Siracusa
C’è Concetta Carbone, ex assessore nella Giunta dell’attuale sindaco di Siracusa Francesco Italia, tra gli indagati dalla Procura Europea per appalti truccati a Siracusa.
Alla donna il gip ha imposto i domiciliari.

Carbone, nel novembre 2021, fu nominata assessore alle Pari opportunità e diritti sociali, carica ricoperta per 3 anni. Nel maggio 2023 fu eletta consigliera comunale nella lista Francesco Italia Sindaco con 385 preferenze e poi nominata vicepresidente del Consiglio comunale, ruolo che ricopre attualmente.
Carbone è ritenuta un personaggio chiave dell’inchiesta e risponde di corruzione e associazione a delinquere.
Secondo la Procura Europea Carbone, d’accordo con l’ingegnere comunale Michele Dell’Aira, responsabile unico del procedimento per i lavori di primo ampliamento dell’Ostello per i migranti di Cassibile, e col carabiniere Salvatore Strazzulla, per cui il gip ha disposto il carcere, in cambio di 10mila euro e vantaggi elettorali, avrebbe assicurato un canale preferenziale ad alcuni imprenditori per l’aggiudicazione di appalti pubblici grazie agli affidamenti diretti. Un escamotage favorito dall’assenza di controlli da parte del Consiglio comunale all’epoca sciolto.
In particolare sotto la lente degli inquirenti è finito l’appalto per la realizzazione dell’ostello di Cassibile, destinato ad alloggiare i migranti occupati nell’agricoltura e finanziato anche con i fondi del Pon Legalità.
Per Dell’Aira, che avrebbe ricevuto 200 euro al mese in cambio della sua complicità, il gip ha disposto, prima della decisione sulla misura cautelare, l’interrogatorio preventivo. Il carabiniere, che avrebbe fatto da tramite tra la politica locale e gli imprenditori favoriti, sarebbe stato ricompensato con una sorta di stipendio mensile. Il militare è anche indagato per rivelazione di notizie riservate: avrebbe in più occasioni informato persone di indagini a loro carico.
Indagato anche un carabiniere: gli altri nomi
In carcere è finito il carabiniere Salvatore Strazzulla che, secondo l’accusa, avrebbe fatto da ‘trait d’union’ tra le imprese favorite e la Carbone. Il militare risponde anche di violazione di notizie riservate.
I domiciliari sono stati disposti invece per l’imprenditore Massimo Boscarino.
La misura del divieto per 12 mesi di esercitare attività imprenditoriale che legittimi istanze di contributi comunitari o statali è stata notificata agli imprenditori Boscarino: Giuseppe, di 70 anni, Salvatore, di 73 anni, Salvatore, di 47 anni, e Tino.
Indagato anche l’ingegnere comunale Mario Dall’Aira per cui il gip ha fissato l’interrogatorio preventivo.
Il sindaco: “Notizie che mi addolorano”
“Le notizie di queste ore mi hanno profondamente addolorato. Allo stato non dispongo di alcun elemento ufficiale per valutarle“. Lo ha detto il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, in riferimento all’indagine della Procura europea di Palermo sull’Ostello per lavoratori stagionali di Cassibile.
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